Allah

La mia seconda figura del Risiko Deorum è Allah che io rappresento in modo molto minaccioso e in parte me ne dispiace.
È un po’ un luogo comune ma si tratta pur sempre di una battaglia per conquistarsi il mondo a suon di prediche o armi.

Me ne dispiace perché ho conosciuto superficialmente molti musulmani soprattutto nel quartiere dove vivo: gran parte dei negozi qui intorno è gestito da turchi e non di rado si vedono donne con il volto coperto.
Due di loro però li ho conosciuti personalmente e ne sono rimasto molto impressionato.
Il primo si chiamava Youssef Abdaoui ed era sposato con una delle mie tante cugine prime.
Ci vedevamo negli incontri familiari e mi stupì subito la sua padronanza delle lingue non ultima del tedesco.
Faceva la guida per viaggi che portavano in Marocco in posti che conosceva bene e raccontava a forza di avere turisti di molte lingue diverse aveva imparato i loro idiomi.
Naturalmente sapeva l’arabo e il francese, ma la sua lingua era il berbero.
Allora ero ancora insieme a Ruth che parlava volentieri tedesco con lui e anche lei ne rimase impressionata.
Purtroppo si ammalò gravemente ed è mancato qualche tempo fa.
Di recente ho visto mia cugina e quanto sarebbe stato bello parlare di nuovo con lui e con Carola, tedesco…

E poi c’è Amir che ho conosciuto dieci anni fa. Viene dall’afganistan e tutto solo si è creato una vita in Germania dopo che la croce rossa internazionale lo ha preso e portato in occidente per via di alcune ferite.
Allora, diceva Amir, gli elicotteri prendevano solo bimbi e bimbe feriti senza possibilità di ricongiungere la famiglia così si è costruito una vita grazie agli aiuti sociali e alla sua grande capacità di adattamento.
Ha dovuto anche contaminare l’islam di cui era portatore, con i valori dell’occidente di cui sente di far parte.
Sono rimasti dei tratti, però, inconfondibili uno dei quali è l’elemosina: ad ogni angolo di strada donava qualche moneta senza riserve.
Sembra quasi una storia edificante, ma Amir aveva ben presente che a lui era toccata una sorte sì dura ma tutto sommato felice: sorrideva spesso.
Ora si è trasferito al Nord ha famiglia e teniamo dei contatti sporadici.

Qui tramonta il sole, è ora che io prepari qualcosa per cena.

Saluti Daniele