Gli auguri di Natale di quelli che confondono Linkedin per il postino.

Ditemi che non ci siete cascati pure voi nel triste social frullatore di quelli che mandano gli auguri di Buone Feste via linkedin a 100 contatti per volta moltiplicato 10.

“L’ho fatto per risparmiare tempo” diranno alcuni.

“E’ il modo più economico” diranno altri.

Perfetto. Partiamo però dal presupposto che su 1000 contatti — com’è giusto che sia — esclusi i 100 colleghi / ex colleghi / clienti / fornitori rimangono 900 persone con cui a stento avrete avuto una minima interazione se non addirittura la relazione è terminata nel momento in cui avete richiesto il contatto.

A questi 900, di ricevere i vostri auguri , fatevene una ragione, non interessa. Anzi, per essere ancora più chiaro, ecco il processo svelato alle telecamere:

(5 secondi) Ricevo la mail / (5 secondi) “Che roba è?” / (5 secondi) “Che palle! Altro spamming!” / Fine

In 15 secondi netti il vostro moto di ottimistico entusiasmo prenatalizio si spegne in un cestino digitale alla stregua di quei volantini di invito vacanza a S.Giovanni Rotondo in pullman, comprensiva della vendita di pentole inox 100%.

Siccome ho a cuore il vostro benessere e non vorrei che i patetici risultati di questo certosino lavoro di copiaincolla di frasi di Natale in lingue straniere per aumentare la percezione della vostra internazionalità si rivelasse un flop programmato, ecco come essere brillanti a basso costo con risultati più professionali.

Sgombriamo il campo dal fatto che agli amici veri e alle persone a cui volete bene avete provveduto in altro modo. Qui parliamo di “contatti professionali”.

Gli auguri di Natale sono una Strategia.

Sono uno dei modi con cui si mantiene un contatto con profili di nostro interesse, fingendo gentilezza e premura, laddove il meta-testo è: “Ricordati che esisto, col nuovo anno ci dobbiamo rivedere per fare nuovo business”. Niente di sbagliato.

Ma proprio perché stiamo parlando di strategia, definiamola.

La mail di linkedIN è essenziale. Serve per messaggi brevi, non per dialogare. In altri contesti ha senso, qui no. L’invio più massivo di mail (hai 3000 contatti generici e vuoi comunque intercettarli tutti?) va fatto attraverso sistemi strutturati appositamente. Da MailChimp a MailUp, sono tantissimi i sistemi che permettono di elaborare mailing list graficamente degne del miglior programmatore web, in pochissimi passi e con risultati eccellenti e customizzati a costo zero.

Se siete un’azienda e dovete ringraziare e salutare i vostri clienti, sicuramente questo è il sistema migliore, accertandovi di tenere a freno, almeno una volta l’anno, obbiettivi e comunicazioni di servizio.

Accertatevi di dire solo “Buone Feste”.

Coloro che invece sono alla ricerca di lavoro, i liberi professionisti che devono ringraziare i clienti o attirare i prospect, i manager che devono genuflettersi ai loro capi e tutti coloro che hanno un obbiettivo strategico (e per quanto tale, non può essere massivo), fate una cosa elegantissima:

Andate allo stand dell’Unicef o al Mercatino di Emergency (va bene anche la Lega dell’Unghia Incarnita, sentitevi liberi). Acquistate 100 biglietti di auguri (spesa media 50 euro + 90 di francobolli) e uno per uno, a mano, completateli con una bella frase ad effetto scritta di proprio pugno con la penna migliore e aggiungete all’interno il vostro biglietto da visita.

Recapitatela in azienda ma se possibile, indirizzatela a casa (niente di male di far precedere il biglietto da una telefonata in cui si richiede all’interessato l’indirizzo. E’ chiaro che gli state recapitando a casa qualcosa; sotto Natale è pacifico e normalmente non raccoglie obiezioni di privacy. Il livello di percezione del rapporto ne guadagnerà di sicuro), francobollata e consegnata da apposito postino.

Per qualche motivo psico-social-cultural, pare che in tempi di social media accanimento, questo sia il periodo dell’anno in cui un ritorno al passato sia particolarmente gradito.

Buone feste a tutti.

(Non aspettatevi biglietti da me, non so chi siate!)