Lettera ad un bimbo siriano

Perdonami, bimbo siriano.

Perdonami, perché non ho mai spiegato a coloro che conosco dove si trova esattamente il tuo paese

Perdonami, perché mentre tutto l’occidente conosce la storia di San Paolo illuminato sulla via di Damasco, io non ho mai urlato: “ si tratta della stessa città lacerata da anni di dolore”

Perdonami, bimbo siriano, perché sei nato in una terra dove dolore, guerra e odio, sono gli ospiti di ogni casa.

Perdonami, perché 20/30 anni fa tu non c’eri …ma io ero davanti alla tv a guardare missili e aerei che colpivano terre e persone vicine al tuo paese.

Perdonami, perché ho sempre saputo che la storia del tuo continente è stata decisa su tavoli dove nessuno dei tuoi antenati è mai stato invitato.

Perdonami, bimbo siriano, perché studiando l’orrore del mio continente esaltavo le parole di uno scrittore “ Mai più…” E poi fingevo che le stesse cose non stessero accadendo altrove mentre io ero al sicuro nella mia ipocrisia.

Perdonami, perché quando una donna lacerata dal dolore e minata dalla malattia affermava la supremazia della mia civiltà su tutte le altre, io non urlavo: “ non ascoltatela! lei è arrabbiata come tutti noi, lei soffre come tutti noi, ma la malattia Le sta divorando il cervello e il cuore, offuscando i suoi occhi con una coltre nera che lei crede essere il futuro”

Perdonami, perché solo ora che si vedono l’immagini del tuo dolore sembra che a me interessi…

Perdonami e se un giorno tra 20 anni incontrerai mio figlio ad un fermata di autobus, o alla stazione della metropolitana, o altrove, ti prego bimbo siriano, non far ricadere le colpe del padre sul figlio.