Il senso dei croati per la Storia

La fortezza di San Nicolò, si legge su wikipedia, è “è un forte marittimo situato nelle vicinanze della città di Sebenico, nella Dalmazia centrale, in Croazia. Il forte di San Nicolò venne costruito dalla Repubblica di Venezia nel XVI secolo sull’isola di Ljuljevac. La struttura rinascimentale costituisce uno dei rari esempi di fortificazione a forma triangolare, nonché una delle prime realizzazioni della cosiddetta opera a corno o a tenaglia”.

Nel luglio del 2017 l’Unesco inserisce le “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale” tra i beni patrimonio dell’umanità. Tra queste ci sono opere in Lombardia (Bergamo), Friuli Venezia-Giulia (Palmanova), Veneto (Peschiera del Garda), Montenegro (Cattaro), e in Croazia (Zara e per l’appunto Sibenico ed il suo forte San Nicolò).

Proseguiamo la lettura della pagina di wikipedia: “ La parte più interessante della fortezza consiste nella sua stessa forma, triangolare. In generale, le opere architettoniche a forma di triangolo sono rare in Croazia, così come in Europa. […] Sammicheli la progettò come una fortezza sicura a forma di un triangolo, con tre bastioni difensivi in primo piano e differenti materiali: la base (al sotto del livello del mare e immediatamente sopra ad esso) sono in pietra, mentre la parte superiore fu costruita in mattoni, materiale comune per le fortificazioni veneziane dell’epoca, ma insolito ed innovativo per il territorio dalmata. L’utilizzo del mattone aveva motivazioni pratiche dal punto di vista militare, poiché attenuava maggiormente l’impatto dei proiettili lanciati dalle granate. […] Peraltro, quella di San Nicolò è a sua volta diversa, per l’assenza di torri in primo piano. Inoltre, l’altezza del muro di cinta, dei bastioni e del Torion fa sì che l’intera fortezza appaia come un unico spazio imponente. È probabile che la forma triangolare sia stata determinata dalla forma e dallo spazio disponibile dell’isola di Ljuljevac, mentre un’ulteriore spiegazione può essere data considerando che durante il Rinascimento si era soliti realizzare corpi geometrici di base e figure”.

Beh sono appena stato in Croazia, ho passato cinque notti a Sibenico e sono “moderatamente” fan di tutto quello che riguarda Venezia e la sua storia. Avrei visitato volentieri il forte, un bene protetto dall’Unesco, patrimonio dell’Umanità. Avrei dicevamo, perché se si legge quello che c’è scritto su google ad una persona normale dovrebbero cadere le braccia.

- Bellissima, ma è tragicomico vedere il cartello entra a tuo rischio. C’è gente che si arrampica su due pilastri di legno in croce e poi entra tramite una finestra a 5 metri circa dal suolo, cosa che ti può far tranquillamente sfracellare al suolo.
- Posto molto carino, specialmente il sentiero che porta alla fortezza. Non si può entrare da quanto visto, ma una foto mostrava l’entrata principale sul lato de mare
- Great place to go but the fortress is closed right now and don’t know when the city of Šibenik will start the renovation. Not easy to find but there’s a beach just before the fortress so you can have a good time for swimming even have a picnic. Just try… It’s beautiful.
- Lo spettacolo è impressionante, ma è scandaloso che sia inaccessibile dalla terraferma e sia chiusa. È stata una grande delusione.

Un commento però mi ha molto colpito, e ve lo riporto integralmente:

Una fortezza militare veneziana che sarebbe da valorizzare e proteggere, ora che è anche patrimonio UNESCO. Peccato che sia in completo abbandono, senza pannelli con spiegazioni storiche e architettoniche. Il solo cartello all’ingresso spiega sommariamente il motivo della costruzione, anche se il governo croato si ostina ad eliminare ogni menzione della Repubblica di Venezia (vedere la foto).

Ho ripensato molto a questo commento, pensando che fosse esagerato, o fosse un caso isolato. Ed invece no, è così in tutta la Croazia. Tutti i pannelli informativi non citano la dominazione veneziana, cancellata, come se non fosse mai esistita. Nei palazzi dei nobili nessun accenno alla provenienza degli stessi, come se non fossero mai esistiti o fossero degli abitanti locali. Anche i leoni alati, simbolo di Venezia che sarebbero dovuti essere in pratica su qualunque edificio pubblico non esistono più.

A Curzola, o Korçula, una splendida città di epoca veneziana e che fu teatro di una battaglia tra veneziani e genovesi nel 1298, un Leone di San Marco è stato staccato dalla sua sede e appoggiato in un luogo nascosto (anche se c’è da dire che a Curzola ho visto uno dei due leoni alati ancora al suo posto in dieci giorni di girovagamenti per la Croazia; l’altro è su una vera da pozzo a Veglia, sull’isola di Krk).

Ci sono altri aspetti della dominazione veneziana che, chissà per quale motivo, sono rimasti nella storia e nella cultura croata.

Le sardele na savor sono l’equivalente croato delle sarde in saor veneziane.

Gli skampi na buzara sono esattamente identici agli scampi alla busara veneziani.

Il crni rižot (il risotto nero) “è un piatto povero croato, dove si univa la seppia, con il suo inchiostro, al risotto, diffuso in Croazia con il dominio Veneziano. In seguito si è diffuso prima in Veneto e in Friuli (dove è tutt’oggi piatto tipico), poi in tutto il Mediterraneo grazie soprattutto ai mercanti veneziani” (fonte wikipedia).

Il Pršut è un evidente prestito linguistico italiano, ovvero il prosciutto crudo.
La Bevanda è vino e acqua.

Potrei continuare così per molto, ma concluderò citando una vicenda in un certo senso emblematico.

Nella battaglia navale combattuta nelle acque di Curzola tra veneziani e genovesi, su una galea veneziana era imbarcato come capitano, di ritorno da un viaggio in oriente, Marco Polo. Polo verrà catturato dai genovesi e nella cella alla Meloria detterà a Rustichello da Pisa il Milione, uno dei libri più famosi della storia.

Visto questo antefatto, e visto che un ramo della famiglia Depolo è registrato a Curzola, i croati rivendicano Marco Polo come croato. Nonostante questa teoria sia stata smentita da ricerche storiche di Alvise Zorzi e anche dal buon senso (se nasci su un’isola all’epoca dominata dai veneziani, sei veneziano fino a prova contraria; come Garibaldi — nato a Nizza — non è certo un patriota francese) a Curzola esiste la casa di Marco Polo, un museo di Marco Polo, un negozio di souvenir di Marco Polo e numerosissime attività commerciali che si richiamano all’esploratore veneziano.

Segno che la dominazione veneziana, ai croati dalla memoria corta, fa ancora comodo, anche se non amano ammetterlo.