Cine-consigli
Il colore viola
Nella Georgia dei primi anni del Novecento, Celia, un adolescente di colore, viene violentata da quello che ritiene sia suo padre e dà alla luce due figli che le vengono portati via. L’uomo la cede in sposa ad Albert, un vedovo con quattro bambini, di colore anche lui, uomo violento e manesco, che la schiavizza, la disprezza, la maltratta, e comincia ad insidiare Nettie, la sorella minore di Celia che un giorno si presenta a casa in cerca di ospitalità e affetto. Respinto con forza dalla cognata, Albert la caccia di casa e nasconde per anni le missive che Nettie aveva promesso a sua sorella di scrivere, e Celia continua a vivere la sua misera esistenza. Albert porta a casa la sua amante, una cantante di colore di nome Shung Avery, che però diventa amica di Celia, intanto Nettie diventa missionaria e vive in Africa del Sud presso la famiglia del pastore che aveva adottato i figli di sua sorella. Intanto il figlio maggiore di Albert, Harpo, si sposa con Sofia, donna giovane ed energica che nel suo passato è stata condannata ad otto anni di carcere per avere compiuto un gesto di ribellione contro la moglie del sindaco. Harpo mette su un modesto locale in cui talvolta si esibisce cantando i suoi “spiritual”, la bella Shug, finalmente sposatasi. E Shug, che a suo tempo respinta da suo padre, il pastore locale, alla fine, cantando insieme ai fedeli un inno di gioia al Signore, si riconcilia con lui. Celia e Shung un giorno trovano in un nascondiglio tutte le lettere di Nettie alla sorella: Celia è finalmente felice. E il destino sta finalmente per sorriderle… “Il colore viola”, film uscito nel 1985 e diretto da Steven Splielberg con protagonista Whoopi Goldberg, il cui cast comprende anche Danny Glover, Margaret Avery e Oprah Winfrey, è incentrato su personaggi femminili, e tratta soprattutto di argomenti come abusi sessuali, forza, razzismo e coraggio delle donne violentate. Con un budget di circa 15 milioni di dollari, il film di Spielberg incassa oltre 98 milioni di dollari negli Stati Uniti, e le riprese si sono svolte tra giugno e agosto del 1985. Il film tratto dal romanzo omonimo di Alice Walker vincitore del premio Pulitzer nel 1983, si aggiudica nel 1986 un Golden Globe assegnato a Whoopi Goldberg come migliore attrice di un film drammatico, e un nastro d’argento nel 1987 come migliore film straniero, ma non vince alcun Premio Oscar (su 11 nominations), record negativo condiviso con “Due vite, una svolta”, nell’edizione del 1978. In Italia il film riceve ottime critiche da parte dei giornalisti cinematografici e dalle riviste di spettacolo: “Film con soli interpreti di colore, lontano dagli abituali chiché di Spielberg vede un eccezionale intepretazione di Whoopi Goldberg nel ruolo della protagonista” (‘Teletutto’). “Tratto dal romanzo di Alice Walker. Spielberg ha mischiato la materia epica del romanzo con i colori romantici dell’elegia smussando le tinte, attenuando i paesaggi spinti. La Goldberg un po’ teatrale ma bravissima.” (Laura e Morando Morandini, ‘Telesette’). “Spielberg stanco di film fantastici e avventurosi, tenta la carta del grande affresco storico sociale a mezza strada tra ‘Via col vento’ e ‘Radici’ sulla base di un romanzo di Alice Walker. Un film di grande valore spettacolare e con una grande protagonista” (Francesco Mininni, ‘Magazine italiano tv’).