L’amore non c’entra nulla (e l’autismo non è una bolla)

[Ho scritto questo post quando è uscito questo video prodotto dalla Rai che dovrebbe parlare di autismo in pochi secondi, sull’onda dell’emozione suscitata da una cosa che dà un’immagine insensata dell’autismo. È successo che in tanti non l’hanno presa bene e dopo poco il video qua sotto non è più stato condivisibile (chi volesse vederlo comunque lo trova qui): subito dopo ancora è arrivato il comunicato con cui le associazioni Angsa e FIA, che erano state associate all’iniziativa e il cui logo compare nel video, si dissociano da quanto accaduto. Leggetelo per farvi un’idea tutta vostra.]

Non ditemi “è solo un video”. Questo video non dice nulla. Anzi, se fossi in mio marito mi incazzerei pure un po’ a vedere la solita mamma che si prende cura del figlio autistico e fa scoppiare la bolla con la forza dell’amore. E i papà premurosi, spaventati, incazzati, amorevoli e capaci, poveracci?

Credetemi: l’amore non c’entra nulla o molto poco. Le mamme e i papà ce la fanno, a volte no, a volte una mamma il figlio autistico lo butta giù da un ponte (è successo poco tempo fa). L’autismo come tante altre disabilità è un impegno/fardello/sogno/preoccupazione per la vita e non è così scontato passare dalla scoperta all’accettazione e al sapere cosa fare solo perché quel figlio è passato dalla tua pancia.

L’amore non basta. Non basta essere mamma per avvicinare un figlio autistico e non sto nemmeno a dire quanto questa cosa mi risvegli pensieri di madri frigorifero e di domande volte a sapere se mia figlia è autistica perché ha avuto un trauma o non l’ho guardata abbastanza negli occhi mentre l’allattavo. Non scherziamo nemmeno.