Criticità di “Designing Desio”

olistik
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Aug 9, 2017 · 4 min read

Fonte: https://www.facebook.com/events/748655058647513/

Un percorso di prefigurazione progettuale degli assi storici e del sistema delle piazze del centro e di alcune aree della “periferia” di Desio, attraverso l’ascolto e il coinvolgimento degli attori sociali e della cittadinanza, per una rigenerazione e riqualificazione degli spazi pubblici urbani.
Workshop promosso dal Comune di Desio e dal Politecnico di Milano con gli studenti della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano.
Con la partecipazione di: Associazioni cittadine, comitati e professionisti locali.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

Apertura Workshop Venerdì 1 Settembre 2017,
ore 16.30, Sala Pertini, Piazza Don Giussani, Desio

Analisi

  1. È stata mancata la precedente pianificazione ed è stata quindi disattesa un’aspettativa generata dall’amministrazione comunale nei confronti dei cittadini. Il percorso doveva avvenire a metà luglio ed è slittato ai primi di Settembre. Soprattutto è assente una comunicazione che spieghi i motivi di tale slittamento.
  2. la pubblicizzazione dell’evento sta avvenendo a partire da agosto, per un evento che inizia a settembre. Significa raggiungere molti pochi cittadini, soprattutto a fronte di uno scarso preavviso (1 mese, ma soprattutto il fisiologicamente “distratto” mese di agosto).
  3. Lo scopo e l’organizzazione del percorso, di base informazioni utili *prima* dell’inizio del percorso, soprattutto nel caso di un percorso che si dipana in più giorni e con più attori, sarà disponibile solo alla ristretta cerchia dei cittadini che parteciperanno all’incontro dal vivo di sabato 2 settembre. È un modo inefficiente di comunicare con i cittadini perché restringe arbitrariamente il numero di destinatari vincolando anacronisticamente la portata informativa. Inoltre l’avanzamento e il risultato dei workshop paiono subire un destino simile.
  4. Non sono chiari i destinatari di Designing Desio: sono dei workshop per gli studenti del Politecnico (che viene pagato, se non erro circa € 8.000,00)? Lo scopo della presenza dei cittadini, anche dato il punto 2., pare depotenziata a solo scopo decorativo e di presa conoscenza di un progetto che li riguarda solo a giochi fatti, con uno spazio di partecipazione ridotto all’osso: una sola sessione di “suggestioni” nel pomeriggio di domenica 3 settembre.
  5. Non sono chiare, soprattutto per i cittadini che non potranno partecipare agli incontri dal vivo, le aspettative generate dal percorso. A livello pratico, pare che alcuni lavori degli studenti, prodotti nell’arco di una sola settimana, verranno premiati. Innanzitutto non è chiaro l’insieme degli indici quantitativi e qualitativi che verranno usati dalla giuria (quale?) per decretare i migliori (quanti?) lavori. Non è quindi chiaro, perché non ancora comunicato, il rapporto di causalità tra gli obiettivi della settimana “Designing Desio” e *il complessivo percorso* dentro al quale è inserita tale settimana. Tale nesso di causalità dovrebbe essere chiaramente comunicato *prima* dell’inizio della settimana, perché dovrebbe far parte degli obiettivi con i quali è stata creata l’iniziativa.
    Infine, non è chiaro se e come l’output (i lavori degli studenti) verrà usato.

Conclusioni

A mio parere risulta:

  • una mera occasione di formazione per gli studenti del Politecnico di Milano a spese del Comune di Desio, che ha una sua utilità a patto che venga esplicitata questa componente;
  • un incentivo per i cittadini ad “annusare” la tematica dell’urbanistica desiana, ma non un’occasione di concreta partecipazione;
  • un’occasione poco concreta di avanzamento del PGTU.

Il programma

Aggiornamento del 2017–08–10 17:35

Un successivo post Facebook del Comune di Desio espone:

I frutti di questo percorso progettuale condiviso diverranno vere e proprie linee guida per la riqualificazione dello spazio pubblico urbano alle quali i professionisti e i tecnici, che verranno individuati con procedure ad evidenza pubblica, dovranno riferirsi per le successive progettazioni sullo spazio pubblico e di attuazione del PGTU.

Il “problema” è che le linee guida del PGTU sono già presenti e anzi il centro studi PIM è già stato incaricato ad inizio anno, e dopo un percorso durato già svariati anni, di produrre un piano di implementazione parametrico che, se non sbaglio, dovrà essere sfruttabile al termine di questo anno per implementare le linee guida già presenti nel PGTU.

Quindi ad ora siamo ancora in un processo di definizione delle informazioni che serviranno per pianificare un processo di implementazione delle linee guida del PGTU.

Significa che siamo ben lontani dal vedere affrontare concretamente il PGTU.

Le linee guida del PGTU sono già state create in relazione alle tensioni e alle suggestioni della cittadinanza, con vari interventi di partecipazione che l’amministrazione comunale ha attivato nel corso degli ultimi 5–10 anni, sbagliando “solo” il fatto di inserirle all’interno di un percorso dalla durata faraonica che tende a farle perdere di valore mano a mano che passano gli anni. Una fisiologica obsolescenza che si poteva e si doveva evitare.

Il fatto di ricevere ulteriori linee guida da questo concorso per gli studenti del PoliMi, pone innanzitutto il dubbio di “compatibilità” con il lavoro di parametrizzazione del centro studi PIM e rischia di mettere ulteriore carne sul fuoco, quando il “piatto” dei commensali/cittadini non viene semplicemente servito.

A mio parere o si ammette che il valore partecipativo del percorso passato che ha prodotto le linee guida del PGTU è basso e che i prodotti di tale sforzo sono diventati per lo più obsoleti e si cerca finalmente di impostare un percorso composto da iterazioni più veloci con un processo comunicativo più efficiente e trasparente, oppure si persevera miopisticamente con l’ennesimo dispendio di risorse e attenzione mediatica senza risolvere le criticità processuali passate e presenti.

E questo ultimo caso, qualora verificato, dovrebbe far sorgere quanto meno il dubbio sullo scopo effettivo del percorso “Designing Desio”.

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