Carpisa, la vita è un gioco a premi

“Ritenta, sarai più fortunato”. Questo è quello che ti dice il tabaccaio quando hai appena scoperto di non aver vinto niente al gratta e vinci. Questo è quello che pensi leggendo l’annuncio di Carpisa, nota azienda italiana di borse e valigeria a prezzi accessibili, in costante espansione e corteggiata dai grandi gruppi. “Partecipa e vinci uno stage in azienda”, così recita la frase d’apertura dell’imperdibile offerta. Aspetta, ma non era: “partecipa e vinci una vacanza per due a Capo Verde”, se ritagliavi e collezionavi i punti impressi sul retro della confezione del Kinder Brioss?

Carpisa, azienda giovane e solita vecchia storia

“Vuoi vivere l’esperienza di un vero stage nel nostro ufficio marketing&advertising di Napoli?” Partecipare è semplice: basta acquistare una borsa donna Carpisa della collezione autunno-inverno 2017/2018, e conservare il tuo codice gioco. Dopodiché occorre elaborare un piano di comunicazione per la nuova linea di borse Capsule Collection Carpisa firmata da Penélope e Monica Cruz, collezione Spring/Summer 2018, e inviarlo insieme al proprio curriculum. Essendo un vero stage anche il piano di comunicazione deve essere vero, quindi non bisogna dimenticarsi di definire i punti di forza e il messaggio dei prodotti, analizzare il posizionamento del brand, evidenziare gli obiettivi del lancio, definire target e budget, elencare le azioni di comunicazione, arricchendo il tutto con grafici, schemi e relazioni.

Il premio. Questa immagine si commenta da sola, vero? Tuttavia, mi sembra obbligatorio fare qualche precisazione, cominciando da quelle meno importanti, ma che contribuiscono comunque ad accrescere la negatività e l’assurdità dell’annuncio. Una cosa però è sicura: le borse delle sorelle Cruz (finora fra le poche collezioni salvabili di Carpisa) venderanno alla grande l’anno prossimo.

Mi serve una borsa per andare a lavorare

La borsa deve essere da donna. Si sta quindi precludendo ad un ragazzo la possibilità di partecipare al “concorso” (si tratta di un concorso a tutti gli effetti, vedi ultime righe dell’annuncio)? Oppure il ragazzo può comprare una borsa per la nonna, coi soldi che lei gli ha dato. Se voglio fare uno stage da Ferrero devo comprarmi un bancale di Kinder Bueno (sacrificio che si può fare)? No, che io sappia. Immaginiamo un/a ragazzo/a qualunque che ha bisogno e voglia di fare uno stage e deve pure comprarsi una borsa, di bassa qualità, coi soldi che non ha. Con che odio guarderà quella borsa dopo che non sarà stato selezionato per questa fantastica opportunità di crescita lavorativa? Con che amarezza guarderà quella borsa il fortunato candidato selezionato, una volta finito il suo stage ai primi di dicembre, col Natale alle porte e i regali da fare?

Stage di un mese in un determinato periodo di tempo, ma senza nessuna menzione alla retribuzione, che a questo punto visto l’assurdità dell’annuncio potrebbe anche essere in borse o buoni sconto da usare nei punti vendita Carpisa. Ovviamente nessun riferimento ad un possibile inserimento del candidato in azienda, anche perché con uno stage di un mese è già chiaro, si può fare ben poco, alla faccia del “vero stage”.

Per un piano di comunicazione serio che ha l’obiettivo di lanciare una nuova collezione di borse occorrono tempo e il lavoro di professionisti che si occupano dei vari aspetti della strategia. Chiedere ad una sola persona di elaborare un piano di comunicazione vuol dire servirsi di tutte le buone idee che il candidato, in buona fede e con grandi speranze, presenterà.

Futuro in palio

Infine, il gioco, ciò che mi ha spinto a scrivere queste riflessioni. Nell'annuncio i riferimenti al gioco, alla sorte e alla possibilità sono vari. Stride parecchio il fatto che si menzioni alla fine “il progetto più meritevole”. Dove va a finire la meritocrazia quando si parla di mettere in palio uno stage? Perché nel 2017 esistono annunci di lavoro del genere (perché stiamo pur sempre parlando di lavoro) e come si fa a contrastarli? Perché per molti è lecito associare il lavoro a un premio in palio? Nel lavoro ci vuole fortuna, come nella vita, è vero, ma non quella cieca sorte che può farti vincere uno stage. E infine, perché non dare valore ai giovani alle prime esperienze, ma anzi demoralizzarli con annunci del genere e false promesse? Tutti vogliono fare la gavetta e darsi da fare, ma con dignità. La vita non è un gioco a premi e ogni persona è degna di essere valorizzata e retribuita per il lavoro che svolge.