Non darò mai più ripetizioni di Inglese a tuo figlio

Questa è la faccia che ho quando mi telefoni di mattina presto

“Tu sei quella di English for fun?”
 Sì, English IS Fun! Sono io. Cioè, non sono io, nel senso che non l’ho fond…
 “Senti , mio figlio ha bisogno di ripetizioni, quando lo posso portare?”

Questa telefonata può finire in due modi:

IPOTESI 1

Spiego alla mamma che non do ripetizioni ma faccio gruppi-gioco o progetti di scienze in Inglese, a seconda dell’età. Invito a portare il figlio ad una prova gratuita. La mamma acconsente, grazie e a presto.

IPOTESI 2

Spiego alla mamma che non do ripetizioni ma faccio gruppi-gioco o progetti di scienze in Inglese, a seconda dell’età. Invito a portare il figlio ad una prova gratuita. La mamma insiste che il figlio ha bisogno di ripetizioni. Io spiego nuovamente che non dò ripetizioni, stavolta elencando le mie motivazioni. La mamma insiste chiedendomi di fare un’eccezione. Io spiego che fare un’eccezione significherebbe rinunciare alla mia coerenza con le mie scelte professionali, e che se vuole le posso dare il numero di bravissime colleghe che danno ripetizioni. La mamma si fa dare il numero, grazie e arrivederci.

  • le ripetizioni non rendono lo studente autonomo nella ricerca di un metodo di studio
  • nelle ripetizioni si ripete, appunto, quello che si è fatto a scuola (e a scuola si insegna grammatica, io non credo nell’efficacia dell’insegnamento della grammatica)
  • le ripetizioni sono noiose per i ragazzi e dalla noia non viene mai niente di buono
  • se dessi ripetizioni sarei costretta a parlare in Italiano per spiegare e far imparare a memoria concetti che invece i ragazzi acquisiscono in maniera naturale quando gli parlo esclusivamente in Inglese
  • le ripetizioni sono per la maggior parte dei casi, una decisione dei genitori per sopperire ad un brutto voto, ed io non credo nell’efficacia del sistema di valutazione della scuola italiana
  • durante le ripetizioni si finisce quasi sempre per fare i compiti assegnati per casa
  • i ragazzi associano le ripetizioni alla materia in cui andranno sempre male e sviluppano un’avversione per essa, pensando di non essere “portati”

Vuoi che continui? OK, continuo.

  • le ripetizioni mettono pressione sui ragazzi. Non una pressione stimolante ma una pressione malsana generata dal senso di colpa per i soldi spesi dai genitori
  • le ripetizioni tendono a sminuire e ridicolizzare la figura del professore o della maestra che insegna la materia al ragazzo di mattina durante le ore scolastiche, peggiorando l’idea che il ragazzo ha della materia stessa
  • durante le ripetizioni c’è totale assenza di interazione del ragazzo con un gruppo-classe, fondamentale per l’apprendimento

Ora, io non mi aspetto che tu, mamma, sia d’accordo con me. Però mi aspetto che almeno tu possa considerare l’ipotesi che io non sia completamente rimbecillita e che non stia facendo quello che sto facendo perché ho preso una botta in testa. D’altronde, le lezioni gratuite servono proprio a constatare se dico baggianate oppure no. Quindi, quando mi telefonerai per chiedermi di dare ripetizioni a tuo figlio, preparati invece a ricevere una lista di date in cui potrai portarlo ad un incontro-gioco gratuito durante il quale potrebbe rischiare di appassionarsi all’Inglese.

E quando i ragazzi si appassionano, non c’è nulla che li possa fermare! Scommetto che lo sai bene, da quando tuo figlio si è appassionato ai videogiochi. Ciao mamma, ci sentiamo presto!

Con affetto,

Paola, quella di English forEnglish is Fun!


Originally published at paoladilello.blogspot.com on January 11, 2017.