Cara Sardegna
Franz Vitulli
383109

Carissimo Franz,

questi ultimi giorni ho avuto modo di leggere non pochi commenti legati a questo tuo articolo, che peraltro ancora non avevo letto. Articolo che , per taluni versi potrebbe essere condivisibile per altri un po meno. In tanti, sardi ma sopratutto turisti, come te, hanno criticato queste tue parole, alcuni ti hanno dato ragione. Personalmente , da sardo, leggendo questo tuo articolo, la prima impressione che ho avuto è stata quella di pensare che queste siano parole scritte da chi la Sardegna la conosce poco e niente. Chi legge questo articolo e non sa cosa sia, dove sia e quanto grande sia questa nostra isola, di primo acchito sarebbe portato ad immaginare un qualcosa di simile alle isole Canarie da te citate ad inizio articolo, senza sapere che le stesse sono l’equivalente delle nostre Asinara, la Maddalena, Carloforte o San Pietro che rappresentano si e no il 2% dell’intera Sardegna. Questa nostra povera terra martoriata, che ancora si ostina a non cedere del tutto il passo alla modernità, ( per nostra fortuna aggiungo io) anche nel turismo e nei servizi che offre è lo specchio della profonda diversità culturale di tutti i territori e di tutti gli abitanti che compongono un unico popolo di Sardegna. Vedi, quello che in taluni casi, agli occhi di un turista come te, può sembrare arretratezza culturale, rifiuto di adeguarsi alle nuove tecnologie o poca elasticità mentale nel capire il nuovo tipo di turista e di turismo è forse la nostra più grande forza, o meglio è rimasta la più grande forza di alcune zone della Sardegna che puntano decisamente su un tipo di turista diverso da te, questo credo sia un piccolo particolare che tu hai tralasciato. Se quest’isola,nel 2016, nonostante Internet che funziona poco ( e pensare che il primo intenet gratis è nato proprio qui, mentre in tutta Italia Libero, Vodafone, TIM etc etc spennavano tutti con le le tariffe per le connessioni dati, noi poveri antiquati viaggiavamo gratis in rete ), le carte di credito che non dappertutto sono accettate, i servizi offerti a corrente o meglio a zone alternate, riesce a conservare intatto tutto il suo fascino e tutta la sua bellezza (naturalistica sopratutto) un motivo ci dovrà pur essere. Sarebbe bello che il turista, prima di venire in Sardegna, invece che usare internet solo ed esclusivamente per prenotare una casa , lo usasse per cercare di capire la diversità culturale di cui è ricca un intera regione, quale sia la differenza sostanziale tra le città sarde e i piccoli paesi, tra le zone costiere del nord, quelle del centro e quelle del Sud, tra le zone costiere e l’entroterra ed usare queste diversità per scegliere al meglio il luogo dove trascorrere le vacanze o presunte tali. Sai Franz, ti sembrerà antiquato, poco al passo con i tempi o con il nuovo turismo, ma in molte zone di questa controversa isola ci sono ancora persone che ad internet ed ai servizi di prenotazione che offre, prediligono ancora una banale telefonata, fare due chiacchiere col possibile nuovo inquilino, forse perchè abituate a fidarsi del proprio istinto e delle sensazione che una voce ti può dare. Ci sono anche i lati positivi in questo modo antico di fare turismo, anche per te che chiami da “fuori”, ti potrebbe far capire, per esempio, se quel annuncio per quella casa è stato postato da un sardo e da un fantomatico truffatore d’oltremare ( e sai quante volte capita, con i feedback ti posso fregare quando voglio e come voglio, ma questo lo saprai meglio di me) che ha preso dalla rete una casa a caso di un paese a caso. Forse hai solo sbagliato posto, ed è strano perchè Orosei è tappezzata al suo interno di cartelloni che offrono l’wi-fi libero da parte dell’Amministrazione Comunale, è strano anche per la carta di credito, ma sai, molti locali pubblici, se pur trovatisi ad essere assorbiti da una realtà turistica che non conoscevano in quei 3 o 4 mesi dell’estate, continuano pur sempre ad essere locali pubblici di un grande paesotto della Baronia, dove purtroppo i modi di ordinare da bere e di pagare per tutti i 12 mesi dell’anno sono altri e sono tipicamente sardi, antiquati forse, da trogloditi diranno altri, normali diciamo noi che in Sardegna viviamo e beviamo per tutto l’anno. Io ad Orosei, come in tanti altri posti, e come me tanti altri e non solo sardi, sanno dove usare la carta di credito e dove usare i contanti ( che non sono fuorilegge sia chiaro), non ne facciamo un dramma, ci adeguiamo, magari preferiamo fare due passi ed andare a prelevare 50 euro allo sportello senza mortificare il gestore di turno. Qualcuno disse che il mondo è bello perchè è vario, ecco questo è il nocciolo, la Sardegna è ancora bella, perchè dal Nord al Sud passando per il Centro, è più varia di tutte le sfumature di colore che può offrirti il guardare un arcobaleno, è varia come i colori delle sue acque, dei suoi tramonti delle sue foreste, è varia come i suoi abitanti che parlano lingue ( non dialetti) diversi pur abitando a 2 chilometri di distanza, hanno tradizioni e cultura diversi. L’ospite per noi è sacro( non è una frase banale o di rito) e per ospite si intende anche il turista, bada bene, non quello cafone, maleducato, senza rispetto per la nostra terra e per i suoi abitanti, quello che viene 15 giorni in Sardegna e pensa di imporci il suo modo di essere turista perchè a Londra è così, alle Canarie è così, a Milano Marittima o a Rimini è così o qualsiasi altra parte del mondo è così. L’ospite ed il turista sono sacri nella stessa misura in cui saranno capaci di capire la nostra diversità, i nostri usi ed i nostri costumi, nel apprezzare questa terra ed i suoi abitanti per quello che sono e nel saper rispettare entrambi. Abbi pazienza, siamo pur sempre i discendenti di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo, abitavamo dentro i nuraghi, costruiti in pietra e legno, qualche migliaia di anno anni prima che gli evoluti Etruschi, uscendo delle caverne, dessero vita alla civiltà romana, un pò di ottusità ce la vuoi concedere? Siamo giovani che vivono su una terra antica che ancora ci condiziona, che ancora tenta di farci capire che senza l’amore per la natura, per i luoghi selvaggi ed incontaminati, che difendiamo spesso a costo della vita, da piromani, cafoni, ladri di sabbia e di rocce, da maleducati, senza la difesa dei nostri usi, costumi, tradizioni, senza la nostra naturale diffidenza verso i troppi stereotipi turistici sparsi per il mondo che ancora rifiutiamo, sicuramente avremmo smesso da un pò di essere “LA SARDEGNA”.

In conclusione caro Franz, non è vero che la Sardegna non vuole i turisti o meglio i nuovi turisti, li vuole eccome, ma non ovunque, sta solo a te decidere e scegliere quali siamo i posti più adatti al tipo di turismo che tu vuoi fare. Credimi abbiamo tutto e per tutte le esigenze, anche per le tue, ma non in tutto il territorio dell’isola. Non è un difetto, è un pregio e spero che continui ad essere così per tanti anni ancora.

“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: 24mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”

Fabrizio De André

Saluti Franz.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.