Per ogni voto, Bush ha speso dieci volte di più di Trump

Primarie USA — 22.02.2016

Jeb Bush ha deciso di abbandonare la corsa per diventare il candidato repubblicano alla presidenza. Il risultato deludente del Sud Carolina, dove si sono tenute le primarie sabato scorso e dove l’ex governatore della Florida è arrivato quarto, è stato l’ultimo atto di una campagna elettorale mai decollata. Quello che lo scorso giugno, a detta di molti osservatori, si era presentato come il candidato da battere, ha visto le sue quotazioni spegnersi sempre di più. Tra gaffe, insulti da parte del candidato anti-establishment Donald Trump e una certa inadeguatezza generale emersa alla prova dei fatti, Bush non è riuscito a imporsi come potenziale erede del padre e del fratello.

Il dato più interessante emerso dagli scorsi mesi riguarda però i soldi spesi durante la campagna. Con 58,8 milioni di dollari versati direttamente o dai vari Superpac (comitati che sostengono indirettamente un candidato) che lo sostenevano, Bush è stato di gran lunga il candidato repubblicano che ha speso di più. Una somma di denaro che però non si è convertita in un sostegno elettorale sufficiente. Con il risultato che ogni voto ottenuto da Bush è costato 621,8 dollari, con un picco di 2800 dollari in Iowa. Dieci volte quello che è costato a Donald Trump, candidato di punta e suo acerrimo rivale.

Morale? Per quanto negli Stati Uniti i soldi siano fondamentali per partecipare a una campagna elettorale, non sono sufficienti per vincerla.

iMerica.it

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