*Marionette Acquatiche (Vietnam 2)

Svegli alle 10, il fuso si sente. Arriviamo tardi per la colazione e i Vietnamiti ci rimproverano. Parte la mania ossessiva di quale dei cibi serviti ti ucciderà prima. A mezzogiorno usciamo ad Hanoi, come sconsigliato da tutte le guide, per scoprire che è un caldo assurdo ma non c’è l’afa della sera prima. Vediamo il lago Hoàn Kiem e il suo tempio buddista, poi ci buttiamo nella città vecchia.

La prima sensazione è di colore, miseria e putrefazione. Ma soprattutto di putrefazione: i profumi sono saturanti e unti e inevitabili. Sto vivendo un’allucinazione odorosa: non pensavo i miei sensi potessero entrare in allarme in questo modo.

Ogni quartiere di Hanoi Vecchia è dedicato a un genere di prodotto (ferramenta, cibo, spezie, gong, giocattoli). Ci sono talmente tanti negozi che non è chiaro come facciano a tirare avanti. Migliaia di scooter sfrecciano davanti ai negozi, i cui proprietari pranzano seduti a terra oppure sonnecchiano.

Scopriamo a breve che le guide avevano ragione: è troppo caldo, anche i Vietnamiti sono in fase siesta e la loro giornata è già molto avanti.

Dopo aver perso per due volte l’ultimo biglietto per lo spettacolo delle marionette acquatiche (performance molto in voga in Vietnam), beviamo un buon caffè e torniamo a fare la doccia in hotel. Non sono ancora riuscito a mangiare nulla.

La serata trascorsa nella parte più occidentale e coloniale (c’è persino una finta Notre Dame), fila più tranquilla. L’odore è più neutro, mangiamo giapponese (?) e al ritorno ci accoglie anche una festa di quartiere.

(Davide e Stefano, cercando di comprare delle frittelle da un venditore ambulante, si sono fatti risuolare male scarpe e ciabatte, contro la loro volontà).

Ci sentiamo appena riesco a trovare una WiFi decente, pensami.

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