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PensareB
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Dec 23, 2019 · 5 min read

B sta per Business Ben fatto e Bravo e anche Bello e Buono.
Un modo di fare business incarnato da quegli imprenditori di cui parlava Luigi Einaudi in un suo celebre discorso del 1960.

«Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno». (“Dedica all’impresa dei Fratelli Guerrino di Dogliani”,1960).

Il modo di fare impresa incarnato tra i primi da Adriano Olivetti del quale ci piace sempre citare, tra gli altri, questo brano tratto da un discorso del 1955:

«Può l’industria darsi dei fini? Si trovano semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è, al di là del ritmo apparente, qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica? Possiamo rispondere: c’è un fine nella nostra azione di tutti i giorni. E senza la prima consapevolezza di questo fine è vano sperare il successo dell’opera che abbiamo intrapresa. […] La fabbrica di Ivrea, pur agendo in un mezzo economico e accettandone le regole ha rivolto i suoi fini e le sue maggiori preoccupazioni all’elevazione materiale, culturale, sociale del luogo ove fu chiamata ad operare, avviando quella regione verso un tipo di comunità nuova ove non vi sia più differenza sostanziale di fini tra i protagonisti delle sue umane vicende, della storia che si fa giorno per giorno per garantire ai figli di quella terra, un avvenire, una vita più degna di essere vissuta. La nostra Società crede perciò nei valori spirituali, nei valori della scienza, crede nei valori dell’arte, crede nei valori della cultura, crede, infine, negli ideali di giustizia. Crede soprattutto nell’uomo, nella sua fiamma divina, nella sua possibilità di elevazione e di riscatto» (Discorso ai lavoratori di Pozzuoli in Città dell’uomo, Ed. di Comunità, Milano 1960).

Business Ben fatto e Bravo e anche Bello e Buono per/verso tutti, come intendono, oggi, le Società Benefit e le B Corp — altre due B.

Un modo di fare business che recupera e valorizza quella che è la stessa essenza dell’impresa nonché il suo valore sociale: creare e organizzare
il lavoro, realizzare prodotti o servizi, creare e distribuire ricchezza. Ricchezza non solo economico-finanziaria — tangibile — ma anche intangibile, ovvero competenze, cultura, bellezza, benessere. E ricchezza per tutti: azionisti, lavoratori, clienti, società.

E allora B anche come Ben-essere, B come Bene comune.

Parlare di ben-essere lavorativo, infatti, significa ribadire che il profitto non ha senso, per un ‘vero’ imprenditore, se scisso dal bene comune. Il vero imprenditore come abbiamo visto, vive e opera per portare, anche attraverso gli utili della sua impresa, un contributo al compimento e al miglioramento del mondo.

O B come ‘Be’, saper essere se stessi, aver identificato il Senso — il purpose - della propria impresa, ciò per cui esiste e che può realizzare solo lei in quel modo lì, autentico.

B come Bottega e come Bottega Filosofica.

E bottega filosofica non è solo la nostra, sono anche le imprese con cui lavoriamo che si riconoscono — o diventano anch’esse un po’ ‘botteghe filosofiche’ in occasione di progetti condivisi e consulenze: esperienze che recuperano lo spirito rinascimentale, artistico, artigianale, creativo, ‘furbo’ della Bottega rinascimentale e dell’atelier, attraverso l’impiego e la valorizzazione di competenze filosofiche come l’osservazione, la riflessione, il pensiero critico, la logica, il dialogo, l’immaginazione, la visione utopica.

Una bottega, un modo di fare business, capace di riflettere con consapevolezza su se stessi e sull’ambiente naturale e sociale circostante per sentirsi ‘in relazione’ con essi. Una relazione di profonda e imprescindibile interdipendenza, presupposto costitutivo della visione d’impresa.

Le botteghe degli artisti nel Rinascimento, poi, erano luoghi in cui le cose si facevano insieme, luoghi aperti, che accoglievano e combinavano — spesso anche inconsapevolmente — molteplici visioni, percorsi, idee e esperienze.

