Comodosa, sciccosa, risparmiosa… petalosa

Come una storia simpatica può diventare virale grazie ai social network

Correva il 1983 e una fantastica campagna pubblicitaria con i disegni di Forattini aiutò la Fiat Uno ad affermarsi sul mercato. All’epoca non esistevano il web e neppure, ovviamente, i social, per cui tutto il battage si svolgeva su canali tradizionali come le affissioni murali, avvisi su quotidiani e periodici, spot alla tv.

I nuovi aggettivi in -osa fecero il loro ingresso nella lingua italiana e così rassicuranti e simpaticosi vennero presto adottati nel linguaggio comune. Così come spesso è successo in pubblicità (qua e qua altri esempi).

Oggi la storia del bambino che “inventa” petaloso è bellissima. Non solo per la fantasia del giocare con la lingua, ma quanto perché la lingua è diventata un motivo di gioco, ed è balzata in primo piano.

Certo parlare di neologismo è un po’ troppo; in realtà l’Accademia della Crusca rispondendo alla lettera della maestra di Matteo ha spiegato come le parole si possono sì inventare, ma saranno poi le persone a decretarne la popolarità.

Fino a qualche anno fa l’Accademia della Crusca per i più poteva essere il nome di una panetteria o, al massimo, di una scuola di cucina. Oggi soprattutto grazie al lavoro fatto sul web e sui social network, la Crusca è diventata un punto di riferimento easy per i nostri dubbi di ortografia, lessicali o grammaticali. La eminente reputazione che ha sempre avuto in ambito istituzionale si è confermata, senza perderne un pezzo, sul web.

Per cui stamane ci sarà chi penserà che abbiamo una nuova parola, simpaticosa certamente, per un po’ anche famosa, ma alla fine, per quanto se ne dica, anche questa volta i social ne escono vittoriosi.


Sul petaloso-gate vi consiglio di leggere anche questo articolo di Michele Cortelazzo e quello che contiene il post di Vera Gheno (curatrice anche del profilo Twitter dell’Accademia) sull’assalto avvenuto in questi giorni alla pagina Facebook della Crusca.

Show your support

Clapping shows how much you appreciated paroledavendere’s story.