Poliamore e asessualità

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Non molto tempo fa è passata in tv un’intervista su Lucignolo 2.0 che poneva una poliamorosa e un’asessuale come contrapposte.

Ci ha colpito molto, oltre alla leggerezza con la quale è stata fatta questa contrapposizione, anche la reazione di alcuni poliamorosi: alcuni dei commenti all’intervista sui siti e social network dedicati riportavano frasi come “L’intervista è andata benone! Poliamorosi-Asessuali uno a zero!” quasi come se si trattasse di una competizione fra due squadre avversarie.

Incuriositi, abbiamo deciso di approfondire l’argomento e ci siamo chiesti: ma poliamore e asessualità sono davvero così in contrasto tra loro?

Cosa si intende per asessuale?

Wikipedia ci dice che:

“L'asessualità, nel suo senso più generale, si definisce come la mancanza di attrazione sessuale e/o l'assenza di interesse o desiderio per il sesso. A volte è considerata come la mancanza di orientamento sessuale. Uno studio sull'argomento spesso citato, individua la percentuale globale di individui asessuali all'1%.”

Una persona asessuale è quindi una persona che non sente nessun tipo di attrazione/desiderio.

La frase tipica con cui la comunità asessuale si identifica è: “perché fare sesso, quando possiamo mangiarci una torta invece?”.

In Giappone l’asessualità, specie tra i maschi, ha preso talmente piede che si è addirittura coniato il termine di “uomini erbivori”, per definire questo nuovo fenomeno.

L’asessualità è una realtà molto complessa, e ci possono essere diverse sfumature tra un asessuale e l’altro: alcuni asessuali possono provare piacere nella masturbazione, ma non provare attrazione sessuale per nessuno; altri possono provare una qualche forma di attrazione per qualcuno, ma non lo stimolo a fare sesso.

Non avere il desiderio di fare sesso con qualcuno non significa per forza provare disgusto o avversione per il sesso, ma può capitare che se una persona asessuale viene continuamente pressata a fare sesso, poi per reazione questa inizi a sviluppare avversione o paura per esso.

L'asessualità non va confusa con l’astensione sessuale (come ad esempio il voto di castità praticato in certi ambienti religiosi) che rientra nei comportamenti sessuali e non negli orientamenti.

Esiste poi un altro orientamento, la demisessualità: questa viene spesso confusa con l’asessualità in quanto la persona demisessuale può provare attrazione sessuale solo per alcune persone a cui è particolarmente legata, o in determinate circostanze molto specifiche che ne stimolano il desiderio. In queste persone il desiderio sessuale non è del tutto assente, ma è spesso di difficile individuazione, e per questo motivo vengono spesso scambiate per asessuali.

Ma è normale? Perché succede? Cos’hanno questi che non va?

L’asessualità non è una malattia e pertanto non va “curata”. Proprio come per un omosessuale o un eterosessuale, si tratta di un’inclinazione naturale che l’individuo può scegliere di seguire o di reprimere, a seconda di quanto fortemente la sente e a seconda di quanto la propria società gli dia supporto e libertà di esprimersi appieno.

Pertanto forse “quali sono le cause dell’asessualità?” o “esiste il gene dell’asessualità?” non sono domande molto sensate da fare, a meno che non consideriate l’asessualità come una malattia della quale andare a cercare le cause, proprio come ormai non si cercano più le cause dell’omosessualità, perché non la si considera più una malattia da curare.

Come abbiamo detto, asessualità non è repressione o avversione per il sesso: si può essere asessuali senza aver mai subito stupri e senza mai aver avuto traumi legati alla sfera sessuale.

Inoltre, ricevere un’educazione bigotta che spinge a reprimere i propri istinti sessuali è ben diverso dal non avere alcun istinto sessuale da reprimere, quindi non si diventa asessuali se si viene sessualmente repressi dal proprio ambiente.

L’asessualità è un orientamento, e in quanto tale è individuale e non culturale (anche se alcune società possono sopprimere o accentuare questa possibilità nell’individuo, proprio come sopprimono o accentuano le altre inclinazioni sessuali).

C’è poi differenza anche tra asessualità e calo della libido: nel primo caso l’assenza di desiderio sessuale è percepita come la normale condizione dell’individuo, il quale non ha mai avuto interesse per il sesso e non sente quindi la mancanza dell’energia sessuale.

