Il Trillo di MSN

La mia storia con internet inizia nell’ormai lontano 2002, quando mia madre tornò a casa con un Modem 56K da collegare a un processore vecchissimo che mio padre aveva riesumato dall’ufficio e occupava un volume tale da creare una sorta di abside in sala, algido e sconosciuto come il monolite di 2001 Odissea nello Spazio. Il modem, però, andava agganciato a una presa telefonica che si trovava all’altro lato della sala, obbligandoci a stendere così un cavo di connessione tra il modem e il computer che volava a mezz’aria e che, inevitabilmente, veniva divelto da tutti quelli che passavano, interrompendo la connessione.

Nella mia vita, internet, fino circa al 2006, coincise con l’interfaccia di MSN, Windows Live Messenger. Si trattava, per me che vivevo in campagna senza la patente fino al 2004, di un’incredibile finestra sulle vite dei miei amici e conoscenti. Per la prima volta, internet mi faceva capire che non ero da solo con il paesino dove ero nato, con gli amici che il destino mi aveva messo al fianco ma che esisteva un mondo esterno di persone con i miei stessi interessi con cui parlare, crescere, chiacchierare in maniera quasi continuativa, giorno e notte. In quegli anni ancora pochi coetanei avevano il cellulare, gli SMS si pagavano a peso d’oro e ugualmente le telefonate. MSN abbatté nel mio mondo i costi e le distanze della comunicazione, aggiungendo un incredibile sistema semantico alle conversazioni che è diventato ora una consuetudine.

*Foto profilo: spesso immagine del cane su fondo bianco, gli scacchi, i cavalli, in caso di sportivo, il pallone da calcio oppure per l’estremamente pigro il mezzobusto azzurro-verde di msn.

*Stato: la Smemoranda, i libri di filosofia e le canzoni di Alex Britti venivano depredate per scrivere uno stato che fosse sia emotivo ma anche un po’ alternativo.

*Trillo: l’opzione trillo permetteva di richiamare l’attenzione dell’interlocutore tramite un’onda acustica capace di creare uno Tsunami in un paese del Sud Est Asiatico.

*Emoticon: Come dimenticare le linee vintage di emoticon gialli e semoventi che intasavano le conversazioni e sopperivano al paraverbale.

*Animazioni: chi non ricorda il fastidiosissimo megabacio che usciva sullo schermo? O il maiale ballerino? O il bambino a cui cadeva il gelato? O il bullo che si scopriva il didietro?

Una ricerca dice che il 65% dei lavori che faranno i bambini delle Scuole Elementari non è ancora stato inventato. E così è successo a me. E’ stato difficile dire a mia madre che quell’elettrodomestico infernale era diventato il mio lavoro. E’ stato difficile fare capire loro che non ero più un bambino che giocava. Ora tutto è cambiato dai tempi di MSN, dismesso nel 2013. Non starò a dire che “prima era meglio”, anzi. Mi piacerebbe sapere come sarebbe stata la mia adolescenza con Snapchat, con Facebook e con Youtube ma a ognuno i pregi e i difetti della propria età. E se qualche notte mi sveglio, sognando i trilli di qualche mia cotta lontana nel tempo, ringrazio internet per avermi fatto vedere che il mondo era immenso, che non ero prigioniero e che non c’era da avere paura.

Per un momento nostalgia, clicca qui sotto:

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