Milionari in breve tempo: la corsa alla ricchezza dietro la promessa di OneCoin

Finalmente arrivati. Sala conferenze, hotel di lusso. Dress code: business casual. Quasi rimpiangevo il mio letto in quella afosa domenica pomeriggio, insieme ad un bel libro e magari un piacevole gelato. Musica dance in sottofondo, una distesa umana si dispiegava disordinatamente davanti ai miei occhi. Un babele di aspiranti milionari. Esistono diversi modi per descrivere sensazioni rimaste impresse per quanto riguarda il determinato momento in cui si sta varcando un ambiente nuovo. Mi limito a ricordare che una gran euforia era palpabile nell’aria. In più occasioni ho avuto modo di partecipare in conferenze di vario genere, e potevo constatare che quella era diversa. Non solo per la logistica che mi è sembrata particolarmente strana, ma più per l’impressione che fosse una rimpatriata di una comunità, di un club, o di una congregazione in cui membri calorosamente si conoscono tutti. Per un momento, ho creduto quasi di essere finito in qualche riunione dei testimoni di Geova. Incauto a cercare posto, optammo di sederci in prima fila a destra. Notai alcune facce note, impressione probabilmente data dalla presenza di una buona percentuale di filippini nella sala oltre che di immigrati in generale. Un conoscente dal volto familiare mi chiamò: «Rey! Cosa ci fai qui?» abbozzai una battuta veloce sul come ero deciso a farmi fare il lavaggio del cervello. Lì per lì, ci rise su e probabilmente non mi prese sul serio. Dietro il mio vellutato sarcasmo, sapevo vagamente una settimana prima che cosa mi aspettava.

Flashback. La storia cominciò quando ricevetti da un’amica un invito ad accompagnarla in questo evento di business; mi disse che probabilmente la tematica mi avrebbe potuto interessare. Inizialmente, la proposta era alquanto vaga e piena di interrogativi, ma sono un tipo curioso e rimasi ad ascoltare. Diceva di aver bisogno delle mie opinioni a riguardo, informandomi che l’ingresso sarebbe costato 10 euro. Siccome non mi piace spendere alla cieca, feci qualche pressione per avere maggiori informazioni. Mi disse che si trattava di una conferenza sulle monete digitali e sulle potenzialità di guadagno che essi rappresentano. Fece riferimento a Bitcoin, ma in particolare accennò un’altra moneta rivoluzionaria in fase emergente. Fortunatamente il Fintech mi ha sempre affascinato e avevo dedicato alcune letture random sulle cryptocurrencies. Un sospetto quindi mi balenò in testa: notai il suo riferimento alla presunta moneta rivoluzionaria come «la nostra moneta». Usare questo aggettivo possessivo implica spesso un senso di appartenenza, un qualcosa di condiviso probabilmente in relazione ad un’entità collettiva. Ero intrigato dalle possibilità che fosse quello che pensavo, quindi colsi l’opportunità.

Come presupposto, si trattava di un seminario organizzato da OneCoin.

E’ una valuta digitale autoproclamatasi rivoluzionaria che ultimamente sta facendo parlare di sé, per certi versi suscitando controversia in diverse community. Aver sentito solo alcuni frammenti di notizie a riguardo non ha fatto altro che alimentare la mia curiosità. Era l’occasione per saperne di più della fantomatica società che si cela dietro questa nuova valuta digitale e capire meglio l’hype che sta galvanizzando il web. Ho voluto svuotare ogni preconcetto per cercare di comprendere le sue potenzialità. Ho deciso pertanto di documentare le mie impressioni e di condividere le informazioni che ho raccolto. Cominciate a prendere i popcorn e mettetevi comodi.

La promessa

Che ne abbiate sentito parlare o meno, a partire dal 2014/2015 il fenomeno di OneCoin sta letteralmente facendo impazzire milioni di persone in tutto il mondo. Tale manifestazione è riconducibile ad un semplice motivo: rappresenterebbe una forma di investimento sicura con altissime potenzialità di guadagno in breve tempo, addirittura del 5000% sul capitale investito. Chi non vorrebbe fare un po’ di soldi facili? Secondo il primo relatore dell’evento, OneCoin ha generato 2830 persone milionarie all’anno. Essenzialmente, la proposta di investimento è quella di acquistare una moneta virtuale ad un prezzo basso nella prospettiva di un incremento di valore nel tempo. Per esempio, chi possedeva anche solo 300 euro di Bitcoin nel 2010, oggi è milionario. E da questa idea, Onecoin si ispirò deliberatamente a Bitcoin — la prima criptomoneta al mondo e leader del mercato delle valute digitali.

