Lutero

Con Marco abbiamo fatto una passeggiata nei giardini della Chiesa di legno dove abita. L’ho convinto ad uscire ed è stata una scelta fortunata: hanno riaperto la fontana del giardino e ci sono molte ghiande sicché tiravamo a distanze diverse le ghiande facendo o meno centro.
Poi ci siamo seduti sulla panchina a chiacchierare: 
- allora in primavera farai la prima comunione
- sì, sì potrò prendere l’ostia. Ma tu la prendi l’ostia?
- per la verità da molto tempo no
- eh già perché tu sei protestante
- protestante io?
- sì tu ha un’altra religione, se protestante!

Per Marco un credo diverso è essere protestante. 
In realtà è abbastanza logico come pensiero perché a scuola i bimbi scelgono tra istruzione cattolica e protestante. Infine ci sono anche coloro che imparano Etica vuoi perché non religiosi o vuoi perché di religioni meno rappresentate.
Io sono protestante. Eccovi allora per il Risiko Deorum Martin Lutero nell’atto di appendere le 95 tesi sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg in cui criticava la prassi della vendita delle indulgenze e il ruolo delle autorità ecclesiastiche, in particolare del Papa.

Di recente sono stato in Italia a Pinerolo e dintorni. Ho così potuto visitare i luoghi dei Valdesi nella val Pellice, di cui sono rimaste una scuola, un museo della donna, una grotta dove si nascondevano e un tempi molto bello presso Pradeltorno-Angrogna.
Sono posti molto suggestivi e leggendo un po’ di più ho scoperto che risalgono al XII secolo ben antecedenti ai movimenti protestanti di Lutero e Calvino di cui poi faranno parte.
Dice wikipedia che le comunità valdesi erano organizzate su due livelli: vi erano i “perfetti” o “barba” (che significa “zio”, in contrapposizione al “padre” cattolico), e forse sono un barba per mio figlio: un protestante un po’ noioso…

Ma a Marco è arrivato dall’italia un microscopio magnifico che sarà presto oggetto di riflessioni più terrene e di cui naturalmente vi terrò bene informati.

Alla prossima, 
Daniele