Le 4 ere del Content Marketing

Dal contenuto per i motori di ricerca all’intelligenza artificiale.


Il content marketing è il trending topic dell’anno: tutti ne parlano e tutti lo vogliono fare. Ma siamo ancora in una fase iniziale, almeno nel nostro Paese.

In questo momento il contenuto che va per la maggiore è il SEO content: serve ad attirare traffico dai motori di ricerca e il suo parametro di successo è il numero di lettori. Viene prodotto principalmente dalle agenzie SEO e media.

Ma i lettori servono a nulla se non sono ingaggiati. È il quality content quello che serve per generare engagement e vincere la battaglia dell’attenzione, soprattutto sui social. Può essere prodotto ad esempio dalle agenzie creative.

Guardando cosa accade oltreoceano capiamo quali saranno le prossime evoluzioni, di cui c’è qualche accenno anche in Italia.

Traffico ed engagement non bastano se il content non genera risultati tangibili in termini di lead. Serve il business content per generare contatti inbound, finalizzati alla vendita di prodotti e servizi. Questo contenuto è rilevante per il target dell’azienda: deve al contempo generare traffico, engagement e conversioni. Dev’essere prodotto e gestito da strutture molto specializzate: vere e proprie content factory che uniscono la competenza sui contenuti a quella di marketing.

Ed infine è il momento dell’intelligent content: un contenuto semanticamente strutturato per essere adattato, riorganizzato e riutilizzato in modo automatico. È un contenuto creato dagli esseri umani ma fruito dal pubblico grazie all’intelligenza artificiale. È la prossima frontiera del content marketing. Sarà prerogativa delle strutture capaci di unire le competenze di una content factory e le capacità di una società di software.