Bitcoin è stata lanciata nel 2009, dalle rovine della crisi finanziaria del 2008. Trattandosi di una valuta completamente peer to peer, può essere utilizzata in qualunque paese del mondo con la possibilità di trasferirla a chiunque. La sua stessa struttura garantisce che nessuno possa vedersi sottratti o bloccati i propri fondi. Caratterizzata da un sistema decentralizzato, è una tecnologia opensource priva di intermediazione, banche centrali e labirinti fiscali. Fin dal suo lancio, Bitcoin si è trovata a sfidare il mondo della finanza tradizionale. Originariamente concepita come «oro digitale», la limitata disponibilità e resistenza alla manipolazione di Bitcoin hanno portato all’esplosione di nuovi progetti che hanno grandi potenzialità in grado di sovvertire e rivoluzionare campi dell’economia e della finanza.

Articolo completo su: http://smartmoney.startupitalia.eu/bitcoin-blockchain/50783-20151211-studente-bitcoin-ricco

Gli effetti di questa innovativa valuta sono davvero sorprendenti, ma ancora più fenomenale è stato il suo incremento di valore che, risalendo da meno di un centesimo di dollaro, è balzata fino a oltre il migliaio di dollari generando casi fortunati come quello famoso dello studente norvegese che si ritrovò a ricco a sua insaputa con l’acquisto di Bitcoin per pochi dollari nel 2009.

Il caso è replicabile con OneCoin?

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Caro lettore, se non ti sei fermato sul paragrafo precedente e corso subito ad acquistare pacchetti di OneCoin lol, beh congratulazioni, forse sei più furbo dell’investitore medio. Effettivamente, cosa c’è di più semplice dall’acquistare una cryptocurrency che vale poco oggi e che (presumibilmente) sempre più sta aumentando di valore? Il messaggio chiave della conferenza era proprio questo: hai perso l’opportunità di diventare milionario con Bitcoin, faresti meglio a salire sul treno di OneCoin. E’ chiaro che una realtà ancora in fase di sviluppo come quest’ultima moneta digitale rappresenta maggiore attrattività di investimento rispetto alla più matura Bitcoin, sia in termini di mining, che di domanda ed offerta. Infatti, oltre al fatto che attorno a Onecoin esiste una community in forte espansione di persone da tutto il mondo, è stato detto più volte che la loro moneta virtuale non è mai scesa di valore. Secondo queste affermazioni, questi sono solo alcuni elementi che fanno di loro la società maggiormente in crescita al mondo. Che sia effettivamente così, non ne sono molto sicuro. Ma una cosa è certa: paiono molto devoti alla propria moneta. Ancora secondo rispetto al suo predecessore, OneCoin afferma di essere la criptomoneta del futuro destinata a battere Bitcoin.

L’evento continuò con testimonianze di storie di successo, una carrellata di discorsi motivazionali e continui martellamenti sul fatto che qui si diventa ricchi. Alla fine avevo più domande di prima e non avevo imparato molto sul sistema di investimento in sé. Così, nei giorni successivi, ebbi un appuntamento con due affiliate di OneCoin.

Mi proposero dei pacchetti di livelli starter ed intermedi che vanno dai 100 ai 5000 euro. Tutto normale finché scoprii che acquistare questi pacchetti non comporta l’acquisto diretto di criptovalute, bensì l’ottenimento di gettoni che permetterebbero di fare mining di OneCoin e seguire dei corsi di formazione sull’educazione finanziaria. Avevo alcune perplessità, ma andammo avanti con la spiegazione. Così, mi è stato mostrato il dashboard di un account OneCoin con una piattaforma binaria che permette di monitorare l’andamento del valore della moneta virtuale, andamento che a quanto pare, è determinato da un mercato interno. Confermato di nuovo che il prezzo di OneCoin non si è mai abbassato, mi parlarono della particolarità del barometro cosiddetto split che raggiunto il massimo, farebbe raddoppiare magicamente la scorta dei gettoni. Espresso i miei dubbi, mi rassicurarono che oltre al mining vero e proprio, con OneCoin esistono altri modi per guadagnare ed avere dei bonus.. si tratta ovvero di reclutare altre persone che acquistino a loro volta pacchetti OneCoin: uno schema classico del marketing a multilivello (tematica cruciale che approfondiremo successivamente).

