27 Maggio 1989: l’ultimo giorno della Va Scientifico “M. Malpighi”

Mentre raggiungiamo la trattoria di via Urbana, io e Zani ragioniamo sul fatto che molti di loro non li vediamo da ventisei anni: un sacco di tempo! “Ma… secondo te li riconosceremo?”, “Ah, questo non te lo so dire…”.

Dobbiamo ammetterlo, però: noi due non siamo mai stati grandi frequentatori delle cene di classe.

Ne ascoltavamo, rapiti, le narrazioni del Lunedì successivo… quando in aula faceva la sua comparsa un vassoio, un orologio da muro, la gamba di un tavolo. …


La più amata, odiata, chiacchierata, santificata e bistrattata fotocamera della storia: la Leica a telemetro. O “Leica” e basta… dato che, per antonomasia, quella è.

Cercherò di realizzare un’impresa unica: scriverne (o meglio farmi delle domande) senza averne mai posseduta una!

Di fotocamere Leitz invece sì, ne ho possedute: il papà aveva una Leicaflex SL, e in gioventù ho avuto modo di sfruttarla parecchio (anche se ora sono votato ad altri è più grandi lidi germanici). Ma di Leica a telemetro, no: mai nemmeno usate. …


L’importanza di pensare fuori dagli schemi:
“Think different”.

Ogni giorno prendiamo decine e decine di decisioni, molte delle quali mutuate dalla nostra esperienza e dal nostro vissuto. Abbiamo un’idea precisa di cosa dovrebbe essere “normale”, e quindi “da preferire”.

Questa idea si è modificata nell’era moderna, perché deriva in parte dalla scoperta del matematico Carl Friedrich Gauss (1777–1855): la “gaussiana” o “curva di distribuzione normale”.


Ugo Mulas: decisamente “un grande”

Ugo Mulas, Milano 1953–54

I motivi per cui Ugo Mulas mi interessa e mi incuriosisce tantissimo, sono almeno tre.

L’autodidatta

In primis, il suo essere completamente autodidatta.

Mulas comincia a “fare il fotografo” quasi per caso, frequentando un ambiente artisticamente vivissimo (il famigerato bar Jamaica di Milano) dove qualcuno ad un certo punto gli mette in mano un apparecchio e gli da’ qualche consiglio generico su tempo e diaframma.

Le prime fotografie hanno già un notevole contenuto. …


Chiesa di Santa Maria Assunta a Riola (BO) progettata da Alvar Aalto (fonte: puredesign.it)

Eclettismo: secondo la Treccani, è “nelle arti figurative, la tendenza a ispirarsi a fonti diverse, accogliendo da ciascuna gli elementi ritenuti migliori”.

Il termine m’è balzato all’occhio mentre leggevo la biografia di John Coltrane. In un passaggio, infatti, l’autore Lewis Porter (egli stesso musicista jazz) scrive:

Coltrane non ebbe mai un debole per le citazioni. Ma soprattutto creò un vocabolario di lick che in molti casi non erano riconducibili ai suoi predecessori. Uno dei modi grazie ai quali sviluppò questo universo sonoro unico fu incorporando nella sua musica — e, tramite la sua influenza, in tutto il jazz e oltre…


Un interessante Tweet di Amateur Photographer Magazine, qualche tempo fa, citava Andreas Feininger:

“Una fotografia tecnicamente perfetta può essere l’immagine più noiosa del mondo”.

Sin qui, niente di nuovo (o quasi). Lo diceva anche nonno Anselmo: “Non c’è niente di peggio che la fotografia nitida di un’idea sfuocata”. Un paesaggio banale, per quanto realizzato con precisione certosina, sarà comunque noioso.

Verrebbe però da domandarsi se sia possibile migliorare uno scatto, grazie ad un’esecuzione tecnica più accurata.

E penso in particolare alla post-produzione.

La tecnologia digitale consente di tutto e di più: non è forse possibile usarla per spingere l’asticella del…


Come scrivevo in un precedente articolo, dopo cinque anni di Apple iPhone ho cambiato “famiglia” e sono passato ad un Nokia Lumia 930. Col scetticismo di amici e conoscenti raccontato nel citato scritto.

Le prime impressioni erano state ottime, ma si sa: è solo nell’uso continuativo (e quotidiano) che si gioca la vera partita della funzionalità.

Dopo un mese di Windows Phone 8.1 (da ora “WP”), posso quindi tirare le mie somme positive.

Facendo inevitabili confronti col leader del mercato, iOS.

Un approccio professionale

Alla base di tutto, pongo questa considerazione generale:

WP è meno bello di iOS, ma più professionale.

Per “professionale”…


Inghilterra, anno 878 (fonte: Wikimedia Commons)

Sull’argomento è già stato scritto molto (vedi questo ottimo articolo di Daniele Imperi, “E’ necessario scrivere in inglese?”) però non riesco ad evitare di dire la mia: rimango sempre più colpito dal diffondersi di questo malcostume, cioè l’abuso di termini in lingua inglese sugli articoli in italiano della rete.

Perché parlo di malcostume? Non è forse vero che certi termini come “marketing” o “post” o “blogger” sono ormai entrati nel linguaggio comune?

La “case history del bootstrap e la sua policy”

Certi termini, sì. Se parliamo di “web” o di “post” o di “retweet”, probabilmente capiranno tutti.

Però leggo ancora tanti (troppi) articoli…


Dopo diversi anni di matrimonio e/o convivenza, una coppia senza figli ha quasi sempre due soli motivi per essere tale:

  1. Non vuole fare figli.
  2. Non riesce ad avere figli.

La (1) è una scelta del tutto rispettabile. Se non altro perché dare una vita è una di quelle decisioni importanti (come convivere, sposarsi…) che va ponderata e fatta con consapevolezza, e non per “convenzione sociale” o perché lo dicono i genitori/amici o come collante per la coppia che scoppia o quant’altro. …

Nicola Focci

Fotografo a pellicola. Impiegato. Scrivo troppo. Autore de “Il manuale del bianco e nero analogico”: http://tinyurl.com/mm224nn

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