Il futuro della leadership

Ho letto con molto interesse e piacere il post della direttrice Annalisa Monfreda dal titolo “Otto cose che ho imparato sulla leadership”.

E’ un articolo ineccepibile! Si percepisce una leadership vissuta e una leadership compresa nelle sue fondamenta.

Io che mi definisco un divulgatore della leadership, non posso non apprezzare chi parla di leadership e prova a diffonderne il significato.

La leadership è un concetto che interessa tutti!

Nessuno può sottrarsi alla legge della leadership!

Essa è presente nella vita personale e familiare, nel lavoro, nelle organizzazioni di profitto o non profitto, nella politica, nello sport, nell’educazione, nella scuola, nella religione, nella sanità, nella società.

Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di veri leader, efficaci e servitori degli altri!

Spesso si confonde la nomina in una posizione di comando con la certezza che si è diventati leader.

Sebbene la posizione di comando da l’autorità di realizzare determinati compiti e obiettivi, questo potere non rende una persona un leader … semplicemente la rende un capo.

Se sei un aspirante leader e basi la tua leadership solo sulla posizione, stai commettendo un grosso errore, poiché la leadership è saper esercitare influenza sulle persone.

La posizione è solo un falso mito sulla leadership: essa è una leva debole per esercitare influenza sulle persone!

Forse le persone ti seguiranno perché devono farlo e tu hai il diritto di essere seguito perché sei il loro capo, ma niente di più.

Purtroppo moltissimi aspiranti leader rimangono solo capi e non vanno oltre.

Magari si possono avere alcuni buoni motivi per festeggiare quando si viene messi in una posizione di comando:

  • una posizione di leadership viene di solito data a persone che hanno o sembrano avere un potenziale da leader;
  • una posizione di leadership significa autorità riconosciuta;
  • una posizione di leadership è un invito a crescere come leader;
  • una posizione di leadership permette di creare il proprio stile di leader.
Si, la leadership può iniziare proprio da una nuova posizione, ma bisogna stare attenti, perché la posizione è solo il primo livello della leadership!

Leggendo bene l’articolo “Otto cose che ho imparato sulla leadership”. traspaiono alcuni ingredienti per costruire un leader:

Leadership

La leadership efficace è una relazione che crea un cambiamento positivo per il leader e per gli altri (organizzazione, collaboratori, società civile), attraverso la motivazione, la condivisione e la corresponsabilità di tutti nel raggiungere un obiettivo prefissato.

Equipaggiare

Per un leader è fondamentale saper equipaggiare le persone, cioè fornire loro le risorse, i mezzi, l’addestramento, l’autorità e quanto può essere necessario (materialmente e psicologicamente) per far si che esse possano dare il meglio e crescere come desiderano.

Atteggiamento

L’atteggiamento ha un enorme impatto sulla cultura, l’ambiente, l’umore del gruppo, della squadra o dell’organizzazione. Avere il giusto atteggiamento, verso se stesso, verso il gruppo, verso gli obiettivi da raggiungere e anche verso gli insuccessi, è fondamentale per un leader.

Desiderio

Tutti i leader sono dei sognatori, ma non vale il viceversa, cioè non tutti i sognatori sono dei leader. Quello che manca al puro sognatore rispetto al leader vincente è il desiderio di realizzare il sogno. Il desiderio ha la capacità di motivare e ispirare le persone..

Eccellenza

Un leader capisce come portare le persone ad eccellere e andare oltre la media. Il leader non confonde l’eccellenza, che è cercare il meglio costantemente, con il perfezionismo, che è il voler raggiungere traguardi impossibili.

Relazioni

Un grande leader sa che per guidare con successo e muovere le persone verso l’azione deve saper toccare il cuore delle persone, costruendo un forte legame con esse. Le relazioni con le persone si costruiscono se si fa capire loro in modo credibile che si interessati a loro e, in modo genuino, si vuole aiutarle. Prima si deve dare e dopo si può chiedere!

I sei ingredienti elencati sono la ricetta per fare un leader, ma, concordando con la direttrice Annalisa Monfreda, il fine ultimo della leadership è creare altri leader, perché oggi nel mondo interconnesso, delle risorse distribuite, dei Big Data, essere un leader autoritario o accentratore è una scelta perdente.

Nel mondo attuale, le informazioni sono tante, le competenze necessarie si sono moltiplicate , le conoscenze richieste sono differenti: non tutto può passare da una sola persona.

Un leader senza seguaci, o meglio ancora senza “leader seguaci”, non è un leader. Se sei o fai da solo non sei un leader.

Sono fermamente convinto che anche il futuro della leadership dovrà tendere verso la leadership distribuita.