Alcune considerazioni personali sul momento:

  • Il sistema dei pacchetti equivale all’ipotetico caso di decidere ad investire su un determinato bene, e scoprire che in realtà non si sta acquistando tale bene; ti verranno forniti invece dei corsi su come utilizzare dei gettoni per rendere fruttuoso l’investimento ed ottenere il bene che in primis si ha acquistato. Paradossale.
  • Se il mercato è interno, chi assicura che vige effettivamente la legge della domanda e dell’offerta? La società stessa può decidere il valore nominale della valuta, arbitrariamente gonfiarlo o farlo cadere a picco in qualsiasi momento. Di piattaforme di trading forniti da broker seri ne ho visti, e la piattaforma di OneCoin mi è sembrata un videogiochino; per quel che ne sappiamo, potrebbe essere un mercato completamente simulato.
  • Ancora più importante: questa valuta ha valore effettivo al di fuori dalla piattaforma? Se dovessi decidere di rivendere le mie OneCoin, esiste un exchange liquido che mi permette di uscire dall’investimento? Convertire in Euro le OneCoin?

L’offerta faceva acqua da tutte le parti, ma per non scartare del tutto la proposta di investimento che mi è stata fatta, decisi di prendere tempo nei giorni successivi a formulare meglio le mie considerazioni. Non essendo un esperto di cryptocurrency, avevo bisogno di un parere esperto per approfondire meglio la questione; decisi quindi di contattare alcune persone del mio network professionale. Tra email e riferimenti, sono riuscito ad entrare in contatto con ASSOBIT — l’associazione italiana per lo sviluppo di Blockchain e Bitcoin, composta da professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, hacker etc.) che studiano approfonditamente la materia. Alcuni di loro sono seduti nei tavoli di consultazione della commissione europea e del parlamento italiano, ed indovinate un po’: mi hanno sconsigliato assolutamente di investire anche solo un centesimo su OneCoin. Il motivo di fondo è che in realtà, questa nuova e presunta valuta digitale potrebbe non averci molto a che fare con Bitcoin. Anzi, che sia digitale o meno, tecnicamente non è neanche da considerarsi una vera (cripto)valuta. Insomma, secondo gli esperti, acquistare OneCoin equivale a comprare soldi del Monopoli.

Prendiamo in considerazione gli elementi fondamentali di una cryptocurrency:

  • Spendibilità: che sia digitale o meno, ogni valuta — Euro, Dollaro o Bitcoin — dovrebbe essere utilizzabile per acquistare beni e servizi. Con Onecoin non è possibile non avendo un mercato di uscita. Puoi solo comprare e non puoi spendere. Non al momento.
  • Trasferibilità: ogni valuta dovrebbe essere trasferibile a qualcun altro esattamente come io posso dare 10 euro a chiunque. Con OneCoin è possibile farlo solo chi ha acquistato un pacchetto, e quindi chi è collocato dentro la rete del mercato interno.
  • Crittografia: la crittografia è una tecnica matematica piuttosto complessa che permette di rendere sicure le criptovalute. La mancanza di informazioni sull’algoritmo utilizzato da OneCoin è preoccupante; non si sa su quali tecniche crittografiche sia basata. Quindi, non si sa se Onecoin sia sicura.
  • Decentralizzazione: si dice che la criptomoneta sia la madre di tutte le disintermediazioni. Bitcoin è completamente indipendente da qualsiasi ente e per sua natura è costruita su un sistema tra pari. Diversamente, OneCoin è controllata da una società ed è possibile trattare queste monete in esclusiva solo con essa. Quindi se gli investimenti sono in mano ad un gruppo di persone, che succede se quella società o quelle persone decidono di sparire in un momento o l’altro?

Dal rilascio di Bitcoin, sono nate tante altre valute alternative (Ethereum, Litecoin, Peercoin). Bitcoin è rimasto leader mondiale imbattuto, e mentre sto scrivendo ha un capitale di mercato di 10,5 miliardi di dollari. OneCoin, nonostante sia molto più recente, afferma di essere stato classificato al secondo posto dal mercato con una capitalizzazione di 5,2 miliardi di dollari.

