Rottamiamo il fiscal compact ma usciamo dalla retorica di politiche vecchie e inefficaci

L’idea di allargare le maglie del fiscal compact per recuperare 30 miliardi di euro è ottima e va reso merito a Renzi di averla proposta ( anche se va detto che forse se la discussione fosse stata su questo il congresso sarebbe stato più utile). Tuttavia l’idea di investirli tutti in tagli delle tasse è vecchia, poco efficace sul piano economico e rischia di essere anche iniqua. Abbiamo ancora sotto gli occhi gli effetti ottenuti dalla abolizione dell’Imu, dalla decontribuzione alle imprese e dai meccanismi dei bonus: ingentissime risorse hanno prodotto risultati assai modesti in termini economici.
Si potrebbe con gli stessi 30 miliardi, per fare alcuni esempi, lanciare un grande piano di edilizia pubblica convenzionata per far accedere i giovani alla casa, investire in Sanità visto che gli indicatori ci dicono che nel nostro paese percentuali sempre più ampie di persone rinunciano alla cure mediche per il costo, lanciare un piano straordinario di messa in sicurezza idrogeologica del territorio, investire seriamente in cultura raddopiando il bilancio del Mibact da 2 a 4 miliardi di euro (per esempio per assumere giovani laureati), favorire in maniera importante il turn over nella pubblica amministrazione in modo da ringiovanirla e renderla più efficiente, investire in assunzioni delle forze dell’ordine e nella loro dotazione.
Sono solo alcune delle molte proposte che si possono avanzare, con un messaggio di fondo: non sperperiamo altre risorse inseguendo il “Meno tasse per tutti” di berlusconiana memoria ma lanciamo una nuova fase in cui utilizziamo gli investimenti pubblici per ridurre le disuguaglianze, costruire una società più sicura, valorizzare lo straordinario potenziale culturale del nostro paese. Ho anche la convinzione che questa strada porterebbe al partito più consenso di tutti i tristi inseguimenti agli “storitelling” dei nostri avversari: prima al movimento 5 stelle con i tristi manifesti “vuoi meno politici?” visti al referendum e ora alla Lega con le uscite sulla legittima difesa notturna e le tristi card di questi giorni.
Uscire dal dogma dell’austerità è cosa buona e giusta e va dato atto a Renzi del coraggio della proposta, proviamo stavolta però a non imboccare l’uscita sbagliata.
