Gira NoLo, prima edizione

Il quartiere di NoLo dal Medioevo ad oggi.

Un’illustrazione di Viale Monza

Fino a poco più di 150 anni fa, questo spicchio di territorio era aperta campagna. Ma non una campagna brulla, incolta e deserta. Fin dal Medioevo qui scorre la Martesana, con le sue rogge e fontanili, che ha irrigato questa terra fertile e l’ha resa rigogliosa e produttiva con le coltivazioni di cereali, gelsi, vigneti …

Una Martesana anche navigabile che ha messo questa campagna al centro di traffici e commerci e visto, quindi, il sorgere di una quantità di osterie, ostelli, case di tolleranza (pure prestigiose) ma anche reso la zona appetibile come luogo di villeggiatura dei signorotti dell’epoca che costruivano qui le loro ville.

Infine, grazie alle chiuse di Leonardo, una Martesana fonte di energia per muovere i mulini delle filande e varie attività artigianali che qui sorgeranno numerose. Un’area industriosa e produttiva, che nel tempo portò una grande immigrazione di brianzoli (prima), di pugliesi, calabresi, siciliani (poi), di stranieri di una cinquantina di etnie diverse (ora).

Ci trovavamo nel comune di Greco Milanese. Fino al 1800 a unire i due comuni solo una contorta strada maestra (via Loreto, oggi corso Buenos Aires, via Caretta, via Costa, via Leoncavallo…) nata perché lungo questa via di campagna, fin dal tardo 1400, sorgeva la Cappella della Vergine di Loreto, poi Chiesa S. Maria di Loreto o S. Maria Nera (del 1616 e demolita nel 1915) Uniche vie di comunicazione, oltre a questa, accidentate straducole e soprattutto la Martesana.

Fiaschetteria dell’antico caffè del rondò (oggi piazzale) Loreto, 1900 circa.
Trattoria Toscana con alloggio — Viale Monza n°2 (anni ‘30)
Viale Monza (1910 circa)

Poi comparve il Rondò di Loreto con due vie: 1825 la postale Veneta (oggi via Padova) 1832 la Strada Militare per Monza (oggi viale Monza) Siamo ai tempi della dominazione austriaca e sono sviluppati i collegamenti con Venezia e l’Austria. Dopo il 1848 (a Italia unita), la Milano-Monza è la prima tramvia a cavalli della Lombardia, poi seguita per breve tempo dai primi esperimenti di trazione a vapore. A quei tempi piazza Loreto è tutto case e casupole, sferragliare di tram, brulicare di ditte e cartelloni pubblicitari, era la piazza del Duomo dei brianzoli , che scendevano a Milano per affari, e punto d’incontro della malavita d’accatto.

Nel gennaio 1900 arriva l’elettricità e la Milano-Monza viene elettrificata. Rondò Loreto si trasforma (da tre a otto vie) e diventa piazzale. C’era il piccolo Albergo Loreto, poi ampliato in età fascista con Giardino Margherita,Teatro Varietà Restaurant con tanto di … bar.

Viale Monza (1950 circa)
Viale Monza — negozio di cappelli oggi Cabella
Viale Monza, scorcio di uno dei ponti
Lavori di costruzione all’altezza di Pasteur
Viale Monza, altezza Gorla
All’altezza dello Zelig

C’era l’Hotel Titanus (il più grande albergo in Europa, 600 stanze, 100 bagni … poi sede della Gestapo nel ’44) costruito insieme alla Stazione Centrale nel 1931. Agli inizi del 1900, essendoci ancora pochi carrozzieri e meccanici, gli operai della Breda, Marelli, Pirelli scoprono che mettersi in proprio “rende”. Lungo viale Monza sorgono case con ballatoi, fabbrichette, piccole imprese, cooperative, circoli e, ancora, istituti ospedalieri e di carità. Fra le due guerre i borghi rurali tendono a fondersi. La città cresce … Nel 1963 arriva la metropolitana e con questo banche, uffici, residence e supermercati.