OneCoin esiste?

Eppure, se si fa un salto su siti web conosciuti come coinmarketcap.com che indicizzano le cryptocurrencies, OneCoin non è né al secondo né al terzo posto. Anzi, non compare proprio tra i risultati delle ricerche. Si potrebbe argomentare che OneCoin non sia ancora pubblica, ma per quale motivo creare un sito palesemente fasullo, xcoinx.com in cui OneCoin compare al secondo posto di un mercato pubblico?

Cryptoqueen

OneCoin è una tecnologia proprietaria dell’omonima società bulgara OneCoin Ltd che ha sede legale in Gibilterra. La compagnia attualmente è concentrata nelle zone del sud-est asiatico, Europa, India, Messico ed Africa, e conta di espandersi velocemente grazie ai milioni di membri attualmente iscritti. E’ stata fondata nel 2014 dalla sua leader Ruja Ignatova, una Cleopatra bulgara dal fascino ipnotico che vanta diversi titoli e riconoscimenti associati ad istituzioni importanti dal calibro dell’università di Oxford, di Costanza in Germania e di altre aziende importanti come la Mckinsey & Company. E’ stata nominata imprenditrice dell’anno in Bulgaria nel 2012, fece una comparsa sulla copertina di Forbes, e si dice sia membro di MENSA — l’associazione di persone con quoziente intellettivo tra i più alti nel mondo; insomma, un vero genio (del male?). Comunque, il profilo completo di Ruja Ignatova con tanto di scannerizzazione di tutti i titoli e riconoscimenti è disponibile QUI.

Ruja Cryptoborn of house Ignatova, blood of the old Bulgaria. The unexposed, the bankslayer, the breaker of Blockchain, the Cryptoqueen, and Mother of OneCoin.

Ho voluto soffermare sul suo interessantissimo profilo in quanto non ho potuto fare a meno di non notare sospettosamente che nelle presentazioni di OneCoin, la compagnia tende ad autopromuoversi facendo leva aggressiva sui conseguimenti della propria leader, come a voler ostentare a tutti i costi la sua validità e la sua competenza con l’intento di legittimare la propria attività.

Tutto questo è assai comprensibile in quanto la OneCoin Ltd è attualmente sotto osservazione ed è sulla lista nera di alcune autorità ed istituzioni finanziarie di alcuni paesi come Finlandia, Svezia, Norvegia, Lettonia e Bulgaria stessa. Attualmente non sono state mosse dichiarazioni ufficiali di illegalità nei confronti della società, ma sono stati segnalati potenzialità di rischio relative ad attività criminali e truffaldine. Il fatto è che nonostante Ruja Ignatova abbia sempre sostenuto che OneCoin sia la prima criptovaluta ad adottare un sistema centralizzato, nel 2013 una moneta virtuale che si proclamava anch’essa rivoluzionaria era del tutta identica a OneCoin.

Ruja Ignatova nel 2013

Si tratta di BigCoin, una criptomoneta lanciata prevalentemente sul mercato vietnamino ed accusata di essere costruita su una struttura illecita basata puramente su uno schema fraudolento. Proprio Ruja Ignatova insieme ad altri fondatori e truffatori veterani erano strettamente coinvolti in questa storia. BigCoin, conservando delle caratteristiche identiche come sistema e concetto, è di fatto un rilancio nonché un rebranding di OneCoin.


E così con magnetismo, manipolazione e propaganda [vedi QUI e QUI], la Cryptoqueen (così si fa chiamare sui social) è in continua espansione di dominio tra investitori ignari, una Cleopatra dell’internet 2.0 che governa dal vertice della piramide con la propria creatura OneCoin destinata ad una crescita inesorabile. Ma quando si verificherà il crollo della piramide?

