Artigianato del libro digitale

Andrea Patassini
Jul 21, 2017 · 4 min read

Qualche anno fa nacque l’idea di progettare e sviluppare una collana di libri digitali per il Laboratorio di Tecnologie Audiovisive. Da tempo studiavamo e praticavamo quel territorio dei libri digitali. Avevamo raccolto e analizzato una serie di elementi che messi assieme ci avrebbero aiutato a definire con più chiarezza il progetto. In quegli anni, da lettore digitale, avevo riscontrato poca attenzione nella qualità dei prodotti spesso da parte degli editori medio grandi. In altri casi scoprivo prodotti e progetti interessantissimi nati e cresciuti da piccole realtà provenienti da un attivo sottobosco animato dall’interesse crescente per la lettura digitale e il libro digitale. Mi interessava inoltre comprendere più da vicino tutti quegli aspetti tecnici necessari per mettere a punto un libro digitale.

Mettere a punto il progetto di una collana da ideare e far crescere nelle stanze del laboratorio, comportava ragionare su come organizzare le differenti fasi di produzione di un libro, in questo caso in modalità digitale. Nacque così il progetto #graffi, per me una palestra importante per coniugare le pratiche cosiddette tecnologiche con quelle diciamo più culturali. Era l’occasione per ragionare e agire sul concetto di libro nella cosiddetta dimensione digitale. Nel mio caso ciò si traduceva nella ricerca e messa a punto di tutte quelle fasi tecniche necessarie al confezionamento di un libro digitale fruibile. Il tutto accompagnato da tanti tutorial, manuali, prove, errori, arrabbiature, riprove e nuovi errori, fino a giungere ad una primo prodotto funzionante capace di essere fruito su diversi dispositivi e software di lettura. Un lavoro del tutto artigianale.

Il progetto #graffi nel tempo si è arricchito di diversi titoli che ne confermano la validità dell’operazione. Ma, aspetto ancor più importante, ci ha consentito di definire un vero e proprio processo per la produzione autonoma di un libro digitale. Il laboratorio era ed è editore di se stesso. Agire al di fuori dei confini di un editore non significa fare a meno delle pratiche adottate per la produzione di un libro. Abbiamo agito al di fuori dei confini conosciuti provando a sperimentare nuovi possibili modelli per la diffusione di idee attraverso, naturalmente, gli strumenti, gli ambienti digitali a disposizione e il metodo del selfpublishing. Abbiamo affrontato la questione del libro digitale con un approccio artigianale, l’unico a mio parere adottabile se si vuole comprendere al meglio i vantaggi e le criticità dell’editoria digitale, soprattutto in una fase di sperimentazione. Costruire artigianalmente un libro digitale ti obbliga a ragionare su concetti differenti dalle solite storie, alcune di queste ormai entrate di diritto nell’epica dello scontro inutile carta/digitale, come “il profumo della carta”, “il piacere di sfogliare le pagine”, “un libro non si deve ricaricare”, “non si possono prendere appunti” e così via. Se poi ci si affaccia sulle questioni della didattica, ecco affiorare ulteriori convinzioni provenienti da entrambi i fronti. Il peso dei libri di carta contrapposto al tablet. La difficoltà e l’eterogeneità degli ambienti di lettura digitale contrapposta alla confidenza e naturalità della pagina. Per chiarire, non che tali tematiche siano banali, soprattutto se pensate al contesto didattico, ma è necessario uscire dallo schema della contrapposizione e sperimentare, vivere e riflettere sulle pratiche di studio digitale e sulle pratiche di costruzione di un libro digitale. Cogliere le opportunità, pesare le criticità, tentare di aprire nuovi sentieri.

L’esperienza vissuta per la collana #graffi è stata prima di tutto l’occasione per vivere e sperimentare tutte le fasi di costruzione di un libro digitale. Proviamo ad immaginare una pratica simile in classe. Non significa semplicemente comprendere questioni prettamente tecniche, ma pensare e ripensare il concetto di libro. Dare forma alle proprie idee attraverso un testo articolato, procedere attraverso un’attività redazionale di gruppo, pensare e definire una copertina, saper comunicare agli altri il libro realizzato. Nel libro da poco pubblicato Editori Digitali a Scuola, scritto assieme a compagni di avventura come Roberto Maragliano, Mario Pireddu e con la partecipazione di voci che vivono e praticano il libro e l’editoria digitale, racconto brevemente la mia esperienza di costruzione artigianale di libri digitali. Ma lascio subito dopo spazio alla pratica e provo ad offrire un percorso di video tutorial dedicato a Sigil, uno degli strumenti (open source) utili per la realizzazione di un libro digitale. Sono felice di aver potuto trasmettere un po’ di quello che sono riuscito ad apprendere attraverso le mie sperimentazioni (e maledizioni) con i libri digitali. Ancor di più di aver potuto trasmettere, da artigiano, alcune possibili pratiche e soluzioni per la realizzazione di un libro digitale. Pratiche che potrebbero prendere forma anche a scuola con forme e modalità da scoprire e plasmare in base alle specifiche necessità o alle caratteristiche del contesto.

L’invito è quello di provare a mettere il naso nel libro, intercettare idee e pratiche attorno il libro digitale e pensare tutto ciò nella dimensione della scuola. Il libro lo trovate in forma digitale su qualsiasi libreria del pianeta. Sono, anzi siamo pronti a confrontarci, mettere assieme idee, aprire a spazi di sperimentazione e azione. Le motivazioni e gli strumenti ci sono, non resta che rimboccarsi le maniche.

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    Andrea Patassini

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