La puttana

“Sei sicuro che è qua?”

“Neee l’ha detto la puttana al telefono quando l’ho chiamata alla cabina: contrada coda del diavolo , c’è una villa colorata di rosso nella campagna. Guarda che è questa! Non ci sono dubbi!”

Era una sera di fine novembre degli anni 80, Stefano e Luigi si trovavano in macchina in una stradina in mezzo ai campi che finiva proprio davanti a quella villa. Erano due disoccupati di 27 anni in attesa di qualche momento di piacere…

“Sarà pure questa”, disse Luigi, “ma non mi piace per niente. È così tetro qui”

“Tetro che significa? Non dire cazzate. Io voglio scopare. Se tu vuoi restare in macchina resta pure. Io scendo!”

Fu allora che sentirono qualcosa, come una voce che gridava.

“Andiamo via. Andiamo via, ti prego” disse Luigi

“Cazzo dici, sarà stato un gatto!”

“Ti assicuro che non era un gatto. Era qualcuno che veniva…come dire ucciso”

“Non dire cazzate.”

Sentirono un altro grido che interruppe il silenzio.

“Ecco ha detto aiutooo”

“Era un gatto che ha fatto miaooo!”

Ci fu un terzo grido e allora anche Stefano ebbe paura. Fece retromarcia a tutta velocità e ci rimise sulla strada principale.

Fu allora che cadde la Nebbia, come un tenda su un palcoscenico…

“Non si vede un cazzo”, disse Stefano

“Non mi piace. Non mi piace. Lo sapevo che dove stare a casa”

“Non avere paura, mica la nebbia ci mangia. Vado piano. Non ci succede niente. Stai tranquillo e non rompere il cazzo.”

Ma la Nebbia diventava sempre più fitta. Era tutto bianco intorno e la strada si rimpiccioliva tanto che rami degli alberi di ulivo toccavano la macchina, come se avessero delle mani…

“Ho paura”, disse luigi. “Ho paura. Guarda gli alberi, sembrano vivi.”

“Cazzo dici? La strada è stretta qui.”

“Ma sai dove stai andando? Prima non siamo passati di qua. Non era così stretta.”

“Non lo so, da qualche parte dobbiamo pur uscire. Prima abbiamo girato un sacco di volte, mal che vada ci ritroviamo a Bisceglie invece che a Trani!”

Continuarono a girare per minuti, poi per ore senza che la Nebbia si diradasse. Finché la benzina non finì.

Luigi guardò l’orologio terrorizzato: “Sono le sei del mattino e ancora non si è fatto giorno…io non so cosa pensare.”

Stefano stava zitto, non sapeva che dire.

Erano fermi ormai da due ore nella loro macchina.

“Sono le otto del mattino, le otto del mattino…” disse Luigi angosciato

“Usciamo fuori” disse Stefano

“No, no io ho paura di quello che sta fuori.”

“Quello chi? Non ci sta nessuno fuori. C’è solo la nebbia. E cosi ci restiamo a fare? A gelare? Moriremo ghiacciati. Meglio camminare cosi ci riscaldiamo e poi fra poco sarà giorno, fidati di me.”

Camminarono in silenzio per un bel po’ nella Nebbia e intorno non c’era nessuna forma di vita umana o animale. Solo alberi di ulivo secolari e il silenzio.

Luigi disse: “Dove stiamo andando?”

Ma Stefano non rispose

“Dove sei?” urlò Luigi, “dove seiiiii?

Nessuna risposta

L’uomo continuò a girovagare nella Nebbia.“Aiutoooo” gridava con tutta la sua forza. “ Aiutooooo.”

Ma la Nebbia non andò più via.