La crisi economica che ha colpito l’Egitto dalla fine della rivoluzione non è stata sicuramente un trampolino di lancio. Inflazione, svalutazione della sterlina e la diminuzione della moneta straniera a causa del crollo del turismo ne sono state la causa principale. Contemporaneamente il governo dei fratelli musulmani di allora aveva generato un clima sfavorevole agli investimenti esteri e perciò l’unica possibilità di salvare l’economia consisteva nel ricorso ai prestiti stranieri e ai prestiti del Fondo Monetario Internazionale. Sicuramente rimesse e aiuti dal Golfo hanno tamponato la situazione. Oggi, come ho spiegato nel mio ultimo articolo, il Presidente Al-Sisi sembra stia riportando un pò di ordine in Egitto attraverso convegni economici, l’ espansione del Canale di Suez e riforme. Questi progetti stanno attirando anche gli investimenti diretti esteri che erano completamente assenti. Nonostante ciò comunque le riserve ufficiali egiziane stanno diminuendo e l’Egitto continua ad avere problemi anche nell’ importazione di generi di prima necessità. Proprio a Marzo 2016 la Banca centrale egiziana ha deciso di svalutare la sterlina egiziana del 14,4%. Secondo gli economisti egiziani la scelta è positiva per il debito egiziano perché riduce il gap tra il tasso di cambio ufficiale e quello del mercato e rafforza le esportazioni e gli investimenti. Dopo diversi anni di incertezza, possiamo dire che in Egitto la situazione sia oggi piuttosto stabile.
Dall'articolo citato emerge che, a fronte dell’inflazione, c’è stato un deprezzamento della…
Sara Pomponi
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