Il valore aggiunto delle Nuove Tecnologie nell’insegnamento

Le ICT (Information and Communication Technology) necessarie o solo utili per la didattica?

Nov 12, 2017 · 5 min read

Quando Galileo puntò il cannocchiale, che già era conosciuto, verso il cielo, fece di uno strumento nato per altro uno strumento di scienza!

Le tecnologie digitali, come il telescopio galileiano sono strumenti neutrali: con un cannocchiale ci puoi spiare la signora dell’appartamento di fronte, o puntarlo verso il cielo per scoprire le meraviglie dell’universo. La stessa cosa puoi farci con un computer o uno smartphone. Se diamo un computer ad un ignorante perditempo al più lo utilizzerà per andarci su Fb o navigare sui siti porno! Se diamo un computer ad un professionista o a uno scienziato ne farà un uso cognitivamente e operativamente diverso.

Le Nuove tecnologie sono necessarie alla Didattica?

E’ legittimo, ed è una cosa, chiedersi se le tecnologie sono uno strumento necessario per l’insegnamento e per all’apprendimento oppure no. Altra cosa è chiedersi, invece, se l’apprendimento delle tecnologie (e lo sviluppo delle competenze connesse) debba essere oggetto di studio a scuola. Evidentemente, si può dare una risposta negativa alla prima questione e positiva alla seconda. Il che vuol dire che l’apprendimento delle cosiddette competenze digitali potrebbe anche essere oggetto di attività formative indipendenti rispetto a quelle didattico-disciplinari.

Ora, immaginiamo un laboratorio scientifico o un ufficio di un libero professionista, nell’anno di grazia 2018, senza la tecnologia, ci riusciamo?

Immaginiamo un’aula scolastica senza una LIM o un qualsiasi dispositivo digitale, in cui l’insegnante è impegnato a spiegare la poetica di Montale, o gli integrali, o la filosofia di Parmenide o la polis greca, ci riusciamo?

Se la risposta è no alla prima e sì alla seconda, abbiamo già risposto alla domanda iniziale.

E’ facile per chi vuole criticare l’uso delle nuove tecnologie a scuola dare una risposta negativa: le nuove tecnologie non sono necessarie per la didattica (e per qualcuno sono, addirittura, dannose). Ma c’è il trucco, perchè la domanda giusta doveva essere: possono essere utili le nuove tecnologie per migliorare la nostra didattica e l’apprendimento dei nostri studenti? E qui la risposta non sarebbe così agevole, come per la prima domanda.

Trovate una qualche differenza fra una lezione di storia in cui parlo di Mussolini, gli faccio vedere le foto del libro, gli descrivo la sua retorica pomposa, e una lezione in cui, dopo avere presentato tutto questo, gli faccio vedere il video di un discorso di Mussolini?

E se dopo avere parlato della Costituzione e della Resistenza in Italia, gli faccio sentire l’audio della lectio magistralis di Piero Calamandrei a Milano, nel 1955?

E se dopo avere letto e analizzato in classe un dialogo platonico, metto a disposizione degli studenti ( anche degli assenti) un podcast della lezione, da poter risentire e studiare con calma?

E se metto a disposizione dei ragazzi una piattaforma dove prolungare lo spazio fisico dell’Aula, dove possono interagire con l’insegnante, dove possono trovare materiali utili per studiare (video lezioni, podcast, materiali integrativi, video documentari etc.)?

E se offro ai ragazzi assenti (fisicamente o mentalmente (!) la possibilità di vedersi una video lezione preparata dall’insegnante sull’argomento che si sono perso?

E se uso la Rete come una Bibioteca virtuale dove reperire libri che, altrimenti, non potrebbero leggere (perchè non puoi pretendere che si comprino tutti i libri che vuoi fargli leggere)?

Per parlare solo di cose che io faccio con le tecnologie digitali in classe.

Non direste che c’è un valore aggiunto?

Le tecnologie sono utili ?

Le tecnologie a scuola sono utili quando potenziano le risorse disponibili per “aumentare” la didattica; quando offrono opportunità nuove: la Rete, l’uso di risorse digitali, mappe, testi digitali , pdf , audio, video.

