Smart working: day One

Musichetta di 2001 Odissea nello spazio

8.00 consorte esce di casa

8.30 figlia n°1 esce di casa mentre la figlia n°2 febbricitante rimane a letto

8.35 libero il tavolo della cucina, accendo il PC e mi preparo il caffè

8.40 mentre sorseggio il caffè e mangio qualche biofetta biscottata integrale, leggo le email del lungo weekend. Una di queste cattura la mia attenzione e mi viene subito un’idea che appunto in un file di testo e salvo sul desktop con il nome idea.txt. Che giornata produttiva! E sono solo le 8.50!! In una normale giornata di lavoro sarei ancora nel traffico a ripetere all’ennesimo pedone che sta passeggiando sulla ciclabile. Ascoltando più o meno la traccia 5 della playlist delle mie canzoni preferite (ndr. She don’t use jelly dei The flaming lips)

9.00 inizio a chattare con i colleghi per lo più di lavoro ma anche a cazzeggiare e scherzare come al solito. Inizio a chiudere le prime consegne e a litigare con la VPN (tips: considerare di portarsi i file a casa senza contare sulla VPN)

9.30 si lavora bene. Mi sbuccio una mela e programmo all’impazzata. Sono uno sviluppatore. Faccio siti, servizi web, gestione dati etc.

10.30 si sveglia mia figlia giusto in tempo per la mia pausa caffè. Le preparo la colazione e ne approfitto per prendermi il secondo caffè. Controlliamo di aver finito tutti i compiti del weekend e le ricordo che papà sta lavorando. Lei non ci crede e non ci crederà per tutto il giorno, ma mi rimetto al lavoro. Lei inizia a disegnare e a … programmare! Nella sua hour of code le dico:”Pensa un po’! stai facendo lo stesso lavoro di papà!” e lei risponde:”Quindi giochi tutto il giorno!”, grazie tesoro anche io ti voglio bene!

11.30 per riposare gli occhi guardo un po’ fuori dalla finestra e con la mia terza tazza di caffè in mano, un piccione si appollaia sul cornicione. Lo caccio. Non pago ritorna. Lo saluto cordialmente e lo ricaccio. Ritorna mi caga sul terrazzo e se ne va! Grazie piccione voglio bene anche a te (ndr. quella cagata rimarrà lì in eterna memoria).

12.00 attacco un cartone animato per mia figlia e torno a lavorare.

13.00 Pausa pranzo. Ci sediamo a tavola a pranzo e chiacchieriamo e cerco di spiegare a mia figlia perché sono a casa. Lei è contenta di vedermi e stare con me quindi non mi interessa che lo capisca.

14.00 Riprendo a lavorare. Torna a casa mia moglie e inizia a cucinare, mangiare e a ronzarmi intorno. A dire la verità la cosa non mi da fastidio perché non devo parlare o chattare con nessuno di lavoro ma solo concentrarmi sul codice. Mi prepara un caffè (e siamo a 4). Le ragazze iniziano a disegnare e io continuo a lavorare. Il mio vicino improvvisamente inizia a trapanare come se non ci fosse un domani, esattamente sul muro alla mia destra. Lo odio. Più del piccione. Ma meno della VPN che ogni tanto salta.

16.00 Escono per andare a prendere la piccola a scuola e probabilmente rimangono al parco perché solo all'alba delle 17.30 rientrano in casa. Ora con tutti a casa mi diventa impossibile concentrarmi. Concludo le ultime cose e spengo tutto.

Sono le 17.45 e sono casa. Questa è una figata. Posso fare ancora mille cose e le faccio.

Le cose negative della prima giornata di smart working? Per ora nessuna!

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