Innanzitutto grazie ad entrambi per la pazienza e i riferimenti. Noi non riteniamo né obbligatorio né discriminatorio l’imposizione di una attribuzione o addirittura di una licenza aperta. Ragioniamo in termini di opportunità. Siamo convinti che nell’uso di modelli di condivisione con licenze aperte ci siano molti margini per strategie che aumentano i margini con costi d’investimento e sviluppo ripagabili con nuovi servizi e ottimizzazione di quelli esistenti. Su dati amministrativi come civici è chiaro che avere un’attribuzione a quelli che provengono dal comune posso investire in un numero di verifiche minore rispetto a quelli provenienti da fonte anonima. Idem per la toponomastica. Poi se la strategia del Comune è garantire la massima diffusione e non sono presenti fonti che possono compromettere la validità dei civici, allora il pubblico dominio va benissimo. Eviterei l’esempio sulle foto perché la distinzione tra documento e opera è oggetto di grandi contestazioni per il rilascio. A breve rilasceremo un esempio relativo a Wikidata giusto per mostrare un caso particolare di confusione e di difficoltà di verifica di un dato.
Grazie ancora e a presto