Il guadagno facile

Quindi, OneCoin è tutta una truffa? Preferisco lasciare ad ognuno le proprie conclusioni, anche perché direi che oggettivamente è ancora presto per esserne certi veramente. Eppure un sacco di persone testimoniano che OneCoin sta letteralmente cambiando le loro vite; sono sicuro che anche tu avrai quell’amico o qualche conoscente nella tua cerchia sociale che giura di guadagnarci un sacco di soldi, a tal punto di aver lasciato il proprio posto di lavoro. Il fatto è che OneCoin mira a crescere la propria sfera di influenza sia in termine societaria, che a livello di affiliati, sopratutto per incrementare il valore della propria «moneta». Per fare ciò, hanno scelto lo strumento di marketing più potente che esista: il passaparola. E’ chiaro che se conosco persone che ne sono coinvolte, quasi sicuramente sarei più propenso a farne parte anch’io e persino a fidarmi.

Il network marketing non è una novità — Amway, Avon, Herbalife, e Royalé (in voga tra filippini) — il pattern è sempre lo stesso. Ogni compagnia di multi level marketing cerca di convincere le persone che essa è l’unica ad avere un sistema che funziona, un prodotto vincente, ed un meccanismo altamente remunerativo. Una volta reclutato come distributore indipendente, si ottiene una provvigione su ogni prodotto che si vende lasciando una percentuale a chi ti ha reclutato nel meccanismo. Se per esempio convinci qualcuno ad acquistare un pacchetto da 5000 euro di OneCoin, ti becchi il 10%, e quindi 500 euro di commissione (aggiunto pure da altri bonus tramite altre modalità che non sto ad indagare). Per questo forse, da un punto di vista di attività basata sul mero reclutamento di nuovi membri, OneCoin potrebbe anche rappresentare una modalità di guadagno rapido e piuttosto consistente. Ma attenzione: tale sistema potrebbe non essere sostenibile sul lungo termine, e ve lo illustro con un esempio.

La piramide

Troll lvl: +999

Sono Rey, decido di proporre a Mark un investimento ad alto potenziale di rendimento per un capitale tot. Riesco a convincerlo a darmi i soldi e punto a dimostrargli che sono in grado effettivamente di fruttargli un buon ritorno. Così, gli restituisco il capitale investito con un utile soddisfacente. Mark è felice dei risultati: mi darà altro capitale da investire per continuare quest’attività remunerativa. Nel frattempo Jed, dopo aver visto il suo amico Mark guadagnare in modo consistente, si rivolge a me a sua volta per effettuare il medesimo investimento. Riceve un ottimo ritorno, e anche lui è contento. Entrambi vorranno affidarmi altro denaro da investire, via via sempre di valore maggiore. E’ ora di cambiare marcia.

Propongo a loro di portarmi altri clienti, così oltre a far fruttare i loro investimenti, pagherò anche in cambio delle commissioni. Altri soldi facili. Dunque, con il passaparola e la testimonianza genuina di Mark e di Jed circa la mia bravura di moltiplicare soldi e la solidità di quello che faccio, altri investitori verranno da me a dare il proprio denaro. Potrei ripetere il ciclo, ma nel frattempo avrò già accumulato un fondo considerevole. Se qualcuno — per qualunque motivo — vorrà riprendersi i soldi, gli dirò che è meglio non farlo al momento in quanto si sta per entrare in una fase critica di capital gain, o altre cazzate simili. Potrei persino suggerirgli di sborsare cifre più importanti per aumentare il suo profitto: se aspetta ancora qualche mese, potrebbe diventare milionario. La gente si fida di me, oltre di chi li ha reclutati. La gente sa che ho fatto guadagnare un sacco di soldi ad un sacco di persone.

Così, un bel giorno decido di sparire. Trasferisco il fondo dividendolo in diversi conti bancari protetti sparsi tra Svizzera e Lussemburgo. Cambio identità. Reinvesto in parte i soldi in immobili bulgari, li riciclo in qualche società offshore, e li faccio passare in paradisi fiscali stile Panama Papers.

Sono un mago della truffa.

Applicabile su scala diverse, in varianti e complessità differenti, l’esempio illustra un’esecuzione perfetta del famoso schema Ponzi — sistema adottato dalle più grandi truffe finanziarie della storia. In generale, se persone vi propongono di fare un investimento di poco o senza rischio, ad alto ritorno e con un continuativo rendimento nel tempo, fatevi un favore ed usate il buon senso. E se noterete dei segnali come: difficoltà a rivendere e quindi complicazioni o scoraggiamenti di uscire dall’investimento, il sorgere dei problemi sulle operazioni di transazione o altre ambiguità simili.. rendetevi conto che probabilmente siete finiti in uno schema Ponzi.

