Selfie mania. L’estinzione della foto ricordo

Una paio di sere fa ero a cena da amici i quali, appena tornati dalle vacanze, erano tutti eccitati all'idea di mostrarmi le foto che hanno fatto. Foto che avrei tranquillamente potuto guardare aprendo Facebook, ma che mi ero deliberatamente risparmiata. Ebbene, punita per non so ancora quale male, mi sono presto ritrovata a fissare lo schermo di un cellulare nel quale scorrevano indistinti tutta una serie di selfie della felice coppia al mare piuttosto che davanti una chiesa o una statua. Questa esperienza sgradevole si pone nella lista delle proposte indecenti da fare ai propri commensali a cena, persino prima di quella cattivissima di mostrare l’album del proprio matrimonio! Se non altro in quel caso non si è costretti a fissare uno schermo, o almeno non ancora!

Di fronte a tutte quelle foto, che altro non erano che la bella faccia dei miei amici proposta e riproposta, non ho potuto fare a meno di pensare alle vecchie foto, magari di quelle fatte in gita scolastica tutti abbracciati in piazza del popolo o sopra una tigre di Trafalgar Square, foto che, per giunta, bisognava portare a sviluppare nella speranza che il passante al quale si era chiesto la cortesia di fotografarci, non si fosse divertito a tagliarci la testa.

Il punto è che ormai tutto ciò che si fotografa è se stessi. Vivo in una città bellissima e ogni volta che passeggio mi lascio sorprendere da uno scorcio nuovo, dalla luce di un ora particolare del giorno che fa sembrare tutto un po’ più romantico piuttosto che un po’ più vivace eppure, quando guardo i turisti, noto come questi non fanno quasi mai foto di ciò che vedono, semplicemente si guardano nello specchio della videocamera del loro cellulare e si fotografano. Ormai camminano tutti con il bastone dei selfie in mano puntato lì davanti a loro stessi e si guardano fare i turisti.

Una volta ho persino deciso di calcolare quanto tempo il turista in questione avrebbe perso per un solo selfie con la sua fidanzata. Venti minuti. Non sto esagerando, a quanto pare non è facile inquadrare decentemente casa Battlo e le proprie facce facendo in modo che queste due risultino super affascinanti mentre nello sfondo primeggia un pezzo della famosa casa colorata con magari uno dei balconcini che sembrano una maschera o un teschio in base ai punti di vista.

L’ultima generazione di selfisti che, devo ammettere, mi ha sconvolta, è quella che decide di andare al mare e farsi il bagno col bastone dei selfie. Di recente ho notato una giovane coppia in acqua alle prese con il selfie perfetto. Super romantici non hanno fatto altro che immortalarsi mentre si baciavano fra le onde per poi risalire in spiaggia sul telo senza scambiarsi neanche una parola.

Io ricordo di quelle foto imbarazzanti al mare con gli amici che puntualmente ti beccavano in una posa sconveniente con la pancetta in bella vista, o di quelle scattate mentre si stava parlando, o ancora peggio, mentre si stava mangiando.

Certo non sono un fan degli scatti venuti male, o delle foto old fashion necessariamente su carta, è bello avere a disposizione tanta di quella tecnologia da poter rendere giustizia alla realtà con un’immagine ad altissima risoluzione, ma non si capisce bene come, si finisce sempre per sfruttare queste possibilità nel modo più futile. Il risultato è che oggi la foto è un fatto quotidiano, ci si fotografa per qualsiasi piccola esperienza, da un semplice evento culinario a una visita alla Tour Eiffel. Una volta ci s’impegnava a trovare persino un modo originale per mettersi in posa, oggi la posa è piuttosto standard: faccia sorridente, pollice in su, presa dall'alto o dal basso e sguardo che dice Guardatemi sono qui!.

In questa pioggia di selfie che ci cade addosso appena accediamo ad un social network io non posso fare a meno di pensare che era bello quando nelle foto si cercava un ricordo invece che una testimonianza avida di consensi virtuali.