Carissimi tutti,
sono nella biblioteca centrale di Monaco dove per 10 euro ho fatto l’abbonamneto annuale (a questa e a tutte le altre biblioteche pubbliche della città)
Posso ritirare libri, prolungare prestiti e prendere cd e dvd.
Sono con il mio computer e ho un collegamento adinternet. A fianco a me un ragazzo di colore (anzi direi un uomo) e poco più a destra quattro studentesse che reputo pakistane una con il capo coperto. Leggono alcuni libri e commentano in tedesco a voce altra.
Nelle doppie file davanti a me altri ragazzi, la luce accesa fino al fondo i posti sono occupati. Due file più avanti una ragazza africana di colore con le treccine.
Più a sinistra un ragazzo orientale.
La biblioteca è piena di nazionalità e di lingue. Nella colonna del piano inferiore sono appesi decine di annunci per scambi tandem di lingue: spagnolo per imparare il tedesco, itlaiano vuole esercitare il cinese, russo cerca francese e tedesco e così via.
Ho aperto un libro che provo a leggere in tedesco e che si chama la Dialettica dell’illuminismo. È di Horkheimer e Adorno e ha avuto tanta eco nella mia giovinezza, era molto apprezzato dal mio professore di filosofia Preve. Purtroppo è molto difficile da leggere in tedesco e non vedo l’ora di procurarmi l’edizione italiana che ho lasciato in una cantina della casa di Carignano. Era una traduzione bellissima e il libro mi pareva magnificamente scritto quasi poesia.
Una critica contro l’illuminismo.
Ma questa sera ne prendo le difese: l’illuminismo da questa sala calda, fuori le nuvole e piena di scaffali (sono proprio vicino ai tomi di filosofia, che gioia!), l’illuminismo dicevo comincia dai libri e dalle migliaia di persone che li lieggono.
Il mio pernsiero è un poco speculativ ovvero immagina più di quanto sarebbe consentito ad un uso limitato della ragione. Ma chissà forse questo studente con il portapenne seduto davanti a me diventerà un manager. Forse le 4 studentesse pakistane (o così credo io) occuperanno qualche ufficio amministrativo fra qualche anno e terrranno discorsi sulle migrazioni di massa e sull’incontro di culture.
La ragazza di colore con le treccine magari farà il medico e curerà pazienti tedeschi e non in un ambulatorio.
In tedesco c’è un’espressione che suona così: Die normative Kraft des Faktischen ovvero si ritiene che ci sia una forza normativa dei fatti. I fatti si impongono e dettano legge.
Se questo è vero l’Europa è sempre di più un miscuglio di nazionalità e di entnie che si impongono come fatto: un discorso razziale o provinciale come quello della lega prima gli italani è destinato ad essere superato dalla forza normativa dei fatti che vedono sempre più italiani di seconda e terza generazione, sempre più stranieri integrarsi imparare la lingua e la cultura italiana.
Non è vero mi si dirà. Il dilagare della lega e di Fratelli d’Italia come partiti mostra e dimostra che in politica contanto emozioni (anche molto razziste) e che queste sono fatti altrettanto normativi.
La Dialettica delll’illuminismo recupera il termine dialettica per spiegare come non esista un concetto riferito ad un fatto senza che se ne opponga un altro: la tensionie fra questi produrrà una risultante.
La società è piena di contrapposti che vivono in una dialettica.
Per questo termino la mia lettera con un esempio molto periferico e per nulla eccezionale: non buca lo schermo come una notizia di cronaca nera o rosa. Non vuole qusta notiza raggiungere il pubblico numeroso dei sondaggi: se è vero che la dialettica regna nella società e che questa società tende sempre di più a cogliere gli elementi eccezionali e sbalorditivi per fare notizia occorre allora raccontarsi i particolari poco rilevanti, ma in realtà anch’essi degni di nota.
Eccolo: in un giornale locale detto Biss che viene distribuito da senzatetto e con quello si guadagnano da vivere ho ritrovato un conoscente italiano che sicrive poesie e con cui ci siamo visti qualche volta: ha un padrino che compensa il suo esiguo stipendio e gli permette così di vivere (sempre come senzatetto credo).
Uno studio dentistico si occupa di costore e provvede alle loro cure mediche.
Quando respiro nel sorriso di un senzatetto.
Saluti Daniele