Temple’s roof in Seoul

Seoul: istruzioni per l’uso

Cose da sapere per non perdersi

Seoul è una città piuttosto grandina, 10 milioni di abitanti che diventano 25 se si considera l’area metropolitana allargata, e muoversi è piuttosto facile se si utilizza l’efficientissima rete metropolitana che collega tutti gli snodi principali della città. Ma ci sono alcune accortezze da seguire se non si vuole incorrere in problemi fastidiosi che possono rovinare il soggiorno.

1. Gestione del denaro

In Corea — come in altri paesi orientali— l’uso delle carte di credito è molto più moderato che in Europa o Stati Uniti: tutti sono molto più sereni con le sane vecchi banconote. Per questo le carte di credito non coreane sono considerate quasi un’anomalia. Scordatevi quindi di andare al ristorante e pagare con la VISA, o usare la carta per acquistare un biglietto della metro. A maggior ragione può essere molto problematico l’uso di carte di credito per ritirare denaro contante. Esistono pochissime banche che lo consentono ed è bene informarsi prima se si intende non portarsi dietro troppo contante.

2. Gli indirizzi

A Seoul il modo con cui vengono identificati gli indirizzi ricorda un po’ quello di Venezia. Ti fornisce un indicazione di zona ed un numero. Ma quest’ultimo non è caratterizzato da nessun ordine preciso: è solo un identificativo univoco (es. Cannaregio 4563). Il fatto che due numeri appartenenti alla stessa zona siano consecutivi non implica che siano adiacenti fisicamente. Possono essere anche molto distanti tra loro, ma di sicuro non esisteranno mai due luoghi diversi con lo stesso numero nella stessa zona.

Per cercare di decifrare un indirizzo di Seoul bisogna quindi considerare che: il suffisso -gu indica una grande area della città; il suffisso –dong indica un quartiere dell’area, al quale si associa un numero univoco; il numero non indica una posizione, ma una sequenza storica. È associato ad un edificio quando viene costruito e per questo si posso avere due edifici vicini con una grande differenza numerica se ad esempio uno è vecchio è l’altro è stato costruito più recentemente a fronte di una demolizione. L’indirizzo dell’hotel dove sono stato alloggiato durante il mio ultimo soggiorno è ad esempio 144–8, Samseong-dong, Gangnam-gu, 135–090 Seul. Significa l’edificio 144–8, nella zona Samseong del distretto Gangnam (noto tra l’altro per un video un po’ ridicolo che circolava un paio di anni fa).

I nomi delle strade poi non sempre esistono. Vengono assegnati solo alle strade principali ed hanno tipicamente il suffisso –ro quando riferiti ad assi viari di primaria importanza e dimensione, e il suffisso –gil quando si tratta di strade più piccole. Ma in questo caso viene riportato solo il numero di traversa rispetto alla via principale. Ad esempio: Teheran-ro gil-66 è la traversa 66 del viale Teheran. Ma non ci si devono aspettare incrementi unitari. Nello specifico esempio la successiva è la gil-69 e quella ancora successiva gil-77. Visto che poi alcuni viali sono lunghissimi, i segmenti del viale vengono numerati e identificati con il nome di –ga. Quindi Teheran-ro 3-ga è come dire Viale Teheran, segmento 3, e sarà facilmente individuabile sulla mappa. Ma una casa che si trova in quella strada avrà un indirizzo che non menziona neanche questo nome.

3. Il trasporto pubblico

La rete metropolitana di Seoul è proporzionata alla considerevole estensione della città. Un tragitto in metropolitana può andare dai 500 metri che possono separare due stazioni consecutive, alle decine di chilometri che separano due punti opposti della città. Questo succede in tante altre grandi città nel mondo, dove per trovare un modo sensato per far pagare il biglietto la città viene divisa in zone concentriche, come ad esempio a Londra, e l’importo del biglietto viene fatto variare a seconda del numero di zone che si attraversano, mantenendosi di importo fisso finché il tragitto resta nella stessa zona.

In Corea no, sono scientifici, e quindi non considererebbero accettabile l’assurdo che una semplificazione del genere porta (es. fare un paio di fermate e pagare un biglietto abnorme solo per il fatto che si è passati da una zona all’altra della città). L’importo è quindi sempre proporzionale alla distanza percorsa, e fare il biglietto della metro è un operazione alquanto complicata in cui si deve sempre specificare il nome della fermata finale. Se si sbaglia (o si fa i furbi) indicando una stazione più vicina non ci sono problemi. Il tornello di uscita non si apre se l’importo è inferiore al dovuto, ed esce fuori l’addetto dell’azienda trasporti a farti pagare la differenza. Poiché questo mette in crisi non poco i turisti, sono state create delle forme semplificate di biglietto come il Seoul City Pass+, che funziona come una carta di credito ricaricabile con quello che chiamano “T-money”, ovvero denaro del sistema dei trasporti.

La carta costa circa 5 euro, e può essere ricaricata con qualsiasi cifra. Si striscia sul tornello di ingresso e si ripassa su quello d’uscita che determina automaticamente l’importo dovuto detraendolo dalla carta. Con questo sistema si può anche pagare il Taxi. Personalmente l’ho trovato una grande semplificazione. Inoltre ogni tragitto pagato col T-Money è scontato di 100 Won (circa dieci centesimi) rispetto al prezzo che si pagherebbe in denaro.