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A quasi un mese dalla riapertura dei locali e dei ristoranti è già possibile fare qualche bilancio su cosa il duro periodo di lockdown abbia portato di nuovo nel business Ho.re.ca.

Gira tra i commentatori una similitudine con la crisi del 2009 in cui nacque la sharing economy: la crisi del 2020 sarà l’occasione di sviluppo del delivery secondo il modello Amazon, compro online e ricevo tutto a casa in brevissimo tempo. Tra tutti i settori coinvolti in questa rivoluzione, quello del food delivery è quello che ha già pronte le strutture che possono supportarne la crescita.

I dati: un fenomeno già nel 2018

Un certo fervore attorno all’argomento food delivery ha iniziato a manifestarsi a maggio del 2019 quando è uscita la notizia dell’investimento da 757 milioni di dollari di Amazon in Deliveroo, il servizio di consegne cibo a domicilio. …


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Sembra che ci siamo, e sembra che effettivamente andrà meglio del previsto. In molte Regioni la riapertura di bar e ristoranti potrebbe essere anticipata al 18 maggio, due settimane prima rispetto a quanto previsto dal Governo Conte lo scorso 26 aprile. Ma c’è una domanda che non ha ancora una risposta certa: che impatto avrà negli anni a venire quello che è successo oggi al comparto ristorazione? Perché è abbastanza certo che in futuro parleremo di “prima” e “dopo” marzo 2020.

Sulla riapertura e le sue norme nell'immediato futuro avevamo già molti elementi, e guardando a chi ha già aperto (la Svizzera e la provincia di Bolzano) sembra che fossero tutti plausibili. Inoltre, per il momento, esistono le linee guide stilate dai i tecnici dell’Inail e dagli scienziati dell’Istituto superiore di sanità. Tra queste, le più complesse da gestire saranno la separazione tra i tavoli (almeno 2 mt da ogni lato), l’obbligo di riservare almeno 4 mt quadrati a ogni avventore. …


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Una prima data la abbiamo: 1 giugno riapertura dei bar e dei ristoranti.

Non si può dire che l’intervento di Conte abbia riempito di gioia gli addetti ai lavori del settore Ho.Re.Ca e il “contentino” della apertura sul servizio d’asporto non pareggia la prospettiva di un altro mese di chiusura. Non è ancora dato sapere se le associazioni di categoria riusciranno efficacemente a fare pressione per anticipare la apertura, anche perché non tutti gli operatori del settore vogliono aprire a qualsiasi condizione.

Al momento la sfida più importante è interpretare e gestire la cosiddetta fase 2, o di convivenza con il virus, e le ipotesi su come questa si svolgerà devono essere fatte in ottica di concretezza e praticabilità. Per questo è utile provare a tracciare una veloce panoramica delle idee e delle proposte messe in campo finora sul “come sarà andare al ristorante”. …

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