Le identità sono tutte inventate? Certo, ma questo è possibile dirlo anche della matematica e della geometria. Sfido chiunque a trovare in natura un qualcosa che abbia perfettamente la forma di un cerchio, piuttosto che di un quadrato, e lo stesso dicasi di una qualsiasi altra forma geometrica: esse non sono altro che delle false rappresentazioni, se vogliamo, semplificazioni di un mondo materiale molto più complesso che l’uomo fin dai primordi ha avuto il bisogno di rappresentare e semplificare, come per farne la mappatura, dando vita a quell’insieme di idee teoriche e conoscenze che in filosofia si sono classificate come metafisiche. Lo stesso può dirsi delle identità. Esse sono senz’altro prive di significato se si analizzano materialisticamente (da qui l’avversione di comunisti e post-comunisti verso di esse), ma hanno lo stesso rapporto con la realtà delle rappresentazioni geometriche e delle semplificazioni matematiche, ovvero hanno un comunque una ragion d’essere e soprattutto sono un importante riferimento per gli uomini che molto difficilmente riescono a prescindere da esse, facendone totalmente a meno. Il tentativo di distruggere le identità emerge tanto più forte laddove non esistono tradizioni identitarie consolidate, ma al contrario si coglie una vaga e incerta identità nazionale come nel caso italiano.

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