Trading, il mio approccio traumatico

Inizio a cercare, informarmi, documentarmi. Ora, non voglio entrare in tecnicismi, non è questa la sede -credo- per affrontare discorsi riguardanti Media Mobile, Oscillatore Stocastico, RSI e altri strumenti di trading. Tre settimane, otto ore al giorno per formarmi. Per capire in che mondo stavo entrando. Tanta convinzione, tanta speranza.

L’approccio è stato più o meno traumatico. Strumenti, analisi, trend, andamento del prezzo, chi più ne ha più ne metta. Una mezza tragedia. Ma ho avuto la capacità (e la forza) di non partire a petto in fuori preso dall’eccitazione, di non buttare i miei pochissimi soldi. Il conto demo era un’ottima possibilità di crescita, lo strumento adatto a capire dove volevo andare e se potevo andare.

Si parlava di speranza, di convinzione. Ecco, frantumate davanti al primo grafico. Ho avuto le allucinazioni. Candele giapponesi, grafico zonale, put, call, opzione di acquisto. Non era per me? Forse. O forse no.

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