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento, vi consiglio questa lettura QUI.

Incentivazione: avidità

Dopo tre quarti d’ora rimasto ad ascoltare durante la mia partecipazione all’evento organizzato da OneCoin, mi resi conto che la giornata era essenzialmente un seminario motivazionale di multilevel marketing, e così ebbi modo di osservare come l’intero programma di OneCoin sia stato studiato per incentivare al continuo ed aggressivo reclutamento di nuovi entranti: un ranking scalabile in base alla quantità di pacchetti venduti incentivato da un sistema di premi e riconoscimenti, una classifica composta dai top dei top del multilevel marketing venerati come superstar che ispirano i reclutatori ad essere come loro e continuare a vendere.

Pure il barometro split, che farebbe raddoppiare i tokens dell’account è studiato per incoraggiare gli affiliati a darsi da fare al networking in quanto raggiunge il massimo solo quando un tot numero di persone vengono reclutati a livello globale. Il sistema è un empowering di gruppo che ti immerge nell’euforia di massa per sentirti tutt’uno con la piramide nella convinzione di essere parte di quei futuri ricchi che hanno aderito a OneCoin.

Il tutto è riassumibile con una frase detta da uno degli speaker:

«Cosa aspettate?? Più gente fate entrare, più guadagni farete!!»

La natura umana, nella sua fragilità, è facilmente in balia alle proprie emozioni. Parlando in generale, il truffatore sfrutta sempre l’avidità delle persone, pronte a cullarsi nell’illusione di essere di fronte ad un’opportunità in grado di procurare loro altissimi guadagni con pochi rischi e sforzi. In uno schema Ponzi, il truffatore non investe i soldi dei suoi clienti in qualche attività finanziaria sofisticata, ma fa in modo di simulare le rendite restituendo il capitale investito maggiorato di un finto rendimento che in realtà, è una parte dei soldi dei nuovi reclutati. In altre parole, i ritorni clamorosi che si ricevono non sono dati da investimenti ben riusciti o da attività di business particolarmente geniali. Sono pagati dai nuovi clienti che entrano. E’ chiaro che tale sistema non è sostenibile nel tempo ed è destinato prima o poi a crollare. Quando sempre meno persone entreranno a sostenere la base della piramide, chi pagherà i primi investitori in alto? Il sistema ha bisogno continuamente di autoalimentarsi. Ergo bisogna continuamente reclutare. Senza nuovi reclutati, la società avrà problemi di pagamento e la fiducia comincerà a vacillare. Tutti chiederanno di riavere indietro le somme investite. E quando si scoprirà che i soldi non ci sono più o che sono stati bloccati in qualche paradiso fiscale, questo condurrà inevitabilmente al collasso.

Non è infatti un caso che la possibilità di rivendere criptovalute in OneCoin è strettamente limitata dalla tipologia di pacchetto che si acquista oltre che vincolata a politiche di dilazione imposte dalla società stessa. Il motivo è chiaro: OneCoin sta adottando tali misure non solo per evitare la svalutazione della propria moneta (ammesso che esista), ma per proteggersi da un’azione di rivendita di massa e ed un’eventuale fuga di capitali. Questa implica per chi è dentro il sistema, maggiori barriere e difficoltà ad uscire dall’investimento, riducendo così l’eventualità di un collasso repentino del sistema.

C’è da sottolineare che non tutte le attività di network marketing sono per forza schema Ponzi. Tutte però le attività di schema Ponzi sono spesso cammuffati in network marketing. Lo schema piramidale è illegale, e in Italia possono scattare sanzioni pesanti nei confronti di coloro che anche solo li promuovono (c’è stato il caso di ben 100.000 euro ad un promotore). La forza del multilevel marketing risiede nell’influenza e nella manipolazione di un pubblico ignaro della materia; il branding di OneCoin è stato architettato ad hoc per fare leva sulla mancanza di conoscenza dei target e sul fascino del nuovo rispetto ad altri tipi di network marketing. Il nuovo attrae gli ignoranti, soprattutto sotto la pressione dei loro pari che ne sono già parte. Integratori alimentari, medicinali per dimagrire, lozioni per la pelle, pozioni miracolose e oro immaginario; il nuovo del mondo multilevel marketing adesso è la criptomoneta. Truffa o non truffa, Onecoin è di fatto uno specchio per le allodole.

