Insomma …

Ci ho preso gusto con questa roba delle citazioni apocrife, mi distrae dalle epidemie e dai fenomeni sismici, mi permette di riesercitarmi nello scrivere e poi nessuno viene a sindacare, tanto la faccenda interessa solo a me e ad altre due persone, tre forse. Questa volta la frase che Richard P. Feynman non ha mai scritto e forse mai pronunciato è:

Science is a culture of doubt, religion is a culture of faith

che, a volte, viene presentata così

Religion is a culture of faith, science is a culture of doubt.

(vabè, è uguale)

A differenza di altre citazioni (quella…


No, no e poi no.

Che palle. Uno non se ne può stare per i fatti suoi, osservare di nascosto (lurkare dicono quelli che stanno sui social) l’affannarsi egocentrico degli altri, maledire l’internet e chi l’ha inventato, che ti arriva gente che divulga e dai molti follower e condivide l’ennesima frase attribuita a Richard Feynman che di Feynman proprio non è. E io che devo fare? Segnalare, certo: ehi tu, non è di Feynman quella frase lì. Ma non basta, non mi basta: io voglio sapere di chi è e così cerco, raccolgo informazioni, ricostruisco il quadro. E poi, ve lo confesso, ce l’ho un…


Cento anni che è nato Richard Feynman, trenta che ci ha lasciati. Ne ho scritto questo mese su Le Scienze e le robe che son rimaste da parte son davvero tante e una, una storiella che si potrebbe chiamare “Feynman, il Nobel e l’informatica” o “Feynman e i computer”, la volevo rendere subito pubblica. Non ha nulla a che fare con le cose serie che sta scrivendo John Preskill, è una cosa così, una piccola cosa che non cambia una virgola nella storia del nostro. …


Più di un mio amico mi fa: “bella storia, non la conoscevo.” “Eh sì” replico io “se ne conosceva solo una parte infatti, quella finita sui giornali ma le lettere tra gli scienziati e il giornalista, quelle no, son quasi certo che non le ha mai pubblicate nessuno prima d’ora.” Quando le ho scoperte, lì nell’archivio delle robe di Einstein, ho capito subito che potevano avere qualcosa a che fare con la storia che stavo ricostruendo. Non ne ero sicuro però. Ho chiesto all’Università ebraica di Gerusalemme e da lì m’han spedito allo Smithsonian Insitute. …


Mary Fairfax, Mrs William Somerville, opera di Thomas Phillips ( 1834)

Io non lo so se faccio bene a impelagarmi nelle puntualizzazioni, uno alla lunga diventa noioso, pare star lì ad attendere che qualcuno sbagli solo per alzare il ditino e dire Maestra, la so! Una roba invero fastidiosa. …


Domenica 6 febbraio Armando Massarenti ha recensito, sul supplemento culturale de Il Sole 24 Ore, Le battute memorabili di Feynman, volume appena tradotto e pubblicato da Adelphi, citando una (celebre) frase che in quel libro non c’è. In “Come rovinare la reputazione del più grande fisico del mondo” scrive infatti:

(…) ne mancano alcune di veramente memorabili, come quella secondo cui “La filosofia della scienza è utile agli scienziati più o meno quanto l’ornitologia lo è agli uccelli”

Ora, se la frase non c’è, un motivo ci sarà: non è stata ritenuta memorabile? Uhm, lo è senz’altro. Allora forse Feynman…


Non c’è mistero dell’Universo e di ciò che lo abita, o pericolo a cui siamo potenziamente esposti, su cui Stephen Hawking non sia stato interrogato o non abbia sentito l’esigenza di dire la sua, per metterci in guardia soprattutto: dagli alieni (probabilmente ostili); sul clima (fuori controllo); dall’obesità (possibile causa della nostra futura estinzione). L’ultimo fenomeno che lo ha inquietato è Donald Trump, chissà, forse anche per quella sua strana capigliatura. Del resto, sui capelli e sui peli in generale, Hawking ha avuto sempre qualcosa di importante da dire, ad esempio su quelli dei demoni più terribili mai evocati dalla…


credit: Piera Torrano 2016

“La freccia esplicativa punta sempre verso il basso” è lo slogan-manifesto della fisica riduzionista. Stephen Weinberg, premio Nobel per la fisica nel 1979 (con Sheldon Glashow e Abdus Salam) per il suo contributo alla teoria che unifica le interazioni elettromagnetica e debole, ne è sempre stato convinto: riusciamo a comprendere sempre meglio le leggi che regolano l’Universo man mano che osserviamo la materia a distanze sempre più piccole e portiamo alla luce i mattoncini, sempre più fondamentali, con cui rimontare il Lego della Natura. Weinberg, a cui la presunzione non ha mai fatto difetto, ritiene di esser stato il primo…


I media, quelli tradizionali o meno, affamati di scoop e di click, pare abbian informato i propri lettori, prima del termine stabilito, della nuova scoperta sulle onde gravitazionali, hanno violato quello che i giornalisti chiamano embargo. Non è la prima volta e non sarà l’ultima, accadde per esempio anche con i neutrini superluminali ed io quella vicenda l’ho seguita nel dettaglio e l’ho raccontata così.

Sono passati appena nove minuti dalle 2 del mattino di giovedì 22 settembre 2011 e sul sito de Il Giornale viene pubblicata un’intervista [1] ad Antonino Zichichi, fisico trapanese, professore emerito all’università di Bologna e…


Qua è dove vi dico cosa ho letto o leggerò nella speranza che lo faccia chi mi legge, non me ma quello che scrivo. Va bene, ho pure scritto “aprire” anche se è da un bel po’ che ci son testi che trovate solo su un elettrolettore, gli elettrolibri, e allora lo dovrete accendere, l’elettrolettore, prima di aprirli, gli elettrolibri. Dettagli.

Il Tensore di Torperterra di Emanuele Vannini, un elettrolibro, l’ho letto appena uscito, ormai due anni fa, e la notizia è che viene pubblicato nella versione tattile e olfattiva, di carta insomma. Lo potrete dunque aprire senza prima accendere…

ppplbrt

Non so niente ma resto umile

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