Dove finisce
Porta Palazzo
Quasi tutti i giorni, ne ho un po’ nello stomaco. Di rado, qualcosa di suo è finito nel mio armadio. Ci vediamo tutti i giorni, che lui sia in piena attività o si stia facendo il bagno.
Se il ciclo di attività del mercato di Porta Palazzo passa dalla vendita, allo smantellamento e alla pulizia, si interrompe poche ore, e poi riprende con il rimontaggio, quali sono i confini, i limiti, di una realtà che dorme poco e solo di domenica?
Provo a misurarlo, a contare quanti passi occorrano per circumnavigare l’intera piazza. Cerco di tenere a mente il numero di macellai e panettieri. A centonovantaquattro passi mi fermo. C’è un cancello aperto, entro nel cortile del palazzo.
La facciata è illuminata dal sole per metà. Nessuno alle finestre.
Ora li sento i miei passi, mentre mi avvicino verso il fondo. C’è un bar, mai visto, che fa da ponte tra la piazza, il cortile del palazzo e il quadrilatero, una delle zone più chic della città.
Avvicinandomi, sento il tintinnio delle tazzine.
Il mercato continua a far rumore, fuori.