Tutto fumo e niente arrosto

Vorrei esprimere la sensazione che non potevo non riuscire ad ignorare per l’intera durata della conferenza di OneCoin, un fastidio trascurabile ma duraturo paragonabile ad un sassolino dentro una scarpa: pareva tutto fumo e niente arrosto. Si è parlato di milionari e di essere ricchi. Lamborghini, Ferrari e casa alle Maldive. Ho perso il conto. Nonostante ciò, alla fine l’evento mi ha dato un’impressione cheap e un po’ pacchiano. Sono piccolezze, ma certi dettagli fanno la differenza. Poiché per essere la società che si considera maggiormente in crescita al mondo, pareva una conferenza disorganizzata. E ne ha messo in dubbio la serietà: cominciare un’ora dopo, speakers improvvisati, sistema audio terribile, charts e grafici discutibili e superficiali, slides graficamente poco professionali. Pure far pagare il tutto per 10 euro di biglietto, stampato in bianco e nero su un foglietto di carta con il numero del posto scritto a mano, e senza neanche offrire il caffè durante il break lol.

Biglietto d’ingresso

I partecipanti erano consolidati business partners di OneCoin. Vi assicuro che le società prominenti nel mondo degli affari non lasciano nulla al caso. Sanno bene che se sono un potenziale investitore e devo dare loro i miei soldi, fornire professionalità, nonché solidità, è davvero il minimo. Certi particolari fanno la differenza.

Conclusione: strategia implica responsabilità

Ora si pone un piccolo dilemma morale. Se devo essere sincero, OneCoin potrebbe anche rappresentare una modalità di guadagno facile nel breve o persino nel medio termine. Basterebbe cavalcare l’onda dell’hype mentre è ancora in crescita e farsi in quattro a reclutare per ingigantire la rete di OneCoin; chi guadagna veramente nel marketing a multilivello sono sempre i primi ad entrare in quanto hanno modo di collocarsi su un livello superiore della piramide. Con questo in mente e situazione permettendo, pianificherei una strategia d’uscita agile da attuare prima dell’inevitabile crollo dello schema. Ma il fatto è che personalmente.. essere consapevole del meccanismo ed entrare lo stesso per fare guadagni sporchi non mi renderebbe moralmente fiero. Si tratterebbe di far parte attivamente di una grossa ed elaborata truffa e alimentarla mettendo a cercare altri “fessi” a cui proporre una grande opportunità di “investimento”. Essere uno schiavo che aiuta a costruire una piramide di inganni concepita da una Cleopatra molto scaltra non è proprio nel mio stile. Il fatto è che i driver principali di coloro che entrano in schemi simili non sono solo né l’avidità né l’ego, ma la speranza di raggiungere la propria libertà finanziaria non solo per sé ma anche per la propria famiglia. Si tratta di vendere un sogno, di usare una possibilità di riscatto come esca. Vendere, a parer mio, è anche una questione di responsabilità nonché di etica personale. Quindi per chi mantiene dei sospetti su OneCoin ma è comunque tentato di aderire pensando di fare guadagni significativi, dico questo: ci sono un sacco di altri modi più creativi per fare soldi. Resisti alla pressione, ostracismo e scandalo. Sarai isolato da quelli che hanno dedicato troppo a Onecoin anche se sono se sono amici, familiari o parenti. Ascoltarti metterebbe in dubbio le loro scelte e la loro salute mentale.

Documentarmi su questa tematica è stato davvero interessante e credo di aver imparato anche un paio di cosette. Perciò per finire, vi lascio alcune perle degli speakers della conferenza che mi hanno reso finanziariamente più saggio:

«All’inizio non ci capivo un c*zzo.. ma poi.. ho scoperto che c’è grande potenziale di guadagno!»
«Non devo capire quello che sto facendo, basta che si guadagna.. CHE COSA VUOI DI PIÙ?»
«Non conta chi capisce di più qui, ma chi è più veloce a fare l’investimento!!!»
«Sapete perché non mi fanno mai domande su OneCoin? Perché si sentono a disagio della mia sicurezza. Non c’è bisogno di far troppe domande qui!»
«Italiani chi siamo noi???AUHUG AUHUG AUHUG»

Mi fermo qui, insomma avete capito.

Fonti