Perché lavorare da remoto non è da “sfigati”
Emanuela Zaccone
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Grazie alla stima reciproca e alla fiducia guadagnata in quasi 4 anni di lavoro in azienda, da 3 mesi mi hanno concesso un “bonus” per vedere se, lavorare da remoto possa essere una formula vincente. Beh, io faccio un part-time, alle 8.00 mi collego e slauto tutti su Slack come fossi in ufficio, apro le varie cartelle collegate grazie a VPN, leggo le mail arrivate, e mi butto a capo fitto sul lavoro. Una volta a settimana faccio una skype call con il mio capo per aggiornamenti, il team lo sento ogni giorno tramite chat per chiedere delle cose o anche solo per scambiare due battute. Alle 12 saluto tutti e posso andare a prendere mio figlio al nido e trascorrere il resto della giornata con lui. Quando ho dei problemi o contrattempi, recupero le ore mentre lui riposa nel pomeriggio oppure il sabato, ma non mi pesa affatto, lo faccio con grande piacere perchè mi fa stare bene sapere di aver fatto il mio dovere. Questo test sembra stia dando ottimi risultati e mi hanno proposto di proseguire per un anno intero, non so come descrivere la mia felicità! Ah, non ho detto che l’azienda è tedesca e io da la mi sono trasferita in Italia a fine maggio :-)