Non avere paura

Quando ho iniziato a fare il professionista (prima) e l’imprenditore (poi) - circa 18 anni fa - non avevo pressoché la più pallida idea dei guai in cui mi sarei andato a cacciare.
Si fa per dire (ma neanche troppo). È una vita non certo per deboli di cuore. Ancora oggi, di fronte alle sfide da vincere ogni giorno, c’è da chiedersi cosa allontani l’ansia, risolva la tensione e trasformi l’attesa in azione.
Liberarsi dalla paura, comprendere le sconfitte e giocare per vincere sono probabilmente un buon inizio.
Senza dimenticare che può aiutare pure una birra ghiacciata, ogni tanto.

O è il male ciò di cui abbiamo paura, o il male è che abbiamo paura. (Sant’Agostino)

Per alcuni, la differenza tra sopravvivere e vivere è tutto sommato indifferente. Per altri, per me, il più grande rischio è non prendersi dei rischi. Guardandosi indietro, iniziare senza alcuna esperienza, né una famiglia di imprenditori alle spalle o una scuola di Business Management da cui partire, sarebbe correttamente da giudicare come un’insana follia.
Per questo mi ci sono buttato a capofitto.


Alcune cose le ho imparate, e questo percorso mi ha insegnato tre leggi fondamentali. L’obiettivo è restituire quanto ho avuto modo di intuire. L’auspicio è iniziare una nuova storia, di racconti da condividere e indizi da suggerire. Spero faccia bene a me e faccia bene a chi avrà voglia di seguire.


1. Per vincere la paura, impara qualcosa di nuovo, ogni giorno.

Non credere a tutto ciò che vedi, senti o leggi.
Impara, disimpara e impara nuovamente. Valuta tutto: c’è bisogno di apprendere per giudicare, per elaborare le proprie valutazioni.
Non preoccuparti di imparare ciò che puoi disimparare: è decisamente più pericoloso non saper nulla che sapere qualcosa, foss’anche solo una minima parte. Un tassello da cui partire.
Oggi ho imparato a pubblicare il mio primo Medium, ad esempio.
O almeno credo. Se stai leggendo, probabilmente è stato fatto un ulteriore, piccolo passo in avanti.

2. Investi nel prossimo, con candore.

Nel lavoro, il tuo collega, il tuo cliente, il tuo fornitore, il tuo Manager sono una risorsa. Sempre. Il denaro, il potere e la fama tendono a svanire, e onestamente sono interessanti unicamente quali strumenti.
Dimenticatene come fine.
Il candore, al contrario, causa unicamente sorgenti di bene: tratta chiunque nel modo in cui desideri essere trattato, investi nelle persone: alcuni, tanti invero, non se ne ricorderanno. Diversi altri, invece, non lo dimenticheranno.
Riparti da loro, riparti da chi si aiuta, da chi ricorda e da chi lotta: si tratta quasi sempre di un ottimo deposito. Del miglior investimento.
Investi in queste relazioni, perché il dialogo porta con sé un potere straordinario: un frutto decisamente più succoso della mera somma dei messaggi o dei prodotti e servizi scambiati.
Non dimenticarti del primo punto: chi ha detto che nulla si crea e nulla si distrugge ha certamente avuto dei seri problemi sociali (OK, Albert, stai calmino).

3. Trai il massimo da ogni stallo.

Non sempre è possibile evitare compromessi: non di rado, è il limite di altri, non tuo. Spesso è necessario, a volte inevitabile, saltuariamente da suggerire.
Evita piuttosto lo spreco, se puoi, ma parti dal positivo e guadagna qualunque scarto in avanti: ci sarà tempo (o ce ne vorrà) per lavorare su quanto è stato lasciato indietro.
Uno stallo è un’opportunità, non fartela sfuggire per immobilismo, orgoglio o testardaggine.
Se credi sia invece opportunismo, valuta attentamente: forse è perché hai già dimenticato il secondo punto?


A piccoli passi, l’inquietudine diventerà un’amica e potrai probabilmente dimenticare ogni tormento e ogni agitazione.
Almeno fino al prossimo affanno: in quel caso, ricomincia da capo.

Sulla nostra terra noi possiamo amare in realtà solo col tormento e solo per mezzo del tormento. (Fëdor Michajlovič Dostoevskij)

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