E le botteghe migliori erano quelle in cui il titolare era un grande artista che sapeva valorizzare il talento dei suoi allievi. Si creavano, in tal modo, comunità di creatività e innovazione dove s’intrecciavano sogni, passioni e progetti di persone anch’esse interdipendenti.

Una grande assonanza con quelle che Simona Gasparetti, filosofa del nostro gruppo, identifica come caratteristiche peculiari della ‘bottega del filosofo’, un luogo di «condivisione amorosa, di contagio, un opificio di alto artigianato, una bottega dove gli animi si infiammano al lavoro comune, si impregnano di un fervore condiviso e le opere si compiono» (Bollettino SFI,maggio/agosto 2006).

Botteghe profondamente connesse, protagoniste all’interno della comunità in cui operavano, della comunità che servivano.

Le botteghe artigiane già nel Medioevo erano importanti centri di produzione e di trasmissione del sapere. La bottega artigiana o apotheca nel tessuto urbano costituiva uno degli elementi più caratterizzanti e inconfondibili, era la struttura portante del processo di produzione di beni e di creazione e distribuzione di ricchezza (nella bottega ,tra l’altro, le condizioni di lavoro risultavano sensibilmente simili sia per il padrone sia per
i suoi collaboratori e non esisteva quella profonda frattura fra i detentori dei mezzi di produzione e i lavoratori, caratteristica invece dell’industria moderna).

Di questo ‘ideale’, noi vogliamo essere e siamo testimoni, con le nostre azioni come persone e come impresa. Propulsori, attraverso il nostro lavoro culturale, e diffusori, attraverso la nostra offerta consulenziale e formativa.

“Pensare bene per generare Valore per tutti”

Questa è la nostra Vision e la nostra value proposition, perché riteniamo che processi di pensiero ben condotti — nella consapevolezza dell’interdipendenza tra tutti gli elementi di tutti i sistemi — non possano che portare ad azioni buone per i singoli e per il Mondo nel suo complesso, e ci aiutino a costruire una società di persone e imprese che vivono meglio e agiscono meglio nel Mondo perché si sentono meglio.

Il fine di tutto il nostro lavoro, sia quello diretto alle persone che quello diretto alle imprese, alle organizzazioni e alle comunità, è proprio agire, passo passo, per operare un cambiamento del sistema, e i sistemi sociali — che sono costituiti da persone — si cambiano attraverso le persone.

La ‘bottega filosofica’, quindi, per noi è anche un modello, e perché no, anche una possibile, naturale evoluzione per la micro e piccola impresa italiana, come sono i nostri clienti e siamo anche noi stesse. E potrebbe essere una ‘direzione’ interessante per le imprese più grandi che sentono il bisogno di recuperarne lo spirito, magari adottando un modello di organizzazione olonica, caratterizzato da numerosi nuclei interattivi in grado di rispondere con elevati livelli di flessibilità e di creatività agli stimoli provenienti dal territorio in cui operano perchè capaci di realizzare, di volta in volta, la catena del valore che meglio consente di perseguire le opportunità di business che il mercato presenta. Grandi imprese a rete o reti di imprese, quindi, come integrazione efficace di tante ‘botteghe filosofiche’.

E’ con questa ispirazione (parole e matafore, combinazioni di modelli di business, modelli organizzativi, filosofie di impresa e di leadership) che abbiamo intitolato la nostra newsletter proprio Pensare B, immaginandola rivolta alle persone che costituiscono le imprese e le organizzazioni, alle quali vogliamo offrire gratuitamente, ogni due settimane, strumenti e spunti che possono ‘allenare’ a pensare meglio per agire in modo più efficace nei contesti del business mantenendo alta la consapevolezza del proprio impatto ambientale e sociale con il desiderio di dargli sempre un segno positivo.

Vuoi fare insieme a noi questo percorso? Puoi iscriverti qui http://bit.ly/voglioPensareB.

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