Lake Awassa / Ph. Claudio Maria Lerario

In Dialogo Silenzioso, l’incontro tra la Grande Madre Africa e la madre di tutte le arti — la danza — si concretizza in Etiopia tramite immagini che dipingono l’intero spettro delle emozioni umane: gioia, dolore, speranza, disperazione, incredulità, fede, compassione (cum-patior o sym-patheia), amore, grazia.


Le immagini a cui accediamo attraverso il narrare di Claudio Maria Lerario appartengono ad un racconto in cui la sua storia si intreccia indissolubilmente ai luoghi e alle genti di Etiopia.

E’ un viaggio di ricerca che non fornisce risposte ma ci spinge, con delicatezza e tenerezza, a porci domande: importanti, imbarazzanti, esaltanti.

Cosa spinge l’umanità a non rassegnarsi? Perché donne e uomini percorrono infiniti sentieri, fuori e dentro di sé, instancabilmente? Come si può rappresentare — nella vita di tutti i giorni — la parola e il gesto, la danza e il movimento, la bellezza, la forza d’animo, la sintesi di un dialogo?

In Dialogo Silenzioso #1 il quotidiano viene così rappresentato da questi luoghi lontani e diversi. Attraverso pratiche e movimenti inequivocabili, con l'armonia di sguardi, sorrisi, imbarazzi e dolori, le immagini ci costringono a chiederci cosa si sia perso del nostro essere. Dov’è la nostra danza di bellezza?


“Dopo tre decenni di vita nomade l’Etiopia è il luogo dove potrei fermarmi. Non per sedermi ma per approfondire il viaggio… camminando in un laboratorio perfetto per osservare il cambiamento in azione; continuando a rimanere senza fiato nella maestosità dei suoi paesaggi; scoprendo e riscoprendo le infinite diversità climatiche, biologiche e culturali. Certo, continuerei anche ad arrabbiarmi di fronte ai suoi problemi, ma sempre celebrando questo popolo fiero e capace di investire enormi quantità di energia per cercare di tirare fuori il meglio dalla propria e altrui vita. Questa, per me, è danza di bellezza.” CML

Questo è il racconto di un’umanità trasparente, leggibile, che non ignora le condizioni di grande difficoltà che, a volte, percorrono quei luoghi. Un racconto che sempre ci sorprende con le sue aggregazioni umane stravaganti.

L'energia della bellezza inaspettata fa sussultare e spinge via riserve e prudenze. Luoghi apparentemente trascurati anticipano orizzonti maestosi in cui la natura, magnifica, partecipa al respiro del mondo.

Un presidio di resilienza che Claudio Maria Lerario condivide e ci conduce alla magia del chiedersi. Credo che questo suo viaggio senza fine sia il principio del nostro.