Hp di Modello Estone —

A che punto siamo?

Viva l’Estonia, Viva la community, Viva gli hackthon, Viva il RE…ma.un pò di coerenza?


Oggi avrei voluto ( e forse avrei dovuto) riannodare i temi di #VerbaniaInnova e raccontare cosa sia successo e cosa succederà. Ma come sapete ho un debito di riconoscenza verso Riccardo Luna e ieri sono uscite 2 notizie che mi hanno fatto ragionare. La più importante a livello personale per Riccardo credo sia l’ultima scelta di staccarsi dalle progettualità legate all’innovazione italiana, ovvero il fatto che lascia la curatela della Maker Faire. l’ultimo passo di un percorso che in 365 gg lo ha portato a lasciare il ruolo di Digitalchampion Italiano, la direzione di StartupItalia, e appunto la curatela della MakerFaire.

Non voglio entrare nei motivi e tanto meno nelle scelte personali di Riccardo ma sempre ieri, su Agi ho letto il resoconto del Botta/Risposta di Diego Piacentini con gli utenti di Reddit, i punti che mi hanno colpito?

  1. Il modello deve essere l’estonia
  2. Il format di valorizzare la community come successo con hack.developers è da ripetere e vincente
  3. stanno lavorando come se stessero “ristruttuando da capo a piedi” la casa del digitale nazionale ( quindi come idraulici, muratori, elettricisti etc)

Bravi ma non troppo

Chi bazzica da anni il sistema Italia d’innovazione e digitale non ha trovato nelle parole di Diego Piacentini delle novità entusiasmanti:

  1. Il modello Estone ci “perseguita” ( tanto che oramai io credo sia proprio un modello come quello in copertina e non più un sistema a cui tendere), Riccardo tra i primi , ci raccontò come il digitalchampion Estone fosse anche il presidente della repubblica, tanto per dare senso della distanza culturale e non solo infrastrutturale sul tema tra Italia ed Estonia . Agid spesso ci ricorda come il modello Estone sia un stella polare, vero Marco Bani? e non mancano pezzi online che ci raccontano come sia semplice diventare e-citizen Estoni. Quindi nessuna novità sul fronte orientale…almeno dal 2014 ci dicono che dobbiamo imparare dall’Estonia, ma non mi sembra che per adesso ci siamo riusciti.
  2. Valorizzare le community, la tanto contestata e poi lasciata nel dimenticatoio da parte del Team Digitale rete dei Digitlachampions è stato forse il primo esprimento al riguardo, un esperimento perfetto e di successo ? ovviamente no, c’erano tante cose da migliorare, ma il modello c’era. Ad esempio vedo nei modelli che lancia il commissario per il digitale la debolezza compensativa che era la forza digitalchampions ( e viceversa). I digitalchampions non sono riusciti a valorizzare sufficentemente le competenze tecniche, il creare degli standard, il dare gli strumenti agli sviluppatori di essere realmente utili. Invece sembra che Team Digitale da questo punto di vista abbia preso di petto la problematica e la stia affrontando in modo entusiasmante, al riguardo mi fido Piersoft che ha raccontato la forza e la bontà di tale approccio; ma proprio il fatto che io mi fidi senza dubbi delle parole di Piersoft indica a mio avviso la debolezza strutturale dell’approccio di Diego Piacentini sul tema, io mi fido di PierSoft perchè ci siamo conosciuti nella community dei Digitalchampions, io mi fido della sua competenza perchè l’ho toccata con mano, io mi fido del suo entusiasmo perchè sò quanta passione riesca a trasmettere quando fa il formatore, lo speaker o il mentor. Ma mi chiedo quante di queste cose sanno il Team Digitale, Diego Piacentini, Giovanni Bajo o marisandra lizzi? sia chiaro non metto in dubbio che comprendano la competenza e le capicità di Piersoft a livello tecnico e il relativo entusiasmo, mi chiedo quanta consapevolzza abbiano delle opportunità che persone come lui, o come Gianluigi o Fabio o Michele o ernesto belisario e tanti altri rappresentino per il processo che si vuol portare avanti; ognuno per le sue competenze, non sempre tecniche ma non per questo inutili.
lo dicevo io che qui le pendeze erano sbaglaite
  1. L’esempio della ristrutturazione della casa, personalmente la trovo come la più infelice delle risposte da parte del commissario per digitale. Il motivo è strettamente personale, c’è una strana coincedenza da quando Diego Piacentini è diventato commissario per il digitale italiano, io ho iniziato a ristrutturare casa ( e ancora non ho finito, ma spero di finire prima del piano triennale di Piacentini). Mi sento quindi in diritto di raccontare la mia esperienza al riguardo: sia chiaro senza elettricisti, muratori, idraulici, piastrellisti, senza il capo cantiere, il capo progetto etc etc i lavori sarebbero ancora da iniziare. Quindi non è immaginabile un lavoro di ristrutturazione senza queste figure, e mi è capitato lavorassero per settimane senza che io mi rendessi conto di quello che facevano ( un pò come dice Diego Piacentini quando spiega a sua madre cosa sta facendo); però i problemi più grossi, quelli che mi stanno stressando ancora oggi sono quelli legati al mancato coinvolgimento di chi quella casa deve abitarla, qualche esempio? elettricisti che mettono il cancello automatizzato senza pensare che forse oltre al telecomando dovrebbero collegarlo al citofono, domotica che secondo gli installarori è un pulsante che permette solo “tutto su o tutto giù” , lattonieri che forse sbagliano pendenze con il risultato di acqua che entra in cucina, marciapiedi che corrono intorno alla casa con pendenze sbagliate ( nonostante già alle prime pose avessimo fatto notare che l’acqua ristagnava). Insomma una piccola odissea che non è nuova a chi ristruttura casa, i motivi? molteplici, dalla scelta dell’impresa, a difetti comunicazione, ma quella che posso garantire come la colpa più grave è che a volte chi ristrutturava la mia casa, credeva di poter fare senza il confronto, senza il debug direbbero gli sviluppatori, immaginando un approccio tipo “ poi vi spieghiamo come funziona e voi fate.”
esempio di domotica secondo gli installatori

