L’aumento degli immigrati cubani negli Stati Uniti

Un dato al giorno / Politica internazionale — 21.03.2016

La visita di Barack Obama a Cuba, cominciata domenica 20 marzo, è un evento di portata storica: si tratta della prima visita nell’isola di un presidente degli Stati Uniti in carica da 88 anni. Un incontro che suggella il riavvicinamento tra l’Avana e Washington annunciato nel luglio 2015 e che pone fine a quasi sessant’anni di isolamento.

Il miglioramento delle relazioni, nonostante l’embargo rimanga tuttora in piedi, ha già avuto una serie di effetti positivi, dalla riduzione delle restrizioni per i cittadini americani di volare a Cuba alla riapertura dell’ambasciata americana sull’isola. È quindi interessante che una delle prime conseguenze della normalizzazione sia stata una tendenza sorprendente: il numero di cittadini cubani immigrati negli Stati Uniti nel 2015 è raddoppiato rispetto all’anno precedente e ha continuato a crescere nei primi mesi del 2016. Come risultato, secondo i dati del Customs and Border Protection tra l’ottobre 2013 e il dicembre 2015 sono entrati nel paese 80 mila cubani, contro i soli 10 mila dal 2008 al 2013.

Un tale paradossale flusso va spiegato con la paura che lo scongelamento delle relazioni tra i due paesi modifichi anche lo status speciale di cui godono gli immigrati cubani negli Usa. A partire dal 1966, grazie a una legge speciale, il Cuban Adjustment Act, i cubani che avessero messo piede negli Stati Uniti avrebbero ricevuto facilmente l’asilo e la cittadinanza. La legge fu poi modificata una sola volta sotto l’amministrazione Clinton nel 1996, quando i benefici furono limitati ai soli cubani che arrivavano sulla terraferma statunitense, escludendo quindi gli individui salvati in alto mare dalla Guardia costiera.

Ma ora che la situazione politica è cambiata, si cominciano a sollevare dubbi sul senso di mantenere questi benefici. Il senatore democratico Henry Cuellar ha dichiarato che la legge è ‘ingiusta’, in quanto discrimina tra i migranti dell’America Latina. Perché trattare diversamente i cubani dai messicani o dai guatemaltechi?

Prima che venga presa una decisione in merito potrebbe passare molto tempo. Ma ciò non impedisce ai cubani che vogliono lasciare l’isola di affrettarsi verso il confine statunitense. Creando così un paradosso nell’apertura del proprio paese

Infografica e testo di iMerica.it

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