Le tecnologie a scuola sono utili quando spingono la nostra mente a elaborare conoscenza, come fanno i software per il Mindmapping, per esempio.

Le tecnologie a scuola sono utili quando ci aiutano nella nostra fatica o ci permettono di fare cose che sarebbe più complicato o impossibile fare in altro modo: wordprocessor; fogli di calcolo, applicazioni per registrare lezioni, per fare video, per realizzare libri digitali ecc.

Le tecnologie a scuola sono utili quando gli studenti sono:

… in grado di utilizzarle anche in forma creativa per organizzare e rappresentare ciò che conoscono e che stanno imparando, per creare prodotti e risolvere problemi ancorati alla vita reale, per riflettere su contenuti e processi.[B.Bevilacqua]


Quando le tecnologie sono “inutili” o dannose

Le tecnologie sono inutili se semplicemente sostituiscono cose che potrebbero essere fatte in altro modo (e magari in modo più efficace): ad esempio, spendere soldi per comprare dispositivi utilizzati per scriverci sopra con il dito o una penna elettronica, al posto di quaderno e penna; o per sostituire documenti in pdf a quelli di carta, pensando che i “nativi digitali” amino, a prescindere, qualsiasi cosa sia “digitale”!

La tecnologia è inutile quando arriva troppo presto. La tecnologia deve arrivare quando il processo di apprendimento è stato svolto e deposto; può avere, allora, una funzione di ulteriore rielaborazione e formalizzazione. Mettere uno studente dietro un portatile a prendere appunti, senza prima avere ricevuto un’adeguata formazione su come prendere appunti, ne farà al più un abile dattilografo!

La tecnologia è inutile, se non dannosa, quando si sostituisce alle nostre facoltà cognitive. Quando l’archivio digitale sostituisce la nostra memoria fisica, per esempio; quando il taglia e incolla o lo sposta una parola qua e una là per creare un testo “nuovo, prende il posto della fatica della comprensione e della rielaborazione. La tecnologia non può e non deve sostituire il lavoro mentale autonomo. Se non usiamo il cervello ne diminuiamo le potenzialità di apprendimento.

La tecnologia è dannosa quando il suo uso non è guidato dall’insegnante.

… l’uso libero delle tecnologie e la navigazione sulla rete gener[a] in soggetti novizi sovraccarico e dispersione, riducendone di fatto gli apprendimenti: l’idea che la multimedialità di per sé faccia apprendere meglio appartiene ad una ingenua mitologia tecnologica (Brand- Gruwel et al., 2005; Chen et al., 2006; Clark et al., 2006; Kirschner et al., 2006; Mayer, 2004). [A. Calvani]

La tecnologia è dannosa quando la usiamo per compensare la nostra incapacità di motivare allo studio. Lo studio è impegno e l’impegno non è mai divertente, se non per chi trova già piacevole di suo ciò che è costretto a fare: se amo stare all’aria aperta e fare sforzo fisico, non mi peserà o, addirittura, troverò piacevole essere costretto a fare una passeggitata in montagna di tre ore, in salita. Per carità, di tanto in tanto si può giocare, si può anche imparare giocando, ma pretendere di ridurre tutto lo studio a gioco è stupido e diseducativo!

Per concludere

I problemi della scuola nascono dai contenuti di apprendimento e dalle metodologie didattiche non dalla presenza o meno delle tecnologie.

Non fa bene alla “didattica digitale” (qualunque cosa sia) introdurre tecnologie nelle classi senza che venga utilizzata come strumento per modificare la didattica tradizionale!

La tecnologia ha senso se è utile (cioè, se permette di economizzare il nostro tempo); se rende più efficace e produttivo il nostro lavoro; oppure, se permette di fare cose che altrimenti non si riuscirebbero a fare.

Le tecnologie sono strumenti, non panacee per risolvere i problemi di una scuola che non va.


Pietro Alotto

Written by

Insegnante e blogger per passione

Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade