Diario dalla California giorno 2
Matteo Renzi
25050

Caro Matteo,

delle critiche politiche non possiamo curarci più di tanto; qualunque cosa fai è segno di arroganza e di abuso di potere. Delle critiche invece nel merito dobbiamo tenere conto e farne le nostre armi future. Mario Sechi, che pure è stato cordiale osservatore, ora osserva con distacco (e una punta di dileggio) il tuo viaggio in California, come espressione di provincialismo culturale, miopia nella tua visione economica e conservatorismo nella interpretazione dello sviluppo industriale. La Silicon Valley è il vecchio; il nuovo è in Cina. E soprattutto se devi studiare, secondo Sechi, devi studiare i luoghi dove si è formata l’opinione favorevole a Trump e in particolare i grandi centri industriali in crisi che hanno fabbricato le armi del trumpismo. Si tratta di due ordini di problemi: uno riguarda i modi di produzione e di formazione della ricchezza; l’altro la diagnosi di una crisi in cui forse è superiore il “sentimento della crisi” della “povertà effettiva”. Dico forse…e aspetto risposte proprio da te e dallo staff del PD che deve e può studiare questi problemi. L’osservatorio sulla produzione e le nuove forme dev’essere il più ampio e spregiudicato possibile, visto che se i tempi corrono corrono anche nella volatilità delle esperienze economiche. Quindi il viaggio in California non esaurisce le esperienze. Mi pare che Mattarella stia facendo un buon lavoro in Cina, sulla scia di quello che avevi impostato tu. Bisognerà approfondire anche questo. In quello politico, secondo me, ti aiuterà il grande istinto che hai. Mi è sembrato un grande inizio l’Assemblea nazionale degli amministratori locali; come l’osservatorio milanese. Bisogna continuare e aprire un focus importante al sud. Ma certo se non si riesce a rompere l’accerchiamento mediatico che abbiamo intorno, se non riusciamo a ridare forza al nostro argomentare e convincere, se non riusciamo a farci amici che contano, ogni giorno paghiamo un prezzo di sfiducia crescente che fa male al Paese e che logora anche la forza del tuo popolo. Anche questo è un problema, perché i mass media sono pieni della narrazione contro di te. E il tuo popolo si comporta come il “volgo manzoniano” spaventato dalla valanga degli invasori. Anche i media, che a volte sembrano sinceramente preoccupati di questo indebolimento del PD, avanzano critiche solo timide verso gli scissionisti e tendono alla salomonica distribuzione delle responsabilità tra due colpevolezze contrapposte. C’è bisogno di riprendere con forza una campagna mediatica, di riprendere in mano la nostra narrazione. Perché l’intervento di Teresa Bellanova e di Ileana Argentin non vengono adeguatamente divulgati? Perché sentiamo sempre le stesse voci?

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