Crowdfunding: cosa NON fare!

5 errori banali ma frequenti che portano quasi sempre al fallimento delle campagne di raccolta fondi online…

Avete capito come fare un buon video per la vostra campagna? Quali libri leggere prima di andare a dormire e sognare schiere di sostenitori con mouse e portafoglio a portata di mano? Padroneggiate senza paura le nozioni basilari per essere crowdfunder di successo? Molto bene. Oggi cambiamo punto di vista e vi diciamo cosa NON fare. Si tratta di errori banali, forse, ma che se commessi vi porteranno irrimediabilmente a chiedervi per giorni e giorni...

perché la mia campagna non gira?

1 . Ho deciso, propongo il mio progetto, che è comunque geniale. Il resto si vedrà, perché pensarci ora?

C’è una remota possibilità che il vostro progetto non vada bene per una campagna di crowdfunding, motivo per il quale non riuscite a convincere i vostri sostenitori. O che non andiate bene voi, magari. Perché avete due lavori, cinque hobby, una famiglia e la domenica preferite la tv o le passeggiate al pc. Legittimo, ma il vostro progetto, non seguito né coltivato, si sentirà irrimediabilmente solo, così come i vostri sostenitori, sempre meno, sempre meno sostenitori.

2 . Perché dovrei perder tempo con la comunicazione? Ci pensa Facebook!

I social, Facebook in primis, sono importanti, vitali, essenziali, imprescindibili (e vanno saputi usare). Ma non bastano. Uscite di casa, parlate ad amici e parenti della vostra idea, coinvolgeteli de visu. O, ancora meglio, organizzate un evento al bar della libreria sotto casa per parlare del vostro manoscritto, chiedete al circolo se ospita voi e il vostro gruppo per promuovere il vostro cd, organizzate qualcosa! E, se proprio non riuscite a staccarvi dalla tastiera, scrivete un bel comunicato stampa chiaro e leggibile e inviatelo a radio, giornali locali, blog tematici. Alla lunga anche una bella voce stanca chi ascolta: fate in modo che siano gli altri a parlare di voi!

3 . Non ci credo. La mia è un’idea bellissima, la svolta dell’anno, anzi, del secolo. Perché non lo capite?

Forse perché non ce lo hai spiegato. Il crowdfunding è storytelling. O, per dirla in modo semplice, dietro un progetto c’è sempre una storia da raccontare. L’aver ideato un giubbotto che ti rinfresca in agosto e ti riscalda in gennaio ti rende sicuramente un genio o giù di lì, ma se poi me lo descrivi come un “giacchetto per tutte le stagioni”, chi deve donare penserà al massimo a un k-way. Non serve essere delle penne pregiate per parlare di sé stessi, né delle proprie idee. Presentati (è importante!) e presenta nei dettagli il tuo progetto (lo è ancora di più). Mettiti nei panni dei tuoi donatori: vorresti sostenere un progettista che non si è nemmeno preso la briga di spiegarti per cosa userà i soldi ricevuti?

4 . Devo pubblicare il mio libro, sono venti pagine in carta riciclata. A occhio credo che centocinquantamila euro siano ragionevoli.

A occhio non li riceverai. Ogni progetto ha il budget giusto da raggiungere. Se poi lo sfora, tanto meglio, può solo migliorare. Ma è irragionevole (ed estremamente dannoso) puntare a una cifra iperbolica a prescindere, per sperare di raccogliere qualcosa. Anzi: la sbarra delle donazioni, vuota o particolarmente esile, scoraggerà potenziali donatori. Se non sai calcolare bene la cifra di cui hai bisogno, cerca in piattaforma progetti simili al tuo, considera tutte le variabili del caso (spese di noleggio di attrezzature varie, stampa, promozione, costi di spedizione delle ricompense). Vale anche per i “prezzi” delle ricompense.

5 . Che bisogno ho di conoscere il mio pubblico? A tutti piace la mia idea!

No. Avere una connessione a internet o un abbonamento flat non fa automaticamente di me un tuo sostenitore. Lo posso diventare, certo, ma devi sapere chi sono, quanti anni ho, cosa mi piace. E, si presume, se proponi un progetto almeno in minima parte già lo sai. È la regola basilare del marketing, vale anche per la raccolta fondi online: conoscere il proprio pubblico è fondamentale per sapere a chi, come, quando e perché rivolgersi. La maggioranza di coloro che sostengono il tuo libro di stampe e incisioni di fine Settecento ha dai cinquant’anni in su? Dovrai rapportarti a loro in maniera leggermente (leggasi totalmente) diversa di come faresti con una community di universitari che sostengono il tuo festival di musica indipendente.

E ora che sai cosa NON fare…
Puoi cominciare a lavorare sul tuo progetto!
www.produzionidalbasso.com