Tutti in bici al lavoro!

Oggi se ne parla, domani chissà. Il fatto è che dare incentivi monetari a chi decide di andare al lavoro in bicicletta sembra una promessa difficile da mantenere, ma anche una promessa che farà drizzare le orecchie ai più, a quelli che fanno meno di 5 km in auto per andare al lavoro e a quelli che lo fanno da sempre anche per distanze più importanti.

La proposta è salita agli onori della cronaca quando verso Settembre Ségolène Royal dichiarò che ogni francese che si fosse recato al lavoro in bici avrebbe ricevuto 25 centesimi al km. Facendo una semplice ricerca su google si trova la stessa notizia datata 500 giorni prima, ed in Francia penso che nessun lavoratore abbia iniziato a ricevere l’incentivo, anzi scambiando qualche messaggio con un’amica che vive a Parigi ne ho avuto la certezza.

Fra qualche mese ci saranno le elezioni amministrative sia a Torino (Giugno 2016) che a Milano (Maggio 2016) e i rispettivi assessori si sono messi in moto solo ora per rendere reale la proposta. Siamo in ritardo e quando gli assessori cambieranno, se cambieranno, diranno che ci hanno provato. Ma lasciamo le note polemiche e passiamo ai fatti e alle ipotetiche modalità di applicazione e ricezione di questo incentivo.

La proposta ha infatti molte difficoltà realizzative, superabili, ed anche molti vantaggi, impagabili, che proverò ad elencare.

Difficoltà realizzative

La convalida dei km effettivamente percorsi per raggiungere il luogo di lavoro

Questo è il punto principale. Chi potrebbero essere le “autorità” preposte a questa convalida? Il mobility manager sarebbe la persona giusta. Proverò a chiedere al mio panettiere di fiducia (che per la cronaca ha sempre una bici parcheggiata davanti alla panetteria, la sua) se il suo m.m. è d’accordo a prendersi questa responsabilità. Il responsabile del personale potrebbe fare questa verifica e comunicarla a qualche ente o lo stesso lavoratore attraverso un documento in cui dichiara di utilizzare il percorso più breve o quello meglio servito da una pista ciclabile per raggiungere il posto di lavoro, indicando anche i metri percorsi.

Perfetto! Kilometri convalidati! Aggiungerei anche che un’informazione del genere, unita ad un’analisi geospaziale dei percorsi di tutti gli utenti registrati fornirebbe al comune materiale per la progettazione e la realizzazione di percorsi nuovi e utili alla comunità.

La verifica da parte di un ente sull'effettivo utilizzo della bicicletta in quel giorno

Ero indeciso se titolare questo punto “guerra ai furbetti” ma voglio essere positivo e pensare che chi fa una scelta del genere non la fa solo e soltanto per i soldi.

Ma parlandone in pausa pranzo con i colleghi è venuto fuori che una volta convalidati i km e preso parte all'iniziativa, chi mi impedisce, a parte la mia coscienza, di parcheggiare la bicicletta a pochi metri dall'ufficio, raggiungerla in auto ed arrivare al lavoro dove il mio amico mobility manager metterà una spunta sul registro? O forse il mio panettiere di fiducia potrà lasciare la sua bicicletta legata al palo per giorni segnalando che in realtà è andato a sfornare in bicicletta.

La risposta più ovvia in questi tempi è: un'APP!!! Con un’app puoi fare tutto registrare il tragitto controllare che sia stato svolto almeno il 90% del percorso, inviare automaticamente i dati alla contabilità, verificare quanti km hai percorso in totale, quanto credito stai accumulando e tanto altro ancora! Continuo? Organizzare bicibus, cercare ciclisti con cui condividere un pezzo di strada, porre obbiettivi per bonus aggiuntivi, condividere iniziative e altro ancora! Continuo? No mi fermo qui! Un’app ha anche degli svantaggi, i soliti, telefono scarico o dimenticato sul comodino, privacy, servizi di geolocalizzazione non perfettamente funzionanti, ma non si può controllare tutto.

VANTAGGI

I vantaggi sono evidenti. Ma perché tutto ciò fa notizia? Perché si parla di soldi, altrimenti farebbe notizia anche l’articolo sulle proprietà curative dello zenzero. Andare al lavoro in bici fa bene alla salute personale e a quella collettiva. Fa bene al traffico. Fa bene all'ambiente e rende le città più vivibili. Incoraggia le amministrazioni ad investire nella mobilità sostenibile e scoraggia gli automobilisti a investire i ciclisti.

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