Il TSO si qualifica come un trattamento di natura sanitaria in forza del quale una persona può essere “presa” e sottoposta a cure mediche anche contro la propria volontà. È regolamentato dalla legge n. 833 del 23.12.1978 in sostituzione della precedente legge n. 180 dello stesso anno, meglio conosciuta come “Legge Basaglia”, e viene attuata sul precario filo di equilibrio con il secondo comma dell’art. 32 della Costituzione Italiana il quale sancisce che: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. …


in relazione occulta con l’epoca egizia

La sindrome dell’accumulo patologico (oggi altrimenti definita: “disposofobia”) esiste da tempo immemore e, volendo generalizzare e semplificare al massimo la sua caratterizzazione, possiamo descriverla come la tendenza ad accumulare un grande quantitativo di oggetti di ogni forma e natura indipendentemente dal loro sostanziale valore. Attribuendogliene, però, ben altri del tutto fantasmatici. Una tale tendenza, probabilmente, è sempre esistita e avrà più o meno condizionato la vita di qualcuno, tuttavia, se vogliamo dare credito alla ricerca clinica attuale, di sicuro in questi ultimi decenni la sua diffusione è cresciuta e i suoi sintomi si sono aggravati.

Ma anche se questa patologia…


Rudolf Steiner, in una delle sue molteplici conferenze sulla pedagogia (confesso di non ricordare più quale) invitò gli educatori ad osservare come, a fronte di uno o più eventi traumatici o anche a delle semplici atmosfere dolorose, l’essere umano fosse tanto più vulnerabile quanto più tali eventi e atmosfere, prima ancora di una loro oggettiva gravità, piuttosto si trovino ad agire in assenza di una piena, sana e matura vita raziocinante dell’anima. In altre parole, l’animo umano risulterebbe tanto più danneggiabile quanto più venga offeso all’inizio del suo cammino evolutivo. Sappiamo infatti che nei primissimi anni la vita interiore è…


Fondamenti esoterici dei sintomi psichici

Rudolf Steiner, in una delle sue molteplici conferenze sulla pedagogia (confesso di non ricordare più quale) invitò gli educatori ad osservare come, a fronte di uno o più eventi traumatici o anche a delle semplici atmosfere dolorose, l’essere umano fosse tanto più vulnerabile quanto più tali eventi e atmosfere, prima ancora di una loro oggettiva gravità, piuttosto si trovino ad agire in assenza di una piena, sana e matura vita raziocinante dell’anima. In altre parole, l’animo umano risulterebbe tanto più danneggiabile quanto più venga offeso all’inizio del suo cammino evolutivo. Sappiamo infatti che nei primissimi anni la vita interiore è…


Il Mistero dell’efficacia della cura psicoterapica

alla luce della scienza dello spirito

Sempre più spesso, in questi ultimi anni, sia nel corso di una specifica seduta sia come vero e proprio tema di tutta un’analisi, mi sono sentito chiedere:

- Ma chi sono io, dottore? Chi sono davvero… io?

E, come la maggior parte dei miei colleghi, ho sperimentato l’immensa fatica di riuscire ad appagare quella domanda così come, a volte, la frustrazione di non riuscire neanche minimamente a soddisfarla. Ovvio che ho sempre saputo come la fondatezza del sentirsi “Io” sia originata, per la maggior parte delle persone, nel riconoscimento precoce che la propria individualità ha ricevuto dalle figure genitoriali in…


La psicologia — e per derivazione la psicanalisi e la psicoterapia poi — nacque dalla filosofia. Gli psicologi dell’ultima generazione stenteranno a crederlo, perché nessuno lo ha fatto loro presente, ma i fatti sono quello che sono: la psicologia germogliò dalla filosofia! Per la precisione fu uno sconosciuto filosofo, Philippus Melanchton (1497–1560), che intorno al 1540 coniò il neologismo Psyco–logia per un sapere che, almeno secondo lui, avrebbe dovuto radunare l’insieme delle conoscenze filosofiche, letterarie e religiose sull’animo umano.

Di sicuro, contemplando l’attuale condizione della disciplina cui aveva dato i natali, Philippus si rigirerà più volte, furioso, nella tomba. La…


Nell’anno 2010 pubblicai C’era una volta la psicanalisi. Era un testo che — dalla privilegiata finestra dalla quale, come psicanalista, mi era concesso di osservare l’anima dell’uomo contemporaneo — registrava la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova. Ero scettico sulla valenza positiva dei valori e dei principi dei quali questo Mondo Nuovo sembrava farsi portavoce, ma non volendo rischiare di dare voce allo scontato malcontento degli anziani — per i quali: “Eh… ai miei tempi…” è sempre stata la frase più ricorrente — mi volli confrontare con alcuni dei migliori rappresentanti del pensiero moderno.

E, tra questi, per…


Storia di un fallimento

Nel 2010, con la casa editrice Psiconline, pubblicai un testo che titolava: C’era una volta la psicanalisi e riecheggiava le riflessioni di James Hillman che, in un suo ben più celebre saggio, confessava: “Cento anni di psicanalisi e il mondo sta molto peggio di prima”.

Perché era doveroso ammetterlo: nessuno dei traguardi ancorché minimi che i padri della psicanalisi avevano creduto di poter realizzare era stato raggiunto. …


Nel 1980 il giornalista italiano Fausto Gianfranceschi pubblicava con la casa editrice Rusconi un piccolo saggio intitolato: “Svelare la morte”. L’autore, che pochi anni prima aveva perso un figlio di ventidue anni, temprato dalla dura esperienza e non da un pensare astratto, denunciava come la cultura occidentale moderna avesse “rimosso” la morte dall’immaginario collettivo, con ciò condannando se stessa alla definitiva perdita di qualunque senso o significato della vita.

Questo perché nel preciso momento in cui l’uomo separa l’indissolubile continuità vita-morte e fissa la sua attenzione cosciente sugli eventi contingenti e materiali della propria esistenza, anche senza rendersene conto, si…


«… degli amici in comune ci hanno presentati… La musica, quella sera, in discoteca, non era troppo coinvolgente. Così, dopo una decina di minuti, siamo andati fuori a prendere qualcosa da bere. Alla fine, però, siamo saliti da me e, la notte, abbiamo fatto sesso.»

Con queste precise parole terminò il racconto che mi stava facendo una giovane donna di trentaquattro anni, libera professionista, autonoma e indipendente, che si era concessa una serata di svago dopo una settimana di intenso lavoro.

Racconti simili ne ho registrati parecchi in questi ultimi anni.

“Fare sesso…” Difficile ricordare quando l’allocuzione divenne di uso…

Piero Priorini

Psicologo psicoterapeuta ad indirizzo Psicanalitico Junghiano. Specializzato in bioenergetica, transazionale, ipnosi e sessuologia

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