skin

Mi sdraio al buio sul pavimento e sento il freddo delle mattonelle sulla mia pelle. Percezioni. Quante volte non vorrei sentire niente ed essere solo anima, senza questa pelle, senza queste ossa, senza niente.
Sento bombardamenti continui nelle mie abitazioni interiori e sono stanca.
Mi tocco le ossa e non mi sento abbastanza. Non sono abbastanza. Nemmeno per me.
Agonie sacre come processioni della domenica ma sono ormai domeniche continue.
Non so cosa fare di me stessa, dove posarmi, a chi darmi, dove rifugiarmi da queste atrocità, dai mille ricordi, dai mille volti che m’inseguono.
Oggi le mie acque sono inquinate e io non so dove riversarle.
Le maree mi trascinano in basso e io non riesco ad oppormi.
Perchè è così difficile amarsi e così facile odiarsi?
Sono il mio carnefice e la mia vittima.
Sentirmi non è mai stato così difficile.

Tantissimi violini nell’anima: fanno così bene, fanno così male.
La solita dualità, i soliti tormenti ma con visi diversi.

E mi chiedo se voglio davvero salvarmi o rimanere negli abissi.

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