Mi sbaglio?

Ecco l’ultimo punto è quello che al momento mi sta più a cuore, ho l’impressione che tutto il Piano Triennale, che l’azione di Diego Piacentini e del Team Digitale abbia completamente dimenticato coloro che in quella casa dovranno abitarci. Fortunatamente coinvolgono nelle scelte degli ottimi professionisti, probabilmente scelgono il materiale migliore, ma coloro che ci devono andare ad abitare?

  1. che fine hanno fatto i tavoli di regia di #ComuniInnovano dove assessori di primo livello come Flavia Marzano erano coinvolti? magari stanno andando avanti, ma l’impressione è che si sia fermata quel tipo di proponesione.
  2. perchè continuativametne e ostinatamente ci si dimentica dei confini del regno? ne ho già scritto e parlato in altre occasioni, e ad oggi nessuno è stato in grado di dimostrare che mi sbaglio, e che le realtà periferiche avranno una loro dignità nei processi almeno di test del piano triennale.
  3. mi sembra che ci sia una “sotteranea” voglia di dimostrare che “noi siamo meglio di voi” come se il NOI e il VOI non facessero parte tutti della nazione che dovrebbe tendere al “Modello Estone” . Perchè dico questo? perchè non trovo mai nelle parole di coloro che sono coinvolti riconoscimenti verso i modelli di partenza ( non dico i digitalchampions , ma almeno supportare e valorizzare gli animatori digitali come Paola che sono una realtà attiva e voluta dalla riforma della scuola) perchè ho sempre l’impressione che le azioni di agenzia “vicine” non vengano valorizzate con consapevolezza ( ad esempio perchè non dire e promuovere che l’Agid dove lavora Marco Bani sta cercando 71 figure e che queste figure saranno basilari per la collaborazione e lo sviluppo del piano triennale) etc etc

Accetto i rischi ?

Flavia la scorsa settimana, mi ha citato sui social perchè a volte non ho problemi dire cose antipatiche ma che ritengo giuste. Onestamente credo che per me sia più semplice, non sono nessuno, non devo proteggere un ruolo che non ho, non ho nemmeno il carisma social e di visibilità mediatica per meritare di essere preso come spunto di discussione. Quindi dire che accetto gli eventuali rischi non credo sia corretto,perchè i miei rischi sono molto relativi, ma voglio sempre argomentare le mie considerazioni proprio per non fare la fine di molti miei connazionali, bravissimi nella critica asintomatica, in questo caso invece credo che i sintomi di un potenziale fallimento siano sotto gli occhi di tutti, ma proprio perchè ci sono i sintomi forse siamo ancora in tempo tutti assieme per trovare una cura.