Se la fine diventa un nuovo inizio

Capita a tutti, prima o poi, di trovarsi in una fase di down. A me è capitato all’inizio del 2017. Venivo da quasi tre anni di sfruttamento lavorativo, dove la qualità e la quantità di quanto fatto non era assolutamente pagata. Una situazione economica quasi orrida, giusto quello che serviva per non fare una dieta forzata. Direte, ti pare poco? .

Non posso dare altri riferimenti, ma posso assicurare che avevo dato il fritto per quell’azienda. Più di quanto ne avessi, più di quanto potessi. La mia testa non ce la faceva più a sopportare, il fisico ne stava pagando le conseguenze. Gambe deboli, dolori sparsi e cervello in totale confusione. Mi sono detto che se la mia vita lavorativa doveva essere così, era meglio andare a dormire in stazione. Che poi non sarebbe mai capitato, qualcosa avrei trovato, il mio curriculum qualcosa permetteva. Per fortuna. Ma il punto non era questo: perché dover sgobbare tutte quelle ore - quando tutti sapevamo benissimo che l’azienda si basava sulle mie competenze -solo per permettermi di comprare solo un pezzo di pane? Mai una soddisfazione, nessuna la possibilità di crearmi la base per tirare su una famiglia. Il lavoro nobilita l’uomo, non lo umilia.

E così mi sono imbattuto in una delle innumerevoli pubblicità sul trading. Ho sempre pensato che, prima o poi, sarebbe stato bello interessarmi a quella forma di guadagno molto sponsorizzata, ma -almeno per me- di difficile apprensione. Probabilmente era arrivato il momento.