Nel secondo caso, invece, la persona con una bassa libido ha avuto, in passato, interesse per il sesso, vorrebbe provare desiderio ma non riesce. Le cause possono essere molteplici: stress, sbalzi ormonali, effetti collaterali di qualche farmaco, età avanzata, e così via.

In quest’ultimo caso si prova frustrazione perché la risposta fisiologica (il corpo non si “attiva” a seguito dei soliti stimoli sessuali) è sballata rispetto alle intenzioni nella mente della persona.

Questa disparità fra volontà e mancanza di pulsione sessuale genera una frustrazione interna e un senso di inadeguatezza verso se stessi e verso le proprie aspettative, mentre invece l’eventuale frustrazione dell’asessuale è dovuta al fatto che l’ambiente esterno non lo fa sentire accettato e che la sua natura non combacia con le aspettative degli altri, ma la sua asenza di interesse per il sesso corrisponde a un’assenza di pulsione sessuale, quindi non c’è nessuna scissione interiore.

L’asessualità non è disfunzione sessuale: ci sono persone perfettamente funzionanti che semplicemente non sentono lo stimolo a fare sesso, e persone che vorrebbero fare sesso ma hanno qualche problema fisiologico a farlo. Può darsi che se i problemi persistono e se non si riesce ad avere rapporti soddisfacenti, la persona cominci ad avere anche meno interesse a provare a far sesso, ma questo calo del desiderio non è da confondere con l’asessualità.

A un asessuale il sesso non interessa, a prescindere che il proprio corpo funzioni o meno.

Discriminazioni

Gli asessuali sono una minoranza fra le minoranze, e a volte non vengono capiti nemmeno dai propri alleati LGBT. Spesso un asessuale si trova a sentirsi dire cose di questo tipo:

Poly in Pictures: i pregiudizi sugli

La nostra società è ossessionata dal sesso: anche quando questo viene represso, gli si dà comunque un valore spropositato. Cosa comporta essere asessuali in una società ipersessualizzata? L’asessuale può essere scambiato per represso, gay o incapace di avere sentimenti. Questo può portare le persone che lo frequentano a non capirlo, a fargli pressione per fare sesso o a lasciarlo per qualcuno di “normale”.

Per quanto l'idea possa sembrare divertente,
NO, gli asessuali non si riproducono per mitosi.

Poliamore e asessualità: un binomio possibile?

È possibile per un asessuale volersi mangiare una bella torta e farsi le coccole con più di un partner romantico per volta? Certo che sì!

La capacità di provare attrazione romantica è per alcuni del tutto indipendente dal fatto di provare o meno attrazione sessuale, così come lo è la capacità di instaurare relazioni sentimentali.

Ci sono un bel po’ di miti da sfatare in fatto di poliamore e asessualità. Affrontiamo insieme i più comuni:

1. Poliamorosi asessuali? Ma non è un controsenso?

Poly in Pictures: asessuali in the closet

Che ci crediate o no, i poliamorosi asessuali esistono!

Un ottimo esempio di persona asessuale poliamorosa è Cassian, l’artista dietro al brillante webcomic “Poly in Pictures”. E no, non sempre si diventa poliamorosi per permettere all’altro di far sesso in giro (per paura, altrimenti, di essere lasciati per il sesso).

Spesso si è poliamorosi e asessuali perché, semplicemente, si è asessuali e non si concepisce di poter limitare l’altro con la scusa dell’amore, o perché pur non provando attrazione sessuale per nessuno, ci si innamora di più di una persona contemporaneamente. Le motivazioni che spingono un asessuale ad essere poliamoroso sono proprio le stesse di qualsiasi altro poliamoroso.

“Ehi, ma su Lucignolo hanno detto che…”

Non ci è chiaro come mai in televisione si senta l’esigenza di contrapporre due realtà che invece possono benissimo coesistere perfettamente: mentre l’asessualità, come abbiamo già detto, fa parte dell’orientamento sessuale, l’essere poliamorosi è un orientamento relazionale, e in quanto tale non entra in conflitto con la sessualità di ognuno: si può essere poliamorosi e asessuali, poliamorosi ed etero, poliamorosi e bisessuali, e così via.

Forse i media hanno la tendenza a confondere l’assenza di sesso con l’assenza di relazioni sentimentali, dato che per la maggior parte delle persone la realtà sessuale coincide quasi sempre con quella relazionale. Eppure ci sono le dovute eccezioni!

Pensate ad esempio a qualcuno che vuole solo sesso occasionale senza una relazione, o a una forte amicizia in cui però non c’è attrazione sessuale, alla trombamicizia (sesso e affetto senza amore) e all’amore platonico (amore senza contatto sessuale).

Le combinazioni possibili sono davvero infinite!

Nel poliamore è spesso possibile avere più tipi diversi di relazione per volta. Si può ad esempio avere un partner asessuale e un partner vanilla e un altro ancora appassionato di sesso estremo.

Come già accennato negli articoli sul rapporto tra Poliamore e Media, è probabile che la maggior parte dei programmi, quando vuole parlare di poliamore, lo faccia affrontandolo superficialmente e senza approfondire tutte le sue possibili sfumature, forse nel tentativo di trovare qualche storia di “sesso strano” che possa alzare gli ascolti, come è successo per questa falsa dicotomia tra poliamorosi e asessuali.

Questa rincorsa del sesso da parte dei media ci rende purtroppo i soggetti ideali per la tv e ci fa cadere spesso vittima di un pregiudizio molto diffuso sul poliamore...

2. Poliamorosi? Ah, sì! Quelli che fanno le orge!

Il fatto di non poter concepire l’esistenza di un poliamoroso asessuale ha le sue radici nel pregiudizio che tutti i poliamorosi siano ipersessuali, ovvero soggetti ossessionati dal sesso che abbiano bisogno di più di un partner per soddisfare una inesauribile libido.

Sebbene per alcuni poli l’abbondanza di partner sessuali sia sicuramente da considerarsi un piacevole effetto collaterale, in realtà il poliamore è la capacità (non il bisogno) di avere relazioni con più di una persona per volta, senza ridurle per forza alla sola sfera sessuale.

Così come esistono poliamorosi molto concentrati sull’aspetto sessuale delle proprie relazioni, esistono anche persone poliamorose che danno più importanza all’aspetto relazionale/sentimentale, e che considerano il sesso semplicemente come una delle tante cose che è possibile fare quando si passa del tempo insieme.

Il poliamore non va quindi confuso con il polisesso o il sesso di gruppo, cioè la pratica di avere più di un partner sessuale contemporaneamente: sebbene le due cose possano spesso sovrapporsi e coincidere, sono due pratiche molto ben distinte ed indipendenti fra loro.

Innanzi tutto non si diventa poliamorosi per soddisfare un proprio “bisogno”, ma perché non si concepisce di dover limitare l’espressione della propria affettività e sessualità. Una persona poliamorosa sana non è sessodipendente e non ha “bisogno” di più partner così come una persona monogama sana non ha bisogno di un unico grande amore.

3. Essere asessuali non vuol dire non amare nessuno?

I colori degli aromantici nella bandiera asessuale

Un altro pregiudizio diffuso attorno alla figura dell’asessuale è che, non provando attrazione sessuale per nessuno, automaticamente non sia neanche in grado di innamorarsi.

L’aromanticismo è un tipo di orientamento affettivo, mentre l’asessualità è un tipo di orientamento sessuale. Mentre si definisce asessuale una persona che non prova attrazione sessuale per altri, si dicono aromantiche tutte quelle persone che non si innamorano di nessun tipo di persona, in alternativa agli altri orientamenti affettivi come il biromanticismo, l’ eteroromanticismo, e così via.

Non tutti gli asessuali sono anche aromantici. Si può essere sia asessuali che aromantici insieme, ma non è automatico. Esistono aromantici sessualmente attivi, asessuali che si innamorano, e asessuali aromantici, e tutte queste persone non hanno niente di “strano” rispetto alle persone sia sessualmente che romanticamente attive.

Ognuna di queste quattro combinazioni è perfettamente possibile e legittima.

“Ma allora… si può amare qualcuno anche senza farci mai sesso?”

Certo che sì! L’errore più comune delle persone sessualmente attive è di scambiare l’assenza di attrazione sessuale per una mancanza di amore, come se fare sesso con il partner fosse il solo e unico modo per dimostrargli affetto e per riconoscere il suo valore come persona.

Spesso un asessuale può amare moltissimo e anche trovare esteticamente belli i propri compagni, ma la sua totale assenza di interesse per qualsiasi attività sessuale con essi finisce per convincerli che non siano veramente amati, e li porta ad allontanarsi.

Questo pregiudizio purtroppo è alimentato dalla nostra cultura, in cui si tende a considerare sesso e amore come i due aspetti di un’unica entità che non può essere che incompleta, malata o “rotta” se mancano un pezzo o l’altro.

Se per voi il sesso è una componente essenziale della vostra vita, mettervi con una persona asessuale potrebbe essere una sfida molto dura.

4. Essere poli è un passaggio obbligato per un asessuale!

“Essere asessuali implica per forza il dover essere anche poliamorosi, altrimenti come fa l’altro a stare con qualcuno senza mai poter fare sesso? Si verrebbe sicuramente lasciati per poter andare a trombare in giro!”

Non è necessariamente vero. Sicuramente qualche asessuale non particolarmente geloso avrà deciso di provare il poliamore per dare al partner la possibilità di esprimere la propria sessualità altrove anche durante il corso della relazione, ma scegliere una soluzione esterna per risolvere un problema di incompatibilità interno alla coppia può essere rischioso, in quanto aggiungere partner nuovi in una relazione che già presenta dei problemi irrisolti significa aggiungere una variabile che può complicare le cose anziché semplificarle, e destabilizzare definitivamente gli equilibri già creati. Soprattutto se si vuol provare la strada del poliamore esclusivamente per fare un favore all’altro, ma la si perepisce come una forzatura dei propri limiti o come un sacrificio doloroso.

La scelta di aprire la coppia va quindi ponderata con molta cura.

Non tutti gli asessuali sono poli: ci sono coppie monogame in cui i partner sono entrambi asessuali, o coppie miste asessuale/sessuale in cui uno dei due sceglie di stare con l’altro, anche se questo significa fare delle rinunce finché si è nella relazione.

Così come in una relazione monogama standard ci si autolimita per amore, e lo si fa per scelta, anche in una relazione monogama con un asessuale si può scegliere di limitare le proprie pulsioni.

Ciò a cui siamo disposti a rinunciare per l’altro dipende da quanta importanza si dà al sesso e da quanto si ama l’altra persona.

Quando si è single, ci si fa bastare se stessi anche fisicamente (non tutti i single del mondo vanno a prostitute o fanno sesso casuale, giusto?) perciò perché non lo si potrebbe fare anche quando si ama qualcuno di asessuale?

Viceversa, esistono poi anche degli asessuali che, per amore, accettano di fare sesso con l’altro, anche se a loro la cosa non interessa particolarmente.

Non è una pratica che ci sentiamo di consigliare, poiché crediamo che in una relazione ognuna delle persone coinvolte dovrebbe essere libera di fare solo ciò che davvero si sente di fare.

Ci sono diversi motivi per cui un asessuale possa voler provare a fare sesso: connettersi con un partner per cui il sesso è importante, provare perché magari non si è ancora sicuri di essere davvero asessuali, credere di essere “sbagliati” e di dover in qualche modo “riparare” e farsi piacere il sesso a forza. Ecco quello che succede di solito quando un asessuale sperimenta qualcosa di sessuale:

In conclusione

Esistono poliamorosi più o meno sessuali, polisessuali monogami, poliamorosi asessuali, asessuali monogami felicemente accoppiati, e un’infinità di altre combinazioni possibili.

L’importante, come sempre in fatto di relazioni, è avere chiari in mente quali sono i propri limiti e le proprie aspirazioni, e soprattutto comunicare, comunicare, comunicare!

E ricordatevi di mangiare la vostra fetta di torta!

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Immagine in evidenza: rielaborazione grafica da una foto del Princeton LGBT Center.

Le immagini nelle sezioni che parlano di discriminazioni e di poliamorosi e asessuali sono tratte dal webcomic Poly in Pictures.

L'immagine T-shirt Nymphomaniac è CC BY-NC-SA di Be Extreme.

L'immagine sul sesso visto da un asessuale è tratta dal forum dell'Asexual Visibility and Education Network.


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