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Il nuovo anno ci mette di fronte alla necessità, forse banale ma non scontata, di credere in qualcosa. Troppo disorientamento, troppe incertezze. Una parola, un’idea, un gesto possono fare la differenza purché si abbiano i piedi ben piantati nella quotidianità, vicino alle persone e ai loro problemi. Per questo, ho apprezzato molto la sua «improvvisata» a Napoli dove ha provato a toccare con mano il disagio e la speranza di chi, nonostante tutto, c’è e ci sarà sempre per quella città. Spero davvero che altre improvvisate come quest’ultima potranno esserci nel corso dei prossimi mesi, perché c’e una realtà locale oltre le grandi città che, ahimè, non viene tenuta in conto per mere logiche di spartizione o per stupido opportunismo di qualcuno ma che, invece, posseggono un capitale umano, produttivo e innovativo degni di questo Paese.

Insomma, caro Segretario, noi ci siamo per ricominciare e lei?!

Un caro saluto e a presto!!

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