Finanziamenti per la tua impresa? Prima tre utili consigli.

Riaperta la stagione degli incentivi per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese italiane, è importante prepararsi per tempo — e al meglio — per cogliere un’occasione di rafforzare la competitività della propria azienda. Hai intenzione di presentare un progetto? Allora ti possono tornare utili tre semplici consigli.

Si innova un’azienda per mantenere e rafforzare la sua competitività. Eppure non sempre i due aspetti camminano di pari passo e capita, a volte, che la presunta innovazione possa addirittura rivelarsi un inatteso boomerang.

La agevolazioni, specie i finanziamenti a fondo perduto, hanno lo stesso potere sugli imprenditori della cioccolata per un bambino: pretesa a suon di pianti e mangiato a prescindere dall’aver fame o meno.

Le scadenze brevi, che caratterizzano queste opportunità, spesso assumono un effetto galvanizzante, concentrando i processi sulla rapidità di elaborazione delle proposte piuttosto che su una reale valutazione dei rischi/opportunità legati ai diversi possibili percorsi innovativi.

I progetti contengono investimenti materiali e immateriali che interessano il bilancio aziendale. Se non ben pensati, diventano dei costi improduttivi che, non sono rari i casi, possono addirittura compromettere la sostenibilità finanziaria della propria impresa.

Di fronte a questo turbinio di opportunità è necessario, pertanto, sottolineare alcuni degli aspetti cardine che ogni azienda dovrebbe tenere bene in mente, prima di decidere di partecipare ad un avviso pubblico.

#1 Dotarsi di un Piano Strategico

L’obiettivo è la competitività dell’azienda, non il contributo pubblico. Non bisogna mai perdere di vista questa bussola per non correre il rischio che le soluzioni individuate non risultino adeguate alle reali esigenze aziendali, rivelandosi addirittura un danno di natura strategica.

La programmazione è fondamentale per la competitività delle PMI.

I contenuti dei bandi di finanziamento si conoscono con netto anticipo e sono evidenti gli ambiti d’innovazione finanziati. Approfondire soluzioni, tecnologie e competenze necessarie rispetto alla propria struttura, è fondamentale per comprendere la coerenza dei possibili interventi con il proprio piano di sviluppo aziendale.

Non è detto che il digitale risolva tutti i problemi. E’ indubbio però, che possa contribuire al loro superamento.

Un’azienda con le idee chiare può con soluzioni interne (economie interne e rimodulazioni organizzative o bravi consulenti) o di filiera (contratti innovativi di comakership e work for equity con fornitori e competenze terze) avviare, comunque, propri programmi d’innovazione low cost, dedicando le risorse esterne solo a quelle componenti strettamente necessarie per il salto di qualità.

In tal modo gli investimenti assumono una dimensione realistica e più su misura della realtà aziendale, rispettandone gli equilibri finanziari e la necessaria propedeutica per una corretta assimilazione delle innovazioni introdotte da parte dell’inter organizzazione.

#2 Mappare tutte le opportunità

Non esiste un solo strumento di finanza agevolata. Gli attori sono molti, su scala multi-territoriale e per ambiti e obiettivi specializzati.

I Programmi Operativi Regionali hanno avviato la propria attuazione della Smart Specialization Strategy e molte delle regioni hanno già attivato le procedure di selezione dei programmi di agevolazione.

Ma il 2017 riserva una vera e propria ondata di opportunità: Il programma comunitario Horizon 2020 per lo sviluppo sperimentale, il Piano Industria 4.0 per l’innovazione, la Nuova Sabatini per lo sviluppo aziendale e, sullo sfondo, gli strumenti di ingegneria finanziaria del Fondo di Garanzia, sono solo i principali strumenti a disposizione delle imprese per porre le basi di un posizionamento competitivo di lungo termine.

Un quadro così complesso necessita di una preliminare riflessione sufficiente a far sì che, un piano di sviluppo integrato, possa declinarsi tra i vari strumenti agevolativi ritenuti necessari alla sua attuazione, pur sempre nel rispetto della sostenibilità aziendale.

È fondamentale, infatti, evitare di lasciarsi tentare dalle agevolazioni sovra-stimando il reale fabbisogno d’investimenti dell’azienda e rischiando, così, una eccessiva esposizione finanziaria.

#3 Dotarsi di competenze adeguate e investire l’organizzazione

Quanto detto nei primi due punti ci fa comprendere che il progettista non può essere una figura occasionale, ma una competenza coinvolta pienamente nella programmazione strategica.

Prima ancora che per la progettazione, è importante che l’azienda stabilisca adeguate relazioni con figure consulenziali specializzate negli ambiti d’interesse (meglio ancora se organizzate in team collaudati), in grado di supportarla nella valutazione generale di un piano di sviluppo che comprenda le traiettorie proposte dalle politiche di finanziamento.

Nondimeno, è importante coinvolgere fin da queste fasi le figure chiave interne all’azienda che saranno interessate dall’attuazione dei programmi di sviluppo. È in questa fase, infatti, che si rischia di generare quel “fossato” tra competenze ed esperienze in grado di disperdere il valore del capitale umano aziendale.

Le organizzazioni del futuro saranno reticolari e fondate sulla conoscenza condivisa. Ecco perché è importante integrare le risorse interne ed esterne dell’azienda sin dalla fase d’ideazione dei programmi.

In conclusione, la stagione degli incentivi deve essere un’occasione per le imprese italiane di andare oltre l’estemporaneità della programmazione, inaugurando quell’approccio di misurazione costante dell’organizzazione e dei contesti in cui opera sempre più indicato, quale principale leva per la competitività dell’